Messina, il colpo di spugna

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Pubblicato il 26 dicembre 2017 in Primo Piano

Il mercato di dicembre, quello di gennaio, il campo e le vittorie. Parole che scoloriscono durante le feste natalizie, pausa di un campionato che ha regalato solo arrabbiature e qualche sprazzo di bel calcio firmato Giacomo Modica. L’allenatore mazarese è la parte sana di un Messina lontano dalla sua storia. I risultati non saranno totalmente brillanti, figli sopratutto di un gruppo difficile da plasmare e zavorrato da calciatori troppo distanti dal livello richiesto. Inutile raccontare la storia recente di questo Acr: nella memoria collettiva c’è il fallimento, la paura della fine e la rinascita targata Pietro Sciotto. Del numero uno giallorosso si è detto e scritto, i suoi errori lo classificano senza bisogno di ulteriori reprimende. Sbagliare rimane umano, difficilmente però errare cambierà un carattere duro e forte come quello del presidente Sciotto. Il mercato invernale puzza di un ridimensionamento economico forse non necessario, sicuramente ridisegna una squadra che dovrà lavorare per trovare la definitiva identità.

LA FORZA DI MODICA – Il fallimento tecnico targato Venuto ha distrutto gli obiettivi stagionali. Le colpe non possono essere addossate solo all’ex allenatore del Due Torri, ovvio come una gestione più lineare dal punto di vista dirigenziale avrebbe donato una serenità diversa. Qualche mese di troppo per trovare il giusto assetto: Giacomo Modica è l’allenatore ideale per creare gioco e divertimento, il binomio col ds Lamazza rimane rallentato da un potere decisionale influenzato dalle intrusioni di Pietro Sciotto. Punto delicato quest’ultimo: troppo facilmente si dipinge il numero uno giallorosso come maniaco del controllo, una probabile realtà ma l’onestà intellettuale dovrebbe anche sottolineare come Pietro Sciotto prosegua su una lunga scia di presidenti calcistici smaniosi di decidere. Nulla di nuovo sotto il sole quindi, i problemi nascono solo davanti a risultati negativi. Ovvio, infatti, che un Messina in testa alla classifica avrebbe esaltato il pugno di ferro presidenziale. Banalità amene queste, da spazzare via in un nuovo anno che racconterà una squadra in cerca di definizione. L’acquisto di Yeboah promuove il ds Lamazza, soprattuto per la caparbietà, e regala a Modica il suo centravanti ideale. Peccato non aver potuto giudicare il lavoro del direttore sportivo su un numero maggiore di interventi. Portici e Nocerina dovranno portare risposte positive sul piano dei risultati: un Messina che non decolla rischia, in pieno mercato dei Pro aperto, di vedere corteggiati pezzi pregiati come Rosafio. La cessione dell’ex Juve Stabia non è in agenda, il crollo nelle prime due del 2018 potrebbe però far riflettere su un monte stipendi già calmierato dall’addio di Maiorano, Pezzella e Colombini. Mister Modica lavora e fa lavorare duramente il suo gruppo, la crescita fisica sta alla base del suo calcio fatto di velocità e atletismo generale. Le sue idee saranno decisive, i concetti di calcio sono rimasti intravisti e potranno trovare concretezza grazie ad un Yeboah guizzante e un Bettini tutto da scoprire. L’ex Lucchese con Maiorano c’entra quasi nulla: probabile una ricerca di maggiore qualità nell’ultimo passaggio e maggiori incursioni da dietro. Il campo sarà giudice supremo.

MERCATO – I tagli alla rosa sono stati necessari, il sacrificio di Maiorano probabilmente obbligato dal controllo dei conti imposto da Sciotto. A questo va aggiunto un certo distacco con gli uomini portati in riva allo Stretto da Ferrigno: Bruno e Rosafio hanno palesato la loro centralità sul campo, diverso il discorso legato a Ragosta. L’attaccante esterno è stato ad un passo dall’addio, a salvarlo è stato il suo lavoro durante la settimana sfociato in prestazioni decisive la domenica. Impossibile rinunciare al suo apporto, sopratutto vista la condizione di Cocuzza mista al fatto che pescare un sostituto all’altezza non avrebbe poi fatto risparmiare così tanto. Gagliardini e Colombini liberano le casse da contratti ingiustificati e avviliti da prestazioni imbarazzanti, discorso diverso per Pezzella e Dezai che hanno deluso sopratutto per personalità. Detto di Maiorano passiamo agli ingressi: Rinaldi crescerà, Bettini dovrà farsi scoprire mentre Yeboah e Granado sembrano poli opposti per spessore e futuro utilizzo. Mercato non chiuso: Inzoudine lavora col gruppo da settimane, il “dentro o fuori” arriverà nei prossimi giorni. Stranges e Iudicelli dovrebbero completare il pacchetto under, nomi non nuovi che confermano come il duo Modica-Lamazza lavori su obiettivi precisi e senza grossa improvvisazione.

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