Messina-Ercolanese, una giornata senza pretese

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Pubblicato il 30 marzo 2018 in Primo Piano

Il recupero della gara contro il Palazzolo potrebbe proiettare il Messina a soli nove punti dall’Ercolanese. La trasferta dei campani sul campo dell’Igea, e la contemporanea sfida dei giallorossi in casa dell’Ebolitana, potrebbe poi accorciare ancora questa distanza. Un volo pindarico il nostro, forse l’inizio di quella fase di amarezza per quello che poteva essere. Il Messina di Michele Facciolo (voto 6,5), così dovremo abituarci a chiamarlo fino al termine della stagione, piega l’Ercolanese chiarendo al campionato che le differenze con le prime sono minime o inesistenti. Il tempo per i rimpianti arriverà a maggio, in quel momento staremo a fare i conti per i dannati pareggi in trasferta di inizio girone di ritorno. Indipendentemente dal discorso ripescaggio, c’è una parte sportiva che meritava il giusto riscontro della classifica. Questo Messina non vale il nono-decimo posto, probabilmente sarebbe stato limitativo anche un quinto, forse quello corretto visto la falsa partenza. Aprile arriva veloce, per Giacomo Modica non è ancora tempo di sedersi sugli allori, il suo Messina sperimenta e fa vedere cose nuove anche ad un mese dalla fine della stagione. Rosafio torna falso nove, gioca quasi più da trequartista per esaltare un attacco spasmodico della profondità da parte dei due esterni offensivi. Il risultato sono la rete annullata a Stranges e il super gol del cobra Ragosta. Il numero 11 giallorosso sempre più leader, decisivo in ogni sua giocata, tanto che gli applausi più forti arrivano per una profonda diagonale difensiva nel momento in cui Inzoudine resta acciaccato ai bordi del campo. La vittoria netta, non inganni lo scarto minimo, sull’Ercolanese non servirà, forse, alla classifica ma rende merito al lavoro di una squadra avvilita da soste e rinvii ed ora costretta al tour de force in vista di Palazzolo ed Ebolitana. Stranezze di una Serie D gestita allegramente, motivo in più per tentare l’impossibile per salutare il dilettantismo. Le intenzioni del presidente Sciotto sono chiare: se ci sarà spazio per i ripescaggi il Messina ci sarà, con quali condizioni resta il limite. Il numero uno giallorosso aspetta risposte concrete da parte della città: le istituzioni sono rimaste assenti, idem possibili sponsor e supporti vari. Non una questua quella di Sciotto, una reale voglia di coinvolgere Messina nel progetto calcistico esattamente come accade in ogni parte dell’Italia pallonara. La città risponderà? Difficile saperlo, la sensazione che quanto accaduto ai predecessori di Sciotto possa ripetersi è alta, un peccato visto lo spessore economico e di serietà totalmente diversi dell’attuale proprietario del Messina. Errori o limiti sono stati ampiamente discussi, una realtà recita però che questo presidente si è speso ed ha speso tanto per il movimento calcistico, abbandonarlo a chi gioverebbe? Da parte sua, Sciotto, dovrà ampliare l’asset dirigenziale e garantire allo staff tecnico (Modica o altro cambia poco) la giusta professionalità per poter svolgere unicamente il proprio lavoro. Poi c’è la politica: l’amministrazione uscente è stata assente con tutte le proprietà del Messina da Pietro Lo Monaco fino ad oggi. Le elezioni sono vicine: il Messina presenti un progetto valido e costringa i candidati ad esporsi, non a parole ma con i fatti. Il giorno dopo l’eventuale vittoria basterà solo una firma. “Rinunciamo alla convenzione del San Filippo, non abbiamo riscontro economico nella gestione di una struttura che non possiamo sfruttare nel periodo estivo. Pagheremo il canone per la licenza delle sfide interne, riconsegneremo lo stadio già dopo Pasqua. Al Celeste l’impianto elettrico è stato pagato dal Messina, il Comune non solo è assente ma non risponde a solleciti ed inviti scritti”. Parole di Achille Longo, responsabile marketing dell’Acr Messina, che durante la trasmissione di Tcf “Contropiede” non usa mezze misure per chiarire i rapporti tra società ed amministrazione.

Rinaldi 6,5: torna titolare quasi per caso, risponde con un paio di interventi decisivi. Ancora qualche pecca sulle uscite alte.

Lia 6,5: imprendibile quando punta il fondo, gioca sempre a servizio dei compagni creando una marea di occasioni potenziali. (dal 33′ s.t. Iudicelli sv)

Bruno 7: un muro. Partita cattiva ed energica, quando si concede qualche giocata tecnica arrivano gli applausi scroscianti.

Manetta 6,5: compagno di reparto perfetto per Bruno, il suo dinamismo e il suo coraggio lo aiutano nell’interpretazione estrema della fase di non possesso.

Inzoudine 6: ottime discese sull’out mancino, troppo irruente invece in fase difensiva. Nel primo tempo il direttore di gara lo grazia punendo Tedesco per simulazione, nel finale è reo del fallo di mano da rigore.

Bossa 5,5: il ruolo di interno lo limita, oltre alle difficoltà tattiche sembra anche meno brillante rispetto alle ultime uscite. (dal 14′ s.t. Cozzolino 6: piccola scossa al centrocampo, un paio di palloni lottati che fanno rifiatare la difesa)

Migliorini 6,5: testa alta e direzione dell’orchestra giallorossa. A volte forza qualche giocata, segno che ha ritrovato la giusta gamba.

Lavrendi 6: ad inizio gara ha la chance per il primo gol stagionale, poi continua col suo classico lavoro di taglio e cucito. Prende una forte che botta che ne limita la prestazione. (dal 25′ s.t. Cassaro 6: rinforza il pacchetto difensivo con la solita vigoria)

Stranges 6: buona prova del giovane esterno, l’intesa con Lia cresce pian piano. Si vede annullare una rete per offside. (dal 14′ s.t. Carini 6: Rosafio cicca l’assist che lo avrebbe messo nelle condizioni ideali per la sua prima rete stagionale, buono il suo impatto)

Rosafio 6: senza l’assist per la rete del vantaggio la sua gara sarebbe insufficiente. Troppo lezioso, poco cattivo. Non è il solito calciatore che conosciamo, forse anche per il ruolo. (dal 43′ s.t. Mascari 6,5: un paio di minuti bastano per una rete da centravanti travolgente, baby fenomeno)

Ragosta 7: il cobra morde per la settima volta in stagione. Una rete con un tocco morbido, un destro a giro al termine di una giocata personale splendida e un altro paio di perle per prendersi la corona del migliore in campo.

ERCOLANESE Mascolo 6; Todisco 5,5 (dal 40′ s.t. Coppola sv), Varchetta 5,5, Poziello 6 (dal 31′ s.t. Maisto sv), Esposito 5; Conte 5,5, Pezzella 5 (dal 9′ s.t. Costantino 5,5), Ausiello 5,5 (dal 9′ s.t. Fontana 5); Tedesco 6, Minopoli 5 (dal 1′ s.t. Rekik 6), Sorrentino 6. All. Squillante 5,5

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