Messina, vento di chiarimenti

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Pubblicato il 5 maggio 2018 in Primo Piano

Lettera aperta e silenzio interrotto. In casa Messina una ventata di chiarimenti ha spazzato via alcune nubi. Settimane di parole non dette, terreno fertile per le interpretazioni più fantasiose. I gesti, quelli eclatanti, non hanno aiutato: il famoso sciopero dei calciatori è stato utile solo per inasprire i rapporti, ci sono volute due settimane per tornare nei ranghi della correttezza. Pietro Sciotto è stato al centro degli oneri e degli onori, spesso anche da queste pagine ha subito critiche e provocazioni, mai nessuno ha messo in dubbio onorabilità e serietà del presidente giallorosso. Lunga e articolata la lettera dei calciatori, tornati sui propri passi dopo aver compreso che gli spifferi soffiati da qualche personaggio in transito andavano archiviati nel cassetto delle cose poco importanti. Lunghe e contraddittorie le settimane di distanza, ingiusto peso da scaricare sulla figura di un presidente puntuale nei pagamenti. Peccato, si poteva far meglio senza scioperi e conseguenti lettere. Una comunicazione tra squadra e proprietà più diretta, magari accesa ma intrisa di onestà avrebbe chiarito che quello degli stipendi era un non-problema.

CONFERENZA – Sabato di prime volte quello in arrivo. Pietro Sciotto torna a parlare, lo fa nella settimana dell’ultimo impegno stagionale del suo primo Messina. Giornata utile per chiarire i troppi punti lasciati in sospeso, spesso riempiti da sensazioni dettate dall’immobilismo. Con Giacomo Modica i confronti non sono mancati: presto per mettere una parola definitiva sulla vicenda, positiva o negativa saranno le ore successive alla fine del campionato a chiarirlo. Da parte del tecnico non sono arrivati voli pindarici, solo la voglia di un chiaro programma su progettazione e programmazione. Normale dialettica tra proprietà e staff tecnico, situazioni viste e riviste da quando il pallone ha iniziato a rotolare. Non sarà, comunque, la sola risoluzione della questione allenatore a tenere banco nel prossimo futuro giallorosso. La stagione di Pietro Sciotto è oscillata da un inizio complicato ad una seconda parte di buone prospettive. Dalla marea che ha travolto il calcio messinese la scorsa estate è uscita fuori una società finalmente solida sul piano economico, certamente migliorabile per scelte o strategie ma fondata sulla forza finanziaria e sentimentale del presidente-tifoso Sciotto. Il futuro giallorosso è tutto da scrivere, dovrà e potrà farlo una proprietà capace di imparare dai propri passi falsi tanto da ribaltare l’inerzia di un campionato nato lento. Carabellò e Venuto sono state scelte errate corrette in corsa, il demerito viene sommerso dall’ampio merito di aver puntato sul duo Lamazza-Modica. I meriti di presidenti e proprietà, spesso, sono quelli che rimangono dietro le quinte: il vero premio è quello di saper individuare le persone a cui affidare la propria creatura, i risultati sul campo non hanno mai un solo padre ma sono frutto di una catena di giuste scelte.

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