Locri-Messina, la strada lunga e tortuosa

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Pubblicato il 3 novembre 2018 in Primo Piano

Una pausa forzata, una sosta utile per ricaricare la mente e mettere nelle gambe una nuova filosofia di calcio. Il passaggio da Infantino a Biagioni non è ancora concreto negli occhi di chi osserva il Messina: una rivoluzione ancora in essere, nata con una sconfitta amara e uno stop dettato da cause di forza maggiore. Per il tecnico giallorosso è stata l’occasione utile per analizzare, studiare e capire su chi fare affidamento fino alla riapertura del mercato. Dicembre arriva veloce, con lui ci sarà l’ennesimo stravolgimento con la classica lista dei promossi e dei bocciati. Nomi? Tutti e nessuno, perché a salvarsi restano in pochi tanto che non si sentirebbe la mancanza di neanche uno dei protagonisti visti fin qui. Sarebbe sbagliato, però, dipingere le sfide in arrivo come lunghe sessioni di esami utili a Biagioni e Torma per scrivere le strategie di mercato. Il Messina è in fondo alla classifica, la gara in meno da recuperare contro il Castrovillari non muterebbe poi di tanto la malinconia di una squadra nata per complicare il campionato da vertice del Bari. Da Locri, anzi dal neutro di Roccella, riparte l’ennesima promessa di vedere una squadra finalmente viva e pronta alla risalita.

IDENTITÀ – Qualche sprazzo da parte di pochi singoli e nulla più. Questo ha regalato il Messina fin qui, niente da salvare in toto e la sensazione che ogni reparto possa essere rivisitato. L’aspetto mentale sta incidendo troppo, palese come le prestazioni di troppi calciatori siano condizionate da una paura incessante e schiacciante. Da Porcaro a Gambino passando per Cossentino, il primo aspetto da guarire è quello psicologico, solo in quel momento saranno poi possibili le valutazioni puramente tecniche. Difensori forse troppo lenti per un calcio offensivo, esterni senza consistenza difensiva o attaccanti con pochi gol nei piedi; tutte verità che conteranno zero fino a quando questo gruppo non darà una scossa alla propria apatia mentale. Solo una squadra serena e convinta dei propri mezzi avrà la possibilità di risalire la china, dando così modo a chi di dovere di fare scelte prettamente tecniche e tattiche. In caso contrario, drammaticamente, saremmo davanti a una formazione ancora inchiodata sui bassi fondi e senza nessuna pretesa di playoff. Il 4-3-3 è stato il primo passo, il secondo sarà quello di creare una spina dorsale su cui costruire una formazione affidabile. La sosta ha tolto calcio giocato ma ha dato a mister Biagioni la possibilità di valutare al meglio i suoi uomini, dal Locri in poi la speranza è quella di poter vedere un Messina titolare e convinto della propria forza. I risultati saranno una conseguenza, non devono sempre e per forza essere il traino ma arrivare come prodotto di una crescita reale.

DECISIONI – Squadra difficile questo Locri. Calabresi che al San Nicola hanno visto ridimensionarsi questo inizio di stagione, una scoppola quella subita dal Bari che però non cancella le prestazioni mostrate fin qui. Tipica squadra di categoria con qualcosa in più: un paio di nomi di qualità e l’asprezza necessaria per una Serie D nella quale non fare solo presenza. Il Messina, al momento, è totalmente all’opposto. I dubbi per mister Biagioni non sono, però, così tanti viste le alternative a disposizione e un paio di assenze. Meo fuori dai convocati per infortunio, in porta torna Ragone che dovrà cancellare le prestazioni insufficienti mostrate a inizio stagione. L’assenza di Meo apre una voragine nel reparto under: al suo posto tocca a Barbera, l’unico dal 2000 in poi in grado di garantire qualcosina di affidabile. L’altra assenza è quella di Cocimano che, unita alla bocciatura di Traditi, regala scelte obbligate in mezzo al campo. Per il resto Sarcone e Biancola si giocano una maglia a destra, mentre in avanti Rabbeni stuzzica la fantasia di Biagioni come riferimento centrale al posto dell’abulico Gambino. A Locri si riparte in una stagione che non ha dato altro che delusioni, come a Palazzolo dodici mesi fa il Messina vuole scoprire di essere diventata magicamente una squadra credibile, nessuna rivoluzione è possibile senza una base decente.

LOCRI (3-5-2) Pellegrino; Strumbo, Coluccio, Isabella; Pagano, Condomitti, Pirrone, Pannitteri, Bruzzese; Angotti, De Marco. All. Scorrano

MESSINA (4-3-3) Ragone; Biancola, Porcaro, Cossentino, Barbera; Bossa, Genevier, Biondi; Petrilli, Rabbeni, Arcidiacono. All. Biagioni

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