Catanzaro-Messina, scacco al Re

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Pubblicato il 23 novembre 2015 in Tattica

Una strana atmosfera quella di un “Nicola Ceravolo” vuoto, in cui risuonavano in lontananza i cori degli ultras calabresi rimasti fuori dallo stadio. Una partita condizionata da un forte vento, che dal container adibito a tribuna stampa non era così chiaro ma che in campo si faceva sentire, come confermato da Mimmo Giampà nel post partita e da Maita e Barraco sulla nave che riportava i ragazzi a Messina. Non si perde o vince per il vento. Il Catanzaro ci ha messo più cuore e voglia, una partita orribile e senza spunti di interesse tecnico. Tatticamente ha vinto l’elasticità di Alessandro Erra, perché è vero che il gol arriva per un episodio, ma l’allenatore calabrese ci ha messo del suo cambiando modulo ad inizio ripresa con un 4-4-1-1 che ha chiuso gli spazi e coperto il campo in ampiezza. Arturo Di Napoli era arrabbiato nel post, la mancata reazione non è giustificabile, tra assenze e condizioni le sue idee non possono neanche brillare per originalità ma qualcosa era possibile fare. Il 4-3-3 ha funzionato fin qui, cambiare per una sconfitta non è sano, avere un’alternativa che supplisca alle assenze è un’arma e mai un difetto. Classico focus tattico sulla gara trascorsa: ci concentriamo sul gol del Catanzaro, sistemi difensivi e fattore vento.

SE SBAGLIA MARTINELLI – Passiamo subito all’azione decisiva del match. Siamo nel secondo tempo, il trend del primo è confermato con le due squadre che giocano bloccate a centrocampo cercando improbabili azioni personali o lanci lunghi. La sensazione è quella che solo una palla inattiva può sbloccare l’impasse. Puntualmente. Calcio d’angolo per il Catanzaro, in area il solito balletto dei calabresi che attaccano il primo palo per colpire sul secondo. Giocata classica che viene ripetuta. Abbiamo evidenziato e ingrandito il frame, in azzurro c’è Martinelli che guarda solo la traiettoria del pallone mentre alle sue spalle si gioca un 2vs3 con Moi che rimane libero da marcature.

gol 1

Secondo fermo immagine dell’azione: qui notiamo come Martinelli sia sorpreso dall’evoluzione dell’azione. Ormai la distanza dall’avversario è troppa, attirato dal pallone il centrale del Messina ha perso il contatto visivo sul giocatore da marcare. Il caso ha fatto il resto, il pallone viene condizionato dal forte vento e balla nell’aria piccola del Messina fino a trovare l’impatto con l’acrobazia del centrale difensivo del Catanzaro. Il Messina si muove male di squadra, ma l’errore individuale di Martinelli c’è e non può non pesare.

gol 2

SEMPRE IN RITARDO – Ancora focus sulla fase di non possesso del Messina. Questa l’azione che porterà al calcio d’angolo che frutterà il gol di Moi. Nell’occasione possiamo subito notare il mal posizionamento di tutta la squadra biancoscudata. Con l’evidenza gialla vediamo come il Messina sia spostato tutto sulla sinistra, fonte del pallone, lasciando ampia libertà in mezzo. Abbiamo cerchiato di arancione Fornito, lui centrale davanti alla difesa che nell’azione viene attirato fuori posizione e non copre la linea. Anche Parisi è lontano dal centro. Su Razzitti stringe Barilaro, mismatch che porta ad un facile scarico su Agodirin (in azzurro), destro deviato e calcio d’angolo che risulterà decisivo.

sist dif Me

Gli errori del Messina sono evidenti ma sarebbe riduttivo ascriverli solo come tali. C’è dietro un lavoro del tecnico del Catanzaro. Nel primo tempo i calabresi giocano un 4-3-3 ibrido, che porta a pochissimo. Nella ripresa arriva il cambio tattico che scompagina le carte, il Catanzaro passa al 4-4-1-1 con Giampà esterno destro e Agodirin alle spalle di Razzitti. Il gioco è ancora più ampio, la seconda punta tra le linee diventa un problema con il centravanti che tiene bassi i centrali difensivi del Messina. Questa la mossa di Erra, quella che risulterà decisiva perché il Messina non saprà riorganizzarsi sopratutto in fase offensiva, non risultando mai pericoloso nel secondo tempo.

BLOCCHI E TRENINO – Primo tempo, anzi, come vedete dal cronometro a sinistra non c’è neanche un minuto di gioco effettivo. Calcio d’angolo per il Messina che presenta una giocata particolare: dalla bandiera Barraco sceglie una palla forte e tesa sul primo palo. Con l’evidenza arancione lo schieramento della squadra di Di Napoli. Quasi una fila indiana per attaccare il primo palo facendo uscire il colpitore dal blocco. Sarà Martinelli a provare la testata vincente ma senza successo. In azzurro abbiamo evidenziato il sistema difensivo del Catanzaro. I calabresi decidono di difendere a zona e coprire l’aria piccola e il palo lungo. Il Messina riesce a colpire anche a causa di questa strana disposizione delle due squadre, con una grande separazione tra l’area d’attacco e quella di difesa.

palla fer Me

VIA COL VENTO – Ultimo focus sulla sfida tra Catanzaro e Messina. Siamo nel primo tempo, la squadra di mister Di Napoli gioca a favore di vento e tante volte proverà a concludere dalla distanza. Nella nostra immagine il tentativo di Fornito, che verrà seguito da quelli di Barraco e Parisi. Concentriamoci sul tiro del centrocampista cosentino: lo abbiamo evidenziato in azzurro, il suo sinistro impegnerà il portiere Grandi. Non c’è solo il vento ad invogliare il tiro e lo capiamo bene dal fermo immagine. In arancione segniamo la posizione di difensori e attaccanti, per Fornito il tiro in porta è quasi un obbligo. In alto a sinistra c’è Barraco che sarebbe l’unica alternativa possibile, essendo anche il solo giocatore del Messina libero. Il Catanzaro si è abbassato quasi totalmente in area di rigore, gli attaccanti del Messina giocano a nascondino e fanno poco movimento. Fornito palesa coraggio, forse sbaglia perché Barraco è messo meglio per concludere ma il tentativo merita un plauso e se il vento avesse dato una mano, chissà.

forn vento

 

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