Messina come un diesel, poi il trionfo

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Pubblicato il 17 dicembre 2016 in Primo Piano

Un primo tempo mediocre, poi la svolta: è il nuovo appuntamento con quella vittoria che mancava dal 23 ottobre, un successo che vale il momentaneo abbandono della zona playout. Un autogol di Usai, una rete in acrobazia di Maccarrone e la rabbia di Pozzebon permettono al Messina di superare una Vibonese gradevole solo fino all’ultimo passaggio. Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare: il solo Saraniti, tuttavia, non può bastare.

GROUND ZERO – Maccarrone e Madonia vincono i rispettivi ballottaggi con Bruno e Ferri: Lucarelli pronto a sfruttare ogni situazione di gioco (calci piazzati e un rinnovato dialogo tra le punte) per spuntarla su un avversario reso troppo simile dagli eventi e dalla classifica. Il campo non può che confermare una sostanziale pochezza di contenuti tecnici: nessun corner battuto dopo i primi 45 minuti, con il dato dei tiri che si discosta solo di poco dallo zero assoluto. Tra i pali attivo solo Berardi su un paio di sortite di Saraniti, i giallorossi risultano invece non pervenuti oltre la linea di centrocampo. Nessuna rivoluzione nei due cambi operati dai due tecnici nella prima frazione (fuori Sicignano e Palumbo per infortunio): il canovaccio si conferma triste e monocorde fino al duplice fischio di Robilotta.

UN PASSO IN AVANTI – Il primo segnale di discontinuità sconvolge il risultato: accelerazione di Milinkovic fino al cuore dell’area, pallone nel mezzo e sfortunata deviazione del calabrese Usai nella propria porta. Messina in vantaggio con pochi meriti, la posta in gioco è tuttavia troppo importante per badare a squisite ragioni estetiche. Ancora il francese tenta di portare i giallorossi al raddoppio immediato, prima che Lucarelli opti per un più coperto 3-5-2. Il contropiede è l’unico vestito tattico che il Messina sa indossare: dopo il vantaggio si torna su territori più congeniali, anche il lancio lungo, in taluni casi, può essere interpretato come poesia. Chiusi tutti i conti a cinque minuti dallo scadere: esperimento già studiato da calcio piazzato, Milinkovic chirurgico, Maccarrone decisivo con un’acrobazia. Non è ancora finita, prima della conclusione c’è il tacco del francese per la rabbiosa conclusione di Pozzebon: 3-0 netto, riparte la corsa salvezza.

MESSINA       3

VIBONESE     0

MARCATORI Usai (V) aut. all’8′, Maccarrone al 39′, Pozzebon al 47′ s.t.

MESSINA (4-3-3) Berardi; Palumbo (dal 33′ p.t. Ionut), Rea, Maccarrone, De Vito; Nardini, Musacci, Foresta (dal 29′ s.t. Mancini); Milinkovic, Pozzebon, Madonia (dal 24′ s.t. Bruno). (Russo G., Marseglia, Mileto, Rafati, Bramati, Saitta, Gaetano, Akrapovic, Ferri). All. Lucarelli.

VIBONESE (4-3-1-2) Russo S.; Usai (dal 21′ s.t. Leonetti), Manzo, Sicignano (dal 14′ p.t. Lettieri), Paparusso; Legras, Giuffrida, Yabré; Favasuli; Saraniti, Cogliati (dal 40′ s.t. Surace). (Cetrangolo, Mengoni, Chiavazzo, Cinquegrana, Tindo, Buda, Di Curzio). All. Costantino.

ARBITRO Robilotta di Sala Consilina.

NOTE Spettatori 1300 circa. Ammoniti Rea, Saraniti, Maccarrone, Foresta, Milinkovic. Corner 2-2. Recupero 3′ e 3′.

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