Picerno-Messina, una sconfitta è una sconfitta

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Pubblicato il 27 Settembre 2021 in Primo Piano

Caduta, la seconda. Esce sconfitto e con un bagaglio carico di riflessioni il Messina di Sullo. Lo scivolone in casa del Picerno mostra una squadra incapace, per la quarta volta, di gestire il vantaggio e troppo fragile nei momenti cruciali della sfida.

IL PASSO INDIETRO – Una sconfitta è una sconfitta. Parafrasi del più abusato “una vittoria è una vittoria”, importante premessa per non mancare il punto focale dell’analisi del post gara del Viviani: il Messina ha perso. Nessun dramma o allarme, ma mettere sempre in secondo piano il peso dei risultati non è poi così conveniente. Quarta rimonta subita in cinque partite, con i vantaggi sprecati contro Paganese, Palermo e Monopoli prima del ribaltone di Potenza. Il Picerno passa sfruttando i famosi episodi, e potrebbe tornarci ruffianamente utile riassumere la discussione concentrandoci su qualche errore arbitrale o un tiro finito largo. Verità del calcio, ma in una partita c’è molto altro. A chiedercelo, poi, è lo stesso Sasà Sullo (voto 5,5) quando insiste nel richiedere prestazioni e mentalità vincente prima che ossessione per i risultati. Torna quanto sentito nel post vittoria contro il Francavilla, quel “dobbiamo fare un passo avanti e non uno indietro” ridiventa ritornello nell’analisi del tecnico campano. Questione di atteggiamento, di coraggio, di voglia di far male all’avversario e chiudere la partita. Problema di mentalità – secondo Sullo – con la paura di non portare a casa la vittoria che condiziona la squadra. Troppo bassa dopo la rete di Adorante – sulla sua espulsione nella ripresa e in piena voglia di rimonta stendiamo un velo pietoso -, poco cattiva nello sfruttare nuovi spazi che il Picerno, ovviamente, stava concedendo. Vero, a metà. Perché la partita del Viviani parte con uno spartito suonato secondo la volontà della squadra di Palo, una novità per un Messina che – in tutte le precedenti uscite – era stato capace di imporre il proprio ritmo al match. Bravo il Picerno, è chiaro, meno il Messina. Critica che – come detto – ci invita a fare lo stesso Sullo, perché è lui a ribadire una proposta di calcio che non può essere dimenticata in fase di giudizio.

LA STRADA PER LA CRESCITA – Il passo indietro, invece di quello avanti, resta un’evidenza della prestazione dei giallorossi. La rete di Adorante arriva su uno spunto devastante di Catania, ma è solo un lampo e non il fine della manovra che Sullo ha in mente. L’abbassarsi, allora, diventa fisiologico, come a voler rimettere la partita sul binario su cui era iniziata. Il pallino è nelle mani del Picerno ed è, forse, la parte peggiore della prestazione del Messina. Le reti dei lucani sono episodiche solo in parte: sul pari di Dettori l’errore di Russo è grossolano, con un pallone rimesso in mezzo invece che allungato in fallo laterale. Il rigore di Reginaldo nasce da un errore arbitrale, diventando fatale e impossibile da non valutare. Che la gara sia stata episodica, infatti, lo abbiamo detto, che il Messina debba essere capace di rompere il guscio dell’inerzia situazionale è speranza che lo stesso Sullo ci invita ad avere. Il passo indietro, quindi, sia per una normale paura e voglia di difendere il vantaggio, sia per una questione tattica. Il 4-2-4 scelto dal tecnico è sistema offensivo e arrembante, ma per il dominio che Sullo vorrebbe ha bisogno di una capacità di controllo del gioco e del campo che questa squadra non ha ancora dimostrato. Quando il Messina si abbassa troppo, allora, le corsie sono buone per ripartenze veloci, ma il campo da attaccare diventa troppo partendo da un baricentro così basso. Notiamo, allora, come in fase di possesso e col proprio ritmo imposto dal primo minuto il Messina diventi squadra avvolgente e tambureggiante. Al contrario, invece, si mostra in maniera evidente la difficoltà nel ritrovare occupazione degli spazi nella metà campo avversaria. Dalla voglia di controllare, allora, si scade nella possibilità di affidarsi a un mero contropiede. Non esistono moduli o sistemi di gioco magici, vincenti o giusti a prescindere da tutto. Esistono, però – al momento -, difficoltà sia nell’imporre il proprio credo che nel trovare risultati tramite prestazioni (concetto che, comunque, condividiamo e difendiamo). Riflettere, allora, su un’occupazione diversa del campo – magari con un palleggio centrale a cui regalare un uomo in più – potrebbe rappresentare il primo passo verso la crescita tanto desiderata da Sullo.

Lewandowski 6,5: sui gol non può nulla, ma tiene in partita i compagni con due ottimi interventi, prima su D’Angelo e poi su Terranova.

Morelli 5,5: soffre meno del solito, ma non è il solito buon fattore in fase di spinta. (dal 11′ s.t. Fazzi 5,5: entra per arrembare, ma la gamba non risponde ancora)

Fantoni 6: ordinato, attento e senza sbavature. In crescita.

Carillo 6: come reparto e giocate nell’uno contro uno si soffre poco, gestisce con buona esperienza.

Sarzi Puttini 5,5: molto più volenteroso di altri, ma tanti errori in fase di palleggio dovuti alla troppa fretta.

Simonetti sv: troppo poco in campo. (dal 23′ p.t. Russo 5: regala l’assist a Dettori per la rete del pari lucano, in fase offensiva è fumoso. Dal 30′ s.t. Marginean sv)

Fofana 6: gara di sostanza, mette fisicità dove serve e non spreca un pallone.

Damian 5,5: il rigore che gli viene fischiato contro lo innervosisce troppo e ne risente anche la pulizia nelle giocate.

Catania 6,5: imprendibile. Quando punta l’avversario lo salta sempre. Crea l’azione del vantaggio, l’unico a rendersi davvero pericoloso e imprevedibile. (dal 30′ s.t. Busatto sv)

Adorante 4: gran bel gol, da attaccante di razza e d’area di rigore. Ma l’espulsione è un’ingenuità imperdonabile, gratuita e che distrugge il tentativo di rimonta.

Vukusic 5: fuori gara, non riesce a farsi coinvolgere. (dal 11′ s.t. Milinkovic 6: buon impatto, prova a incidere nonostante abbia meno energie di altri)

PICERNO Albertazzi 6; Vanacore 5,5 (dal 1′ s.t. Setola 6), Ferrani 6,5, Allegretto 6,5, Guerra 6,5; Pitarresi 6,5, Dettori 7 (dal 19′ s.t. De Ciancio 6); D’Angelo 6 (dal 45′ s.t. Viviani sv), Vivacqua 5,5 (dal 19′ s.t Terranova 5,5), Carrà 5,5; Reginaldo 6,5 (dal 33′ s.t. De Franco sv). All. Palo 7.

*foto copertina: Acr Messina – pagina Facebook ufficiale | ph. Saya

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