Messina: amarezza, comunque vada

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Pubblicato il 26 Marzo 2019 in Primo Piano

Sei giornate e una semifinale di Coppa Italia all’orizzonte, la primavera porta in dote uno scorcio di stagione tutto da scrivere per questo strano Messina.

SENZA DOMANI – Difficile parlare di punti persi quando se ne sono raccolti molto pochi, difficile farlo quando la coperta resta cortissima. Il sogno di agganciare la zona playoff è, forse, il miglior modo per trovare la salvezza: guardare in alto aiuta ad allontanare i fantasmi dell’infamante lotta per non retrocedere, un abominio se riferita a una squadra che doveva puntare a far soffrire il Bari dominatore del torneo. Troppi passaggi a vuoto, già raccontati e analizzati, con la consapevolezza ormai nota che sarebbe bastato lavorare in maniera normale per ottenere una dignitosa annata. Troppo difficile parlare di questo Messina, con una rincorsa folle verso la parte nobile e l’evento della Coppa Italia da portare a casa. Il dramma? Il futuro, perché raccontare questa storia assomiglia allo scorrere veloce di un libro che si avvicina sempre più alla sua pagina finale. Il domani non lo conosce nessuno, perché il passo indietro della famiglia Sciotto resta, al momento, confermato e senza nessuno all’orizzonte c’è il rischio dell’ennesima estate a parlare di società invece che di calciomercato e nuovi sistemi tattici. Messina non lo merita, perché vivere in questa eterna incertezza sportiva non fa altro che distruggere un amore già difficile come quello per una squadra che non ha mai, se non qualche stagione in centinaia di anni, calcato palcoscenici gloriosi.

IL PRESENTE – La gara di ritorno contro il Giulianova rappresenta “l’evento”, solo un intermezzo di un campionato che può ancora dire molto. Il reclamo contro la posizione del calciatore Lorefice del Città di Messina difficilmente verrà respinto, ne andrebbe della credibilità di quanto scritto nelle norme federali (vedi foto). Il precedente di Pellecchia in Monopoli-Bisceglie è arcinoto, col calciatore che non scese più in campo in quella stagione.

Un +2 che porterebbe il Messina a 6 punti dalla zona playoff e 5 da quella playout, un maledetto limbo che avrebbe come unica consolazione il poco tempo rimasto in stagione. Tra calendario carico di scontri diretti e scarsa voglia, le squadre piazzate tra le prime cinque non paiono inattaccabili; con l’eccezione di Turris e Marsala ormai lanciate verso la post-season. La corsa su questa o su quella poco importa, anche perchè il Messina ha il fastidioso obbligo di vincere sempre prima di guardare i risultati delle altre. Parole in libertà? Probabilmente, forse utili a dare un senso al racconto di questi ultimi mesi di stagione. Non basterà la Coppa Italia per far partire i caroselli, anche se la vittoria rappresenterebbe un passettino nella storia col nome del Messina che rimarrebbe inciso in un albo, pur piccolo come quello della Serie D.

COMPAGNI DI VIAGGIO – Nel suo colpo di coda di fine anno il Messina intreccia il suo percorso con realtà più disparate. Non ancora archiviata la stracittadina con il caso Lorefice già citato; intanto in casa CdM si è giunti a più miti consigli con il ritorno di Peppe Furnari in panchina e l’addio di Viola (0 punti in 3 partite), la speranza per la famiglia Lo Re è quella che il tempo perso non risulti decisivo. In zona playout la corsa sembra più basata sull’evitare di dover giocare lo spareggio in trasferta, la rassegnazione di doverne farne parte sembra essere presente dal Despar Stadium a Locri passando per Roccella e San Cataldo. Discorso diverso in alto: il Bari fa i conti per capire se festeggiare in casa o in trasferta il ritorno tra i professionisti, stagione senza problemi per la squadra di De Laurentiis al quale va il merito di aver speso bene oltre che tanto. La Turris si terrà la piazza d’onore mentre il Marsala non mollerà il podio. Alle loro spalle si contano i feriti, col Gela che pare la prima vittima della tanto desiderata “quota 40”, anche se pare impossibile pensare che chi al momento ristagna in zona rossa possa davvero avvicinarsi a un simile punteggio. Acireale, Portici e Cittanovese hanno serenità e spensieratezza tali da non dover per forza mollare, anche se i campani incroceranno la strada con le prime cinque in classifica più la disperata Sancataldese. Il Messina guarda in alto, deve farlo per non farsi trascinare da una zona retrocessione che non deve riguardarla, la cosa importante sarà raccogliere il massimo dei punti possibili. A fine anno si tirerà la linea per il totale, una previsione sulla reazione di tutti possiamo già farla: amarezza, comunque vada.

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