Messina-Palmese, il dilemma di Monty Hall

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Pubblicato il 31 Marzo 2019 in Primo Piano

Siete a un quiz show, ci sono tre porte: dietro una di queste c’è una Ferrari, dietro le altre due capre. Ne scegliete una, il presentatore ne apre una con dietro la capra e poi vi chiede: “Cambi scelta?”, la risposta giusta è “Sì”.

LA CATTIVA STRADA – Bruttissimo Messina quello che batte la Palmese. La squadra di Oberdan Biagioni (voto 5) trova una vittoria episodica, quasi involontaria e nata dall’ennesima banale palla ferma colpita con gli occhi chiusi. Il Messina ha scelto un percorso di anti-calcio spinto: di fronte alla possibilità di cambiare filosofia, modi e idee è rimasto sulla strada già battuta. La stagione è da cestinare, perché prestazioni come quella contro Città di Messina e Palmese sono la base per il distacco definitivo con un calcio già scadente come quello di Serie D. Un peccato fortemente voluto da società e staff tecnico, senza una vera scusante che possa arrestare il bisogno emotivo-fisiologico di abbandonare la tribuna stampa già dopo pochissimi giri d’orologio. Nessuno, di sapiente o solo col pollice opponibile, ha mai creduto alle critiche che minano l’ambiente; se questo Messina farà bene o male dipenderà dalla voglia e dall’amor proprio di un gruppo di ragazzi troppo abituati a improvvisare, non per colpa loro. A dicembre poteva essere scelta l’altra porta, alzare la percentuale di possibile successo. Si è rimasti ancorati a una squadra dai ritmi lagnanti, viva solo grazie a un Catalano che recita la parte dell’ospite fuori posto in una categoria come la D. Si è deciso di non giocare, mai. Non una questione di risultati, perché questa squadra potrebbe addirittura agganciare la zona playoff; il vero sdegno è per il non gioco, il non calcio e quella assurda impossibilità di provare piacere che va a replicarsi di settimana in settimana. Eccesso di critiche? No, solo la considerazione tombale su una squadra dodicesima in Serie D, finita nella malmostosa zona rossa per incapacità e che non ingannerà nessun tifoso neanche con la parentesi di Coppa.

Lourencon 6,5: un solo intervento ma decisivo per evitare la beffa.

Biondi 5: non c’è nulla da difendere contro un avversario remissivo, lo spazio per attaccare lo spreca senza appello.

Zappalà 6,5: i compiti difensivi sono superflui, diventa decisivo in avanti trovando la rete che apre la sfida. Quasi sempre il migliore in campo.

Ba 6: classica gara di intensità fisica, qualche errore di troppo palla al piede.

Barbera 5: come per Biondi, troppo leggero quando deve accompagnare la manovra.

Selvaggio 5,5: tatticamente ordinato, tecnicamente sprecone. (dal 42′ s.t. Janse sv)

Bossa 4: inanella una miriade di passaggi sbagliati, sostituzione che arriva troppo tardi. (dal 18′ s.t. Tedesco 4: due gialli inutili in momento in cui usare il cervello)

Catalano 6: ci mette la sua classe sempre e comunque, dal suo piede nasce il vantaggio. (dal 35′ s.t. Sambinha sv)

Cocimano 6,5: inizia in maniera volenterosa, sembra spinto da una motivazione extra. Si comprende tutto al momento dell’abbraccio con la madre in tribuna. (dal 39′ s.t. Pirrone sv)

Arcidiacono 5: gioca solo, non guarda mai i compagni e spreca troppi contropiede.

Marzullo 5: impalpabile, può e deve dare di più. (dal 18′ s.t. Traditi 6: mette ordine dove non c’è mai stato)

PALMESE Barbieri 5,5; Bruno 5, Brunetti 5, Cinquegrana 5,5; Piras 5,5 (dal 20′ s.t. Guglielmi 5,5), Colica 5, Lucchese 5,5, Occhiuto 5 (dal 30′ s.t. Saba sv), Gambi 5,5 (dal 43′ s.t. Spanò sv); Ouattara 5,5 (dal 50′ s.t. Basile sv), Pascarella 5 (dal 18′ s.t. Leonardi 5). All. Franceschini 5

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