Palermo-Messina, re per una notte

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Pubblicato il 23 Novembre 2019 in Primo Piano

Una settimana intrisa di ricordi, retorica e rimpianti per quello che è stato. Tra Palermo e Messina non potrà mai essere una sfida banale, con l’amara realtà di un campionato di Serie D che per un pomeriggio verrà cancellata dal dionisiaco desiderio di un’altra vita calcistica.

LA RETORICA – Quello che non ci piace. L’insano moto di ricerca del luogo comune buono per la pancia, meno per la testa. Ma il “derby più antico di Sicilia” si è prestato – suo malgrado – a una settimana sentimentale e nostalgica. Palermo capitale, città spocchiosa quanto bella e altezzosa proprio per la sua nobiltà. Città che oggi – amaramente – vede lo sprofondo calcistico, una Serie D arrivata dopo la fine del regno zampariniano e promesse mai mantenute. Un campionato che deve essere di passaggio: dieci vittorie in fila, poi un punto in due gare e la consapevolezza che da San Siro si è finiti nello stretto campo da gioco di Palmi. Amara categoria che il Messina conosce, ormai, troppo bene e che vive con gli Sciotto per il terzo anno di rincorse. Sulla strada dei giallorossi sempre una grande difficoltà: il primo anno con la Vibonese e l’inesperienza, poi il troppo potente Bari fino al Palermo che basta il nome. Il distacco è ampio per meriti dei rosanero e mancanze dei giallorossi, adesso il campionato va verso l’assestamento di valori e la distanza troverà la sua dimensione finale. Dal Barbera, però, passa un pomeriggio dai ricordi vividi e dalla speranza di ritrovarsi altrove.

IL BANCO DI PROVA – Lo ha detto mister Zeman, confermato Cristiani e tutto l’ambiente giallorosso: la partita di Palermo è l’esame che questo gruppo vuol affrontare per capirsi e dimostrare che i crolli delle settimane precedenti sono stati dimenticati. L’arrivo di Zeman è coinciso con due vittorie importanti per la classifica: Corigliano e Biancavilla utili per una crescita lenta. In Calabria avversario morbido, al San Filippo sfida più complicata ma gestita da squadra matura. Il livello di difficoltà si alza al massimo, anche se il calendario regala solo difficoltà da qui alla pausa natalizia. L’esame Palermo arriva al momento giusto: Zeman ha ridato tranquillità, soprattutto per la chiarezza con cui continua a non ammettere eccezioni nella sua voglia di una squadra diversa da dicembre in poi. In tanti, comunque, si giocano la riconferma oltre alla voglia di mostrare un volto diverso di quello sotto la sufficienza. Il Barbera ti motiva da solo, con le sue migliaia di spettatori che altrove non trovi nemmeno facendo la somma delle trasferte stagionali, con la prosopopea che accompagna una capolista che si sente di passaggio ma che solo adesso assaggia la durezza della categoria.

IL PALERMO – Vincere e basta per dieci giornate squilibra i giudizi: i rosanero sono fuori categoria? Arrivano una sconfitta e un pari e la domanda cambia: è una squadra battibile? La verità – come sempre – sta in mezzo e se i 31 punti conquistati fossero arrivati con dinamiche diverse le reazioni non sarebbero state cose divergenti. La squadra di Pergolizzi non ha la collezione di figurine mostrata dal Bari lo scorso anno, di contro la rosa è formata da calciatori di categoria affidabili più un paio di fuori quota che faranno la differenza. Il bel gioco non può interessare a chi vuol fare della stagione un passaggio obbligato ma veloce. La critica stronca – spesso e volentieri – Pergolizzi e il suo Palermo, il campo giudica diversamente e dalla sfida col Messina passa il chiaro messaggio da lanciare al torneo. A rendere il pomeriggio ancora più complicato ci pensano le assenze: Crivello e Sforzini restano ai box, Lancini squalificato e per Pergolizzi arrivano scelte praticamente obbligate con la possibilità di una squadra infarcita di under. Ricciardo resta il pericolo pubblico numero uno, con lui la classe di Santana e la sostanza di Martin e Martinelli. I giovani? Forse la parte migliore di questo Palermo.

LE SCELTE – Squalificato Fragapane – dopo l’assurdo doppio giallo rimediato col Biancavilla -, fuori anche Marfella, Forte e Pozzi per acciacchi vari. Torna Ott Vale dopo lo stop del Giudice Sportivo: l’argentino scalpita ma potrebbe ripartire dalla panchina. Vero che la squalifica di Fragapane apre a differenti incastri under, allo stesso tempo è realistico pensare a una difesa esperta per arginare l’attacco avversario. Bruno potrebbe trovare posto a sinistra con Giordano in coppia con Ungaro, in quel caso confermato Buono in mezzo. Se Zeman dovesse, invece, scegliere Ott Vale allora Bruno sarebbe confermato al centro con Ungaro con Strumbo sulla corsia mancina. Per il resto nessuna modifica, Coralli sempre favorito su Esposito. Una di quelle partite che in una stagione non devi neanche preparare, una di quelle partite che devi voler giocare anche per un secondo nel quale dare tutto te stesso. Un derby, una classica, una partita che vale un minuscolo pezzo dell’immensa storia tra i due club, una partita che vale – più prosaicamente – per una classifica tutta da scrivere.

PALERMO (4-3-3) Pelagotti; Doda, Accardi, Peretti, Vaccaro; Ambro, Martin, Martinelli; Santana, Ricciardo, Felici. All. Pergolizzi

ACR MESSINA (4-3-3) Avella; De Meio, Giordano, Ungaro, Bruno; Buono, Sampietro, Cristiani; Crucitti, Coralli, Orlando. All. Zeman

*foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale dell’Acr Messina

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