Interviste impossibili, Messina: “Il silenzio è d’oro”

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Pubblicato il 24 febbraio 2016 in Primo Piano

“Torniamo da Matera con un altro tassello utile per raggiungere il nostro obiettivo stagionale: dopo un periodo in chiaroscuro abbiamo ritrovato la determinazione dei giorni migliori, al “Franco Salerno” abbiamo probabilmente disputato una delle migliori gare esterne del nostro campionato”. Un punto che permette al Messina di allungare rispetto alla zona playout: Giorgione (o Burzigotti/De Vito/Zanini) si dichiara soddisfatto per la prestazione, il rammarico risiede tutto nell’incredibile conclusione al volo di Gustavo: “Un gesto tecnico incredibile, ci siamo sorpresi anche noi in campo: abbiamo sfiorato una vittoria che per certi versi avremmo meritato. Sebbene il Matera abbia mantenuto a lungo il possesso del pallone, il Messina ha avuto le occasioni migliori del match, doppio palo di Infantino a parte”. Non era facile mantenere calma e serenità tra le polemiche scaturite dal caso Federbet e le dimissioni presentate dal ds Argurio e dal dg Manfredi: “Noi pensiamo solo a lavorare”, ha proseguito Giorgione (o Burzigotti/De Vito/Zanini), “siamo già proiettati alla gara di domenica con la Fidelis Andria: siamo un gruppo composto da veri uomini, dobbiamo restare compatti e pensare esclusivamente al bene del Messina”.

IL SILENZIO – “Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti”, ripeteva spesso Arrigo Sacchi. Per i più distratti: queste dichiarazioni, mai rilasciate, sono fatte della stessa sostanza di cui sono fatte le dichiarazioni dei calciatori. Carica motivazionale, voglia, compattezza, determinazione, obiettivi, analisi, stereotipi. Raramente si ascoltano parole clamorose nella sala stampa di uno stadio, difficilmente si origina un terremoto in un qualunque mercoledì di febbraio dopo un pareggio in trasferta. I calciatori sono prima di tutto dei professionisti, la scelta paternalistica del silenzio è un torto perpetrato verso giornalisti e tifosi: un professionista sa cosa dire anche nelle situazioni più complesse, anche di fronte alle dimissioni in blocco dei dirigenti e dello staff addetto alla comunicazione. “Dalle macerie di agosto al miracoloso ottavo posto in classifica”, questa, probabilmente, l’unica realtà in campo: troppe chiacchiere rischiano di macchiare una stagione straordinaria, ma la compattezza di uno spogliatoio non si ottiene con l’imposizione del silenzio. Dialettica, confronto e opinioni uniche possibilità per risolvere le problematiche in atto: così militarmente organizzato, il silenzio diviene solamente cassa di risonanza per chiacchiere figlie di uno sterile provincialismo.

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