Benevento – Messina: intensità creativa

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Pubblicato il 23 settembre 2015 in Tattica

Nella sfida tra Benevento e Messina, senza nulla togliere alle idee di Arturo Di Napoli, la parte tatticamente più interessante è rappresentata dall’interpretazione del 3-4-3 che Gaetano Auteri chiede ai suoi. Sin dai tempi dell’Igea Virtus, l’allenatore originario di Floridia ha sorpreso per lo spettacolo proposto sul rettangolo verde. Un gioco pregno di intensità e velocità di pensiero, quando il tutto sfocia in vittorie allora il divertimento è doppio. Il Benevento visto fin qui ha ancora molto da lavorare, nel campionato passato la squadra che ha colpito per gioco e idee è stata, sicuramente, il Matera proprio di Auteri. Quel livello è ancora lontano dall’essere visto al “Vigorito”, ma il lavoro ha bisogno di tempo. Stesso discorso per il Messina e per Arturo Di Napoli; a Monopoli primi passi verso un 4-3-3 fatto di interscambi e movimenti senza palla. C’è da inserire Tavares e si aspetta l’imprevedibilità di Gustavo. Per adesso nota positiva Barraco, mentre Bramati in regia è sembrato ancora troppo impreciso per dettare i tempi. Il difetto più grosso, del Messina, è stato l’approccio senza palla con una difesa aggressiva e alta. I centrali biancoscudati devono adattarsi ad un calcio con tanto campo alle spalle, Burzigotti dovrà ripassare movimenti e tempi. La sua espulsione è figlia di una squadra sbilanciata e troppo impertinente.

CATENE LATERALI – Punto di forza del calcio di Auteri è l’intensità degli uomini di fascia. Da Matera si è portato Francesco Mazzarani, mancino duttile in grado di interpretare le idee del tecnico a mena dito. Una sorta di regista nascosto, la sua fisicità e buona tecnica lo rendono uno dei punti forti della squadra campana. Lui e il dirimpettaio Melara dovranno metterci vivacità e attaccare la profondità liberata dai movimenti senza palla del tridente. Se a Matera la scelta era caduta su un trio senza punti di riferimento, a Benevento gli uomini a disposizione hanno caratteristiche diverse, ma uguale disponibilità. La rotazione di uomini, rispetto alla vittoria di domenica a Foggia, sarà ampia. Possibile una chance per l’ex Amato Ciciretti. Fortemente voluto dal tecnico, il mancino romano partirà da destra libero di muoversi su tutto il fronte. Ecco una particolarità, la fascia viene attaccata dai laterali della mediana con l’appoggio degli intermedi difensivi. Gli esterni alti, invece, si occupano di muoversi in mezzo per trovare lo spazio per l’ultimo passaggio sulla punta che attacca la profondità. Un Messina corto ed elastico sarà essenziale, lasciare spazi tra le linee favorirebbe le giocate che Auteri chiede. L’attacco dello spazio tra il terzino e il centrale è scontato, cercare di muovere il muro centrale verso l’esterno libererebbe una prateria da attaccare. In cabina di regia dovrebbe essere confermato De Falco, tempi e soluzioni decise le sue caratteristiche. Da specificare che gli interpreti scelti non differenziano il gioco, con Auteri si lavora dal ritiro su indicazioni precise.

Benevento-Messina (grande)

CONTROMOSSE – Che il Benevento sia la squadra favorita lo dicono investimenti e tempi di lavoro. Di Napoli ha passato un’estate di esperimenti e continui cambi di rosa. Adesso il lavoro del ds Argurio ha portato in riva allo Stretto un gruppo di giocatori adatti alla concezione calcistica di Di Napoli. Benevento sarà un banco di prova interessante, la condizione fisica non perfetta potrebbe costringere il Messina a mettere da parte concetti di gioco, cercando di non aprire voragini difensive. La squadra siciliana non sembra nata per un gioco di rimessa, Di Napoli chiede coraggio tecnico e verticalizzazioni. Fin qui, però, ha giocato una sola partita vera. Probabile un leggero turnover, con Frabotta che lascerà spazio a Barilaro sulla fascia destra e l’esordio dal primo minuto per Tavares. A Monopoli la prestazione di Salvemini non è stata sufficiente, Di Napoli chiede un gioco fisico al suo centravanti e la presenza di Tavares è adesso fondamentale, condizione permettendo. Per arginare le giocate del Benevento sarà necessario un centrocampo elastico, coni due intermedi che dovranno sapere aiutare sull’esterno e chiudere al centro le giocate della regia campana. Giorgione e Fornito hanno possibilità e adattabilità. Il 3-4-3 di Auteri è giocato a tutto campo, il trio difensivo non rimane basso a difendere ma partecipa alla manovra, costringendo gli attaccanti avversari a schiacciarsi. Soluzione possibile quella di tenere larghi Padulano e Barraco in fase di non possesso, con gli intermedi in aiuto ai terzini. Gioco dispendioso ma utile contro una squadra superiore (al momento) per gioco, tecnica e condizione fisica.

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