Catania-Messina, colpo Di Grazia

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Pubblicato il 9 ottobre 2016 in Primo Piano

La generosità non basta. L’improvvisazione non paga. Il Messina incassa la seconda sconfitta consecutiva, figlia soprattutto di una giornata nera di un reparto difensivo in cui si fa fatica immaginare voti prossimi alla sufficienza. 20 minuti di fuoco, nel giorno del derby con il Catania, che valeva tanto e non solo per questioni di campanile. Marra è a un bivio, adesso nel suo orizzonte la trasferta di Monopoli assume i contorni dell’ultima spiaggia.

SHOCK E RINASCITA – Il tecnico giallorosso sente la pressione, esclude Milinkovic e cambia quattro uomini rispetto alla sfida con la Paganese. Davanti a Berardi l’inedita coppia Palumbo-Bruno, con le conferme di Mileto e De Vito sugli esterni. In mediana l’assenza di Foresta costringe il tecnico giallorosso a optare per Capua, che agisce da interno accanto a Musacci e Lazar in un blocco centrale che funge da schermo per il vertice alto del rombo, Mancini. Davanti Ferri – preferito a Madonia – recita da spalla di Pozzebon. La trama della sfida è subito chiara. Il protagonista assoluto anche, Di Grazia, che alla prima incursione fa tremare il Messina, con un servizio per Calil che si vede respingere la conclusione ravvicinata da Berardi. L’esterno d’attacco etneo 4’ dopo scodella in area dal piazzato, Parisi stacca più in alto di tutti ma il suo corpo di testa sorvola la traversa. La retroguardia giallorossa scricchiola sul nascere, perché soffre trasversalmente gli attacchi dei padroni di casa. Che concretizzano il forcing alla terza occasione utile: Djordjevic e Di Grazia mandano in bambola Mileto, Calil appoggia sul velluto per Di Grazia che castiga Berardi. Il 2-0 potrebbe arrivare poco dopo, ma Barisic gioca di fino e tutto solo opta per uno scavetto che si spegne sul fondo. 20 minuti di panico totale. Il Messina fa scena muta, almeno fino al destro di controbalzo firmato da Pozzebon: traversa. Il Catania ridimensiona le proprie velleità offensive, gli ospiti invece alzano di qualche metro il baricentro e trovano un discreto equilibrio. Il secondo acuto giallorosso arrivi dagli sviluppi di un corner di Musacci: stacca Bruno, ma il pallone va oltre la traversa. Mera illusione, perché il Catania trova l’ennesima crepa sul muro eretto dal Messina. Il gol arriva sempre sull’asse mancina, direttamente da rimessa laterale di Djordjevic, con Di Grazia che ancora una volta trova campo libero per affondare il colpo. Il k.o scuote il Messina, che accorcia le distanze con il destro vincente di Pozzebon.

FINE DEI GIOCHI – Il gol che dimezza il distacco ha un duplice effetto in casa giallorossa. Sulla squadra, intanto, che acquisisce maggiore serenità. Su Marra, poi, che matura la convinzione di poter scardinare le certezze del Catania. Ci crede, il direttore dell’orchestra giallorossa, al punto che già al 10′ della ripresa si gioca la carta Madonia e opta per il cambio di sistema: è 4-3-3, unico viatico per completare la rimonta, almeno nella prospettiva di Marra. Rigoli non resta con le mani in mano e getta nella mischia Russotto. Il 10 catanese impiega una manciata di minuti per incidere il suo nome sui taccuini: mancino a incrociare, tiro velenosissimo che tocca il palo grazie alla provvidenziale deviazione di Berardi. È un botta e risposta, la partita a questo punto non ha più un vero padrone. Il Messina ci prova con la punizione di Pozzebon, deviata in corner da Pisseri. Marra si gioca il tutto per tutto e manda in campo Gaetano al posto di Musacci, disegnando una prima linea composta di fatto da quattro pedine. Trazione anteriore pagata a caro prezzo, perché ancora Di Grazia castiga l’ennesima amnesia difensiva del Messina e insacca la tripletta. Prima di impossessarsi legittimamente del pallone da portare a casa, Rigoli gli concede la standing ovation del Massimino. Applausi scroscianti, il Messina è già al tappeto da qualche minuto, resta in piedi solo Pozzebon, che ci prova ad accorciare le distanze con il colpo di testa ma senza fortuna.

Messina-Catania

CATANIA  3

MESSINA 1

MARCATORI Di Grazia (C) al 13’ e al 41’, Pozzebon (M) al 46’ p.t.; Di Grazia (C) al 36′ s.t.

CATANIA (4-3-3) Pisseri; Parisi, Bergamelli, Drausio, Djordjevic; Biagianti (dal 38′ s.t. Gladestony), Bucolo, Di Cecco; Barisic (dal 12′ s.t. Russotto), Calil, Di Grazia (dal 43′ s.t. Scoppa). (Matosevic, De Rossi, Mbodj, De Santis, Nava, Piermarteri, Piscitella, Anastasi, Paolucci). All. Rigoli.

MESSINA (4-3-1-2) Berardi; Mileto, Palumbo, Bruno, De Vito; Lazar, Musacci (dal 32′ Gaetano), Capua (dal 10′ s.t. Madonia); Mancini; Ferri, Pozzebon. (Russo, Maccarrone, Rea, Marseglia, Bramati, Ricozzi, Akrapovic, Rafati, Crudo). All. Marra.

ARBITRO Balice di Termoli

NOTE Spettatori 9496; abbonati 4.769, paganti 4.727 (287 da Messina), incasso di 45.580 euro. Ammoniti Djordjevic, Musacci, Di Cecco, Bruno e Palumbo. Corner 2-5. Recupero 2’  e 4′.

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