Messina-Scordia, Torrisi: «La partita più complicata finora»
Pubblicato il 3 Ottobre 2026 in Sala Stampa
Alla vigilia del primo esame casalingo da capolista – domani al San Filippo arriva la Gymnica Scordia – Alfio Torrisi suona la carica ma soprattutto la sveglia. Perché la gara contro una delle ultime della classe, reduce dalle dimissioni del tecnico, è per lui la più insidiosa da quando è cominciata la stagione.
IL PERCORSO E IL LIVELLO – «È tempo di continuare il nostro percorso, è questa la cosa più importante al di là della prima vittoria in casa. Ottobre può essere determinante, dobbiamo gettare le basi definitive e portare punti per consolidare la classifica, sempre attraverso la prestazione». Il tecnico resta fedele alla sua misura, anche da primo della classe: «È difficile dire a che livello sia la squadra, è un gruppo totalmente nuovo. Il miglioramento sarà graduale, e per chi come noi lavora sul dettaglio la perfezione non arriverà mai: siamo al trenta-quaranta per cento di quello che dovrà essere il Messina». Il resto è la sua consueta dichiarazione d’intenti, tutta sostanza: «Dobbiamo vincere e fare risultato attraverso la prestazione, non l’estetica. Quando rappresenti il Messina fai un mestiere diverso, l’aspettativa qui è enorme. Giochiamo in una categoria che non ha nulla a che fare con il nome del Messina: l’obiettivo è vincere il campionato e andare in Serie D, salvaguardando l’investimento della proprietà e le ambizioni della piazza».
LA PARTITA TRAPPOLA – È sull’avversario che Torrisi alza la voce, perché teme l’approccio più del valore della Scordia: «Verranno a vendere cara la pelle, noi dobbiamo dare continuità. Domani potrebbe passare il messaggio di una squadra che ha mandato a casa l’allenatore e qualche giocatore, e invece serve un approccio devastante, senza abbassare di un centimetro la voglia di vincere. Sarà la partita più complicata da quando abbiamo iniziato, proprio perché è quella in cui potremmo abbassare la guardia». Il concetto che ripete ai suoi è quello di sempre, applicato stavolta alla piccola di turno: «Ho avvisato i ragazzi che i campionati li vincono le squadre che fanno più punti contro le piccole. Massimo rispetto per loro, ma non possiamo permetterci pause». E ribadisce l’identità che pretende: «Al di là delle assenze la squadra deve avere sempre lo stesso dna. Dobbiamo essere intensi, andare forte in avanti, avere coraggio: istigare l’avversario a pressarci alto per poi prenderci lo spazio. Non dobbiamo essere belli, ma concreti e cinici».
LO SPOGLIATOIO E IL CAMPO CHE MANCA – L’ultima parte della conferenza Torrisi la dedica alle condizioni di lavoro, con una denuncia netta sulla logistica. «Viviamo una situazione indegna dal punto di vista logistico, lavoriamo in difficoltà enormi. Voglio ringraziare i nostri magazzinieri Cirino e Ortale, stacanovisti che fanno tanti sacrifici». Il nodo è sempre lo stesso, il non potersi allenare dove poi si gioca: «È importante allenarsi nello stadio delle partite, e al momento non riusciamo. Giocare al San Filippo oggi è uno svantaggio. La società è attiva a trecentosessanta gradi per trasformarlo in un vantaggio». Sui predecessori che negli anni scorsi hanno espresso pensieri simili preferisce non commentare, ma rivendica la solidità del progetto: «Non mi esprimo. Dico però che c’è una società che investe soldi veri e vuole fare campionati di prim’ordine, non solo in questa categoria ma anche in quella superiore. Qui c’è una proprietà che fa investimenti importanti, mentre altre squadre in questa categoria fanno un dopolavoro, con tutto il rispetto». Chiusura, come sempre, sulla gente da riconquistare: «I tifosi vanno aspettati, sono molto delusi e negli ultimi anni hanno preso solo delle delusioni. Dobbiamo crescere per farli innamorare di nuovo, e la nuova generazione deve rinnamorarsi della squadra della propria città».