Messina, niente è più reale del niente

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Pubblicato il 4 Luglio 2020 in Primo Piano

Il coraggio di esporsi. Grande assente, in casa Messina, resta la comunicazione: Pietro Sciotto si affida a qualche riga – che da queste parti non è mai giunta – per rimandare se stesso, smentirsi e rinviare a data da destinarsi. Stavolta col coup de théâtre dell’appuntamento – richiesto – col sindaco De Luca.

SCENARIO DESOLANTE – Lo stesso, stantio, gioco ritma gli anni della gestione Sciotto: un continuo trincerarsi in silenzi, accuse a mezza bocca condite da qualche piagnisteo irricevibile, una montagna di scusanti e l’incessante ritornello che fa rima con rilancio. Tre stagioni senza successi, con qualche sussulto ma pochissimo per una città che vedeva nei concessionari tirrenici la speranza per una risalita nel calcio, quello vero. Il Messina degli Sciotto, invece, è rimasto sommerso dalle macerie di parole più grandi di quanto competenza e capacità potessero regalare. La sconfitta, però, fa parte del gioco del calcio e della vita, restare ancorati al risultato sportivo sarebbe miope ed errato. Quello che manca, adesso, alla gestione Sciotto è una direzione. Errore, nostro, perché la direzione è mancata sin dal primo giorno. Unica parentesi di organizzazione, reale, quella dello scorso campionato con Rando, D’Arrigo e Manzo passati da salvatori della patria a colpevoli nel giro di un paio di mesi: umiliati sull’altare di una sconfitta, fin troppo professionali nel prolungare un rapporto morto e sepolto a inizio novembre. Con Sciotto, però, va così per tanti. Da Messina sono passati allenatori, calciatori, dirigenti e molti non regalano dolci parole a una proprietà fin troppo dura e presuntuosa quando indispettita. Tutto noto, tutto già visto. La novità è la minaccia di querela a Obbedio e Cazzarò per danno di immagine, ma tra tesserati FIGC e CONI non è così semplice adire alle vie legali. Poco interessante, anche avvilente finire a raccontare e commentare storie lontane dal campo. Eh sì, il campo questo sconosciuto. Luglio, solitamente, è il mese dei ritiri estivi e – nonostante la pausa da Covid – anche quest’anno non dovrebbe andare diversamente, con la prossima stagione che potrebbe partire già nell’ultimo terzo di settembre. Ma il Messina, con Sciotto, ci sarà?

TRATTATIVE E POLITICA – Archiviata con poche parole la presunta trattativa con Nucaro (ex Cosenza e Corigliano), mai nato il dialogo con Rocco Arena che – nel frattempo – va avanti per la sua strada tra allenatori, calciatori, dirigenti e conferenze di presentazione. Un Messina, unico e solo, come chiesto dalla tifoseria (più che condivisibile) non potrà nascere da una fusione. Pretenderlo non è nel potere di nessuno, come impossibile decidere il destino di Sciotto o Arena. Detto del Fc Messina, diventa più complicato capire il cammino che Sciotto vorrà intraprendere. Che le porte per gli investitori siano aperte non è mistero, su quali possano essere, invece, l’enigma è irrisolto. Il nome di Pietro Lo Monaco (che comunque sarebbe consulente e non socio, nota la ritrosia a ulteriori esborsi personali) dovrebbe mettere i brividi in riva allo Stretto: scenario di un derby – spareggio salvezza tra i Pro – perso senza anima, con la sensazione viva che l’ex dirigente del Catania si fosse liberato di un peso. Quello di un rapporto sempre teso con Messina, i messinesi e larga parte della tifoseria. I processi di riabilitazione di PLM qualcuno, forse arrossendo, ha provato anche a farli nascere. Difficile passare oltre, però, a quel maggio-giugno 2015. A questo, poi, andrebbero aggiunti i risultati inanellati da Lo Monaco in categorie diverse dalla Serie A: paradossale ma reale. Boutade o verità poco importa, anche perché Pietro Sciotto resta famoso per la facilità con cui spazza via un’idea per cavalcarne un’altra. Da un vulcanico (tirrenico) a un altro (ionico) con il richiesto incontro col primo cittadino. Cateno De Luca – in altre faccende familiari affaccendato – dovrebbe tornare in città agli albori della prossima settimana, difficile capire in che buco d’agenda piazzare l’appuntamento con il presidente dell’Acr Messina. Forse una richiesta d’aiuto nella ricerca di investitori, forse una seduta utile per comprendere come comportarsi sul tema Franco Scoglio. Lo stadio – oggetto di bando – dovrà essere usato da Acr e Fc per la prossima stagione, ma tra una concessione rinnovata (versioni discordanti tra società e assessorato) o revocata, e costi di gestione da limitare in vista di un concessionario che potrebbe essere terzo o diverso, occorre che le società trovino un accordo col Comune per l’utilizzo nel campionato 2020/21.

IL CALCIO – Tra chiacchiere, commenti, giudizi e analisi, finisce sempre in secondo piano il campo. Cosa ne sarà del Messina degli Sciotto non è chiaro, ancora meno se si prova a capire cosa accadrà dal punto di vista tecnico. La posizione di Pasquale Leonardo sembra la meno in discussione, col dirigente reggino che non sembra aver mai staccato la spina, più enigmatica quella dell’ultimo allenatore in sella. Andrea Pensabene aveva recitato – con risultati tutto sommato decenti – il ruolo di traghettatore. Adesso potrebbe, addirittura, essere la scelta definitiva. Chiacchiere, anche queste, perché far sposare queste illazioni con il desiderio di nuovi partner è impossibile. Chi arriverà, se mai arriverà, difficilmente sborserà senza dire almeno la sua in tema tecnico. In questo caos senza senso i tifosi navigano a vista, senza grosse illusioni e guardando alla scadenza del 24 luglio (giorno ultimo per l’iscrizione alla prossima Serie D) per capire se in quella data – almeno – il Messina sarà definito, definitivo e pronto a partire. Di calciatori, invece, nemmeno a parlarne: sarebbe molto più risibile il contrario, impossibile parlare di giocatori anche se contrattualizzati, vista anche la facilità con cui recedere da questo tipo di accordi.

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