Messina, Pellegrino: «Vogliamo vincere sul campo anche se la classifica dirà altro»

Pubblicato il 31 Ottobre 2026 in Sala Stampa

All’indomani della stangata del Tribunale Federale – venti punti che hanno spedito il Messina dalla vetta all’ultimo posto, a intervenire è il direttore sportivo Maurizio Pellegrino. Che affronta a viso aperto il tema penalizzazione, il futuro del progetto e la spaccatura con la tifoseria, attesa lontana dal Celeste nel giorno del ritorno nello storico impianto.

LA PENALIZZAZIONE – «È una notizia pesante da digerire per tutti, lo abbiamo saputo ieri nel tardo pomeriggio ed è stata una bella mazzata», esordisce il ds. La prima parola va al presidente: «Esprimo grandissima solidarietà a Justin Davis, è lui il più danneggiato da questa vicenda, personalmente e professionalmente». Poi il giudizio sul merito: «Se si riflette bene, credo sia una profonda ingiustizia. Per le modalità, per una città che ha sempre risposto in maniera civile e dignitosa, per un sistema che stava ripartendo nel modo giusto. Dispiace ed è incomprensibile. Parlo io al posto del mister perché è comprensibile lo stato d’animo suo e dei ragazzi: risponderanno sul campo».

IL NODO GIURIDICO – Pellegrino rilancia le parole del legale del club, l’avvocato Luis Vizzino: «Mi ha scritto che questa sentenza non ha precedenti. La società si è sobbarcata e ha onorato i contratti della passata gestione, tesseramenti ratificati dalla Lega che andavano bene e che oggi, a fine ottobre, vengono considerati illegittimi con una pesante penalizzazione. Sono parole che fanno riflettere». Il ds insiste sul paradosso della vicenda: «Trovo assurdo che tutto questo sia avvenuto all’interno di una situazione con organi che hanno controllato in modo trasparente e che avevano dato rassicurazioni. È una condizione particolare, che va approfondita fino in fondo, perché qui è in gioco qualcosa di importante: una città, una passione, famiglie e professionalità».

IL PROGETTO E GLI OBIETTIVI – Sul fronte sportivo, Pellegrino ridisegna il quadro con onestà. «Se qualcuno pensa che il campionato sia finito qui, è meglio che cambi subito idea. Ci sentiamo più feroci e forti, e non faremo sconti a nessuno». Ma la penalizzazione cambia la prospettiva, e il ds non lo nasconde: «La bastonata dei venti punti ci toglie l’obiettivo della promozione diretta. Guardiamo ai playoff, guardiamo alla Coppa Italia. Dobbiamo essere onesti: tutto è cambiato, vincere il campionato sul campo è diventato quasi impossibile. Noi vogliamo vincerlo sul campo anche se la classifica dirà altro». Sul progetto, nessun passo indietro: «Deve continuare, valuteremo se potenziarlo. Io lotterò con tutte le mie forze».

IL CELESTE E LA FRATTURA COI TIFOSI – Il passaggio più delicato riguarda il ritorno al Celeste, che cade nel giorno di una contestazione annunciata dalla tifoseria organizzata, che diserterà l’impianto. Pellegrino lancia un appello all’unità: «Quando si crea una lotta tra poveri succede questo, e non dobbiamo permettere a nessuno di farlo accadere. In questo momento di difficoltà dobbiamo restare uniti: magari tra quattro mesi ci ridanno i punti, e allora ci mangiamo le mani? Dobbiamo stringerci attorno alla società, in primis al presidente, che ha acquistato il titolo sportivo e a inizio stagione ha investito per la squadra». Il ds riconosce che la frattura ha radici lontane – «è frutto di gestioni, risultati e metodi che hanno portato a queste divisioni» – ma avverte sul rischio di perdere tutto: «Può succedere anche che il presidente si stanchi. La politica, gli imprenditori hanno un’alternativa? Teniamocelo stretto e facciamogli sentire la nostra vicinanza».

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