Messina-Vibonese, Lucarelli: “Non mi vergogno del pane e salame”

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Pubblicato il 17 dicembre 2016 in Primo Piano, Sala Stampa

“Impossibile fare gioco su un campo così malridotto: ho detto ai miei giocatori di provare solo un calcio pane e salame, lanci lunghi, palleggio azzerato, ripartenze possibilmente veloci. Gli episodi ci hanno dato ragione”. Non ha mai perso il sorriso o la battuta ironica Cristiano Lucarelli: la vittoria sulla Vibonese interrompe un digiuno divenuto preoccupante, è arrivato il tempo anche per una certa rilassatezza davanti ai microfoni. “Dopo il vantaggio ci siamo liberati di tutti i fantasmi, ma dobbiamo provare ad interpretare lo stesso spartito anche ad inizio partita. Possiamo giocarcela con tutti, anche con quelle cinque-sei squadre che guidano la graduatoria”.

LA GARA – Inizio mediocre, come si è detto, poi la svolta grazie all’autogol di Usai: “La stessa buca che ci è costata la vittoria con il Fondi oggi ci ha permesso di sbloccare la partita: vedremo sempre episodi del genere su un terreno di gioco ormai quasi impraticabile. In settimana siamo costretti a provare schemi diversi per le partite in casa e quelle in trasferta: al San Filippo si può praticare solo il gioco pane e salame, inutile attendersi altro; nell’intervallo ho spiegato alla squadra come fosse controproducente intestardirsi sulle situazioni provate in settimana. Milinkovic? Ha dato buoni segnali solo dopo il primo gol. L’assist di tacco per Pozzebon è sicuramente pregevole, ma a mio modesto avviso avrebbe dovuto tirare in porta; purtroppo non vedo ancora in lui la giusta cattiveria. Il 3-5-2? Contro quattro punte è necessario anche difendersi. Paradossalmente dopo il cambio di modulo abbiamo mostrato le migliori trame offensive”.

IL CAMMINO – Il mercato potrà dare le giuste risposte ai tanti interrogativi emersi in questi mesi, per il momento Lucarelli pensa esclusivamente a sconfiggere le paure di un gruppo apparso spesso frastornato dagli eventi: “Credo di avere in mano una squadra forte che non riesce ad esprimersi perché distratta da altre situazioni. Basti pensare alla dinamica che ha condotto al terzo gol o alle occasioni create su calcio piazzato: il nostro unico nemico è l’ansia. Pensiamo ad ottenere il massimo nelle prossime due partite, poi rifletteremo su tutto quello che ci circonda, dagli stadi al mercato”. Conclusione riservata alla lettura di un messaggio di una tifosa che il tecnico ha ricevuto nel corso della settimana: “Si tratta di una persona che lotta per la propria salute, spero di averle regalato un sorriso con questa vittoria. Non tutto al mondo ruota sempre intorno al calcio”.

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