Messina-Vibonese, potremmo ritornare

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Pubblicato il 28 ottobre 2017 in Primo Piano

Giocare meglio e perdere posizioni. Il più bel Messina della stagione finisce all’ultimo posto, paradosso fisiologico per una stagione iniziata male e proseguita senza logica organizzativa. Il lavoro di mister Modica trova difficoltà tecnico-tattiche che si incrociano con un morale da costruire e un ambiente da coinvolgere. Contro il Troina i primi sprazzi di calcio stagionali, ancora passi lenti verso la definitiva identità sportiva di un Messina clamorosamente vicino all’Eccellenza. L’arrivo della Vibonese di Salvatore Campilongo accende ricordi di un passato vicinissimo: non lontano quel maggio di gioia dopo lo 0-0 del Razza dove un altro Messina guidato da Cristiano Lucarelli festeggiava la salvezza, amaro pomeriggio se rivisto con gli occhi di chi è stato accecato da mesi estivi distruttivi. I calabresi sono vittime di un paradosso regolamentare senza precedenti, come normale accada in una Federazione più preoccupata dalla retorica mediatica che dal rispetto dei regolamenti. La loro avventura nel campionato di Serie D è iniziata tardi e con l’imbarazzo di chi si sente ospite in casa altrui: l’ultimo recupero contro il Paceco dello scorso mercoledì comincia a scrivere una classifica più vicina al reale valore della rosa. Ancora una partita in meno prima di poter comprendere se la scalata degli uomini di Campilongo sarà difficile o proibitiva. Messina e Vibonese con lo stesso destino, quello di tornare nella Serie C che li ha visti protagonisti lo scorso anno. Motivi e modi diversi li tengono in un campionato dal quale pare difficilissimo fuggire, dove sembra impossibile anche trovare identità e una strada da battere con cattiveria e continuità.

IL CAMPO – Gara complicata dal punto di vista tattico all’orizzonte. Se Giacomo Modica di modificare una filosofia di calcio vecchia di decenni di studi e pratica non ne ha nessuna intenzione, Campilongo sembra puntare su una visione più camaleontica. La sua Vibonese rimane squadra tecnica ma capace di modificare la propria anima a secondo dell’avversario da affrontare, soluzione di difficile possibilità in categorie basiche come quelle dilettantistiche ma credibili in contesti di continuità come quello calabrese. In riva allo Stretto è arriva una ventata di calcio già rinfrescante qualche decennio passato: lo zemaniano Modica porta avanti una filosofia immortale come il credo il tecnico boemo ha inculcato a seguaci e allievi. Non ci sono copie sbiadite nelle giocate ideate da Modica, c’è il diffondersi di un verbo calcistico per estimatori della cosa tattica e della giocata offensiva. “Un gol più dell’avversario”, un mantra che non si significa lasciare alla sciatteria la fase difensiva. Un gioco coralmente offensivo che costringe la fase di non possesso ad un eccesso di coraggio e di personalità. Lavoro di concetti che si vanno a scontrare con i problemi strutturali di questo Messina: le palle inattive sono il tallone d’Achille di una squadra che sembra rimanere spettatrice del lavoro degli avversari. Colombini saltatore unico in mezzo ad un gruppo troppo passivo. Lavorare sulla testa dei calciatori e non sul banale colpo di testa, questa la sola soluzione possibile.

UOMINI – Fuori ancora Prisco, tra i pali confermato Federico Gagliardini. Davanti a lui le scelte sono praticamente obbligate con gli under Polito e Cozzolino che accompagneranno Bruno e Colombini. In mezzo al campo il tecnico è stato chiarissimo nella conferenza pre gara: impossibile prescindere dall’esperienza di Maiorano e Lavrendi ai fianchi della regia di Migliorini. Il momento di Fabio Bossa rimane parentesi complicata, sarà bravo il tecnico a lavorare sulla mente e su un nuovo ruolo tagliato sulle sue caratteristiche. In avanti Rosafio è intoccabile, il resto lo sceglie il regolamento: Mascari e Lia sono gli under che chiudono i quattro obblighi. Panchina di nomi pesanti ma prestazioni insufficienti: Pezzella rimane ai margini per le maggiori capacità dei concorrenti in mediana. Ragosta, Cocuzza e Dezai devono aspettare una chance a partita in corso visti gli equilibrismi nella questione under. Il loro contributo è stato, fin qui, troppo lontano dal valore effettivo. Impossibile aspettarli: novanta o dieci minuti cambia poco, gli occhi di Modica vorranno vedere anima e convinzione. Solo così torneranno ad essere utili alla causa giallorossa.

MESSINA (4-3-3) Gagliardini; Polito, Bruno, Colombini, Cozzolino; Maiorano, Migliorini, Lavrendi; Mascari, Rosafio, Lia. All. Modica

VIBONESE (4-3-3) Mengoni; Frezzi, Malberti, Altobello, Tito; Ba, Obodo, Carannante; Allegretti, Bubas, Sowe. All. Campilongo

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