Marchio, sponsor, abbonamenti e maglia: parla Lello Manfredi

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Pubblicato il 15 ottobre 2015 in Primo Piano

Abbonamenti. Sponsor. Maglia ufficiale. E poi il nodo più complicato da sciogliere, quello legato al marchio Acr Messina. Partiamo da quest’ultima questione, uno spunto per iniziare una chiacchierata con il d.g. Lello Manfredi. Ieri negli uffici del San Filippo è arrivato un telegramma a firma Pietro Lo Monaco, in cui l’ex patron sottolinea alla nuova società, tra le altre cose, come l’attuale utilizzo del marchio Acr Messina, a suo dire, sia indebito, perché di quel brand lui è proprietario. Il marchio, sulla carta, appartiene alla “Real Estate”, che è una Srl composta da un unico socio, Pietro Lo Monaco, appunto. “Checché ne dica Lo Monaco, noi il marchio lo usiamo e continueremo a farlo. Nell’atto di cessione c’è un vizio di forma, perché al momento del passaggio di proprietà i nuovi vertici avrebbero dovuto rilevare anche il brand Acr Messina. Mi sembra un’ovvietà”.

LA CESSIONE DEL BRAND – Nel calcio, la formula della cessione del marchio affonda le sue radici alla fine degli anni ’90. Un meccanismo poi spremuto ai limiti nei primi anni del nuovo millennio. La Serie A, allora, importò dalla finanza creativa un escamotage finalizzato alla copertura dei buchi di bilancio. Il nome della squadra veniva ceduto a una società controllata dallo stesso club. I soldi che la società controllata versava al club calcistico per l’acquisizione del marchio, di solito, arrivavano attraverso un finanziamento bancario. Un modo, quindi, per non appesantire i club con altri debiti “diretti” e per rifinanziarsi attraverso questa formula, che spesso sfociava in un trasferimento del brand a cifre stellari. Questo, per dire che la cessione del marchio non è esattamente una novità nel panorama calcistico. “Infatti, questo è un meccanismo che ha radici lontane. Ma in questo caso, c’è un’anomalia che non ha precedenti: la società che detiene il marchio Acr Messina non è una controllata del club, ma è di proprietà dell’ex presidente, di una persona fisica. Il problema è anche questo. La questione, al momento, resta aperta, ma i legali del club ci hanno detto di andare avanti per la nostra strada”.

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ABBONAMENTI – La campagna abbonamenti ha prodotto 1496 sottoscrizioni. Dato in flessione rispetto alla scorsa stagione, l’ultima sotto l’egida di Pietro Lo Monaco, che ha fruttato 1779 tessere sottoscritte. Flessione controbilanciata, però, dai dati sui biglietti venduti, che in media risultano decisamente superiori a quelli della stagione 2014/15. “Campagna chiusa. Ma stiamo valutando, per il proseguo della stagione, di promuovere la vendita di mini-abbonamenti: pacchetti di partite a prezzi agevolati”.

LA BIANCOSCUDATA – Il Messina, probabilmente dal match interno contro la Lupa Castelli Romani, avrà un nuovo main sponsor. L’accordo, ancora non siglato, dovrebbe garantire al club di Stracuzzi un’entrata sicuramente superiore ai 100mila euro: “Siamo molto vicini a mettere nero su bianco. Quando sarà siglato l’accordo, lo ufficializzeremo”. Un nuovo logo, quindi, campeggerà sulla maglia del Messina, che al momento sta utilizzando una divisa provvisoria. “La maglia ufficiale è in produzione. Design classico, maglia bianca con risvolti giallorossi. La terza, invece, sarà nera, sempre con risvolti giallorossi, ma la utilizzeremo di rado. I calciatori, a inizio stagione, avevano storto un po’ il naso quando si sono visti costretti a utilizzare la maglia che hanno indossato fino ad oggi. Poi si sono affezionati, complici i risultati. Adesso se ne separeranno a malincuore”.

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