Messina-CdM, il bene superiore

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Pubblicato il 10 settembre 2018 in Primo Piano

L’estate è finita. Il tempo delle parole e del calciomercato è spazzato via dal pallone che rotola. Se la sfida contro l’Igea Virtus aveva dato la sensazione di una amichevole e nulla più, la stracittadina contro il Città di Messina di Peppe Furnari regala la prima iniezione di calcio vero. Il Messina di Pietro Infantino (voto 6) soffre, costruisce poco e male ma alla fine passa il turno. Brilla di più la squadra di Furnari per organizzazione e condizione fisica, la mancanza di uomini di esperienza in avanti si fa sentire quando i tentativi restano pallidi. Il Messina ci capisce pochissimo dal punto di vista tattico, arroccato su un anacronistico 3-4-3 con Cocimano sprecato nel correre dietro a Fofana e Fragapane. In mezzo al campo Bossa è schiacciato dalle responsabilità, Traditi è trasparente e travolto da una mediana avversaria migliore in tecnica e personalità. Infantino getta tutto nel cestino prima dell’intervallo, Petrilli è il salvagente che tiene il Messina vivo. Primo tempo che viene archiviato, un Messina insufficiente e lontanissimo dalle aspettative di tifosi e proprietà. Nella ripresa Infantino muove le pedine: Porcaro si apre a destra, Barbera si blocca a sinistra così da piazzare Petrilli tra le linee e disegnare un mascherato 4-2-3-1. Una situazione sfiorata, quasi un passaggio veloce per comprendere che nel cuore del gioco occorrono piedi buoni e non solo polmoni. L’espulsione di Galesio è il bivio che condanna il CdM e rilancia il Messina: ospiti che spariscono perdendo il riferimento offensivo, anche se bisogna sottolineare come Cossentino abbia avuto vita facile contro l’argentino. La zampata di Petrilli è puntuale, figlia dello strappo vincente di un Rabbeni che promette bene. Nota a parte per Gambino: l’ex Cosenza è palesemente attaccante di categoria superiore, tatticamente intelligente viene però svilito dalla voragine che si crea tra attacco e centrocampo per almeno un’ora di gioco. Il 3-4-3 mette distanza tra i reparti, Bossa prova a cucire ma mancano condizione e tecnica per mangiare decine di metri di campo agli avversari. L’estate è finita, la speranza è che abbia portato via la confusione sulle scelte tecniche della società e chiarito le idee a chi questa squadra dovrà condurla. Il Bari arriva immediatamente: spauracchio che inquieta ma che potrebbe diventare la scusa un domani. Un campionato del genere contro la corazzata di De Laurentiis sembra una montagna non scalabile, questo non giustificherà una stagione sottotono. Il Messina ha l’obbligo di esserci, lottare e provarci fino all’ultimo. Le ambizioni di Sciotto sembravano chiare, non è ancora il momento di pensare a un ridimensionamento.

Ragone 6: coraggioso in uscita, attento tra i pali. Ferma senza patemi i tentativi degli avversari.

Porcaro 6: regala subito esperienza e sicurezza, qualche errore di troppo in fase di palleggio.

Cossentino 6,5: personalità e visione di gioco, bravo ad alzare la linea dell’intera squadra. Galesio è un osso troppo morbido per lui.

Russo 5,5: ancora un po’ impacciato nel gioco coi compagni, buona risorsa per la sua duttilità.

Biondi 6: da esterno soffre nella doppia fase, in mezzo al campo brilla di più ma senza rubare troppo l’occhio. (dal 43′ s.t. Sarcone sv)

Traditi 4,5: lento e in ritardo, gli avversari lo anticipano praticamente sempre. Sostituzione meritata. (dal 40′ p.t. Petrilli 6,5: tecnica a servizio dei compagni, cresce di minuto in minuto, quando Infantino lo mette nel cuore del gioco diventa letale)

Bossa 5: il centrocampo a due lo limita, qualche giocata presuntuosa irrita chi conosce un giocatore di livello diverso.

Cocimano 5: fisicamente in sofferenza nella sfida con Fofana prima e Fragapane poi, non incide praticamente mai.

Rabbeni 6,5: quando il campo si apre diventa pericoloso, la sua tecnica è un’oasi nel deserto.

Gambino 6: lasciato al suo destino, i compagni non lo coinvolgono lui è bravo a tenere bassa la linea difensiva avversaria.

Pizzo 5: praticamente mai visto. (dal 40′ p.t. Barbera 6: ordinato e attento, diventa un’arma tattica importante)

CDM Amella 6; Dama 6 (dal 31′ s.t. Cannino 6), Trevizan 6, Bombara 6,5; Fofana 6,5 (dal 31′ s.t. Crucitti sv), Cardia 7, Ferraù 6 (dal 18′ s.t. Silvestri 5,5), Calcagno 6, Fragapane 6 (dal 29′ s.t. Codagnone sv); Galesio 4, Feuillasier 5,5 (dal 37′ s.t. Graziano sv). All. Furnari 6,5

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