Messina-Vibonese, la metamorfosi

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Pubblicato il 18 dicembre 2016 in Primo Piano

L’esercizio di realismo cui è sottoposto l’ambiente giallorosso sin dal ritiro di Fiuggi non permette eccessive esultanze per una vittoria sulla debole Vibonese: lo conferma anche Pozzebon in sala stampa, valigia pronta o meno questo è solo il momento di stringere i denti. Se il Messina del primo tempo rispetta il trend stagionale per apatia e timore, quello immeritatamente in vantaggio grazie all’autogol di Usai lascia immaginare tutte le potenzialità inespresse, i lampi isolati talvolta intravisti nella notte buia. Il tecnico Cristiano Lucarelli (voto 6,5) ha il merito di aver richiesto solo la semplicità: difficile pretendere di più su un terreno malridotto come quello del San Filippo, la formula less is more diviene in taluni casi insostituibile stella polare. Su questa linea il passaggio al 3-5-2, che rinnova il dialogo spesso balbettante tra Milinkovic e Pozzebon, o l’esclusione di Bruno per sfruttare la fisicità di Maccarrone. In attesa di una nuova metamorfosi, nel prossimo mese di gennaio.

Berardi 6: anche l’ordinaria amministrazione può esaltare le abilità da leader di uno dei migliori interpreti del ruolo dell’intera categoria.

Palumbo 5: l’anello debole della retroguardia fino al prematuro abbandono per infortunio. (dal 33’ p.t. Ionut 5,5: la potenza è nulla senza il controllo. Già detto, sempre valido).

Rea 6: il giallo rimediato a freddo mina inizialmente alcune certezze nel duello con Saraniti. Un peccato veniale, maturità ed esperienza alla lunga faranno valere tutto il proprio peso.

Maccarrone 6: il gol della sicurezza riscatta solo in parte i copiosi errori commessi in difesa. Decine di palloni persi banalmente in appoggio, un senso della posizione da rivedere prima di test più probanti.

De Vito 6: nessuna sbavatura, il terzino di origini calabresi si conferma sugli ottimi standard dell’ultimo periodo.

Nardini 6: novanta minuti in campo senza particolari sofferenze, segnale di una perfetta adesione alla causa. Penalizzato dalle pessime condizioni del terreno di gioco, brilla solo a sprazzi.

Musacci 5,5: innocuo nelle conclusioni dalla lunga distanza, eccessivamente compassato quando è il momento di aggredire gli spazi.

Foresta 6,5: mai una leggerezza, sempre orientato verso la piena collaborazione con i compagni. Lotta senza risparmiarsi in ogni frangente di gioco. (dal 29’ s.t. Mancini 6: un quarto d’ora di buone geometrie. In crescita dopo il lungo periodo negativo).

MilinkovicMilinkovic 6,5: la sua metamorfosi tra primo e secondo tempo è metafora stessa delle potenzialità di questo Messina. Propizia l’autorete di Usai prima di sfornare due assist di rara precisione per Maccarrone e Pozzebon.

Pozzebon 6: come Tardelli nell’82, un urlo per scacciare tutte le tensioni. Il gol, tuttavia, è l’unica nota positiva in mezzo alla consueta e vana lotta senza quartiere contro l’intera difesa avversaria.

Madonia 5: impalpabile. (dal 24’ s.t. Bruno 6: in campo per spegnere definitivamente le velleità calabresi. Missione compiuta).

VIBONESE Russo S. 6; Usai 4 (dal 21’ s.t. Leonetti 5), Manzo 5,5, Sicignano sv (dal 14’ p.t. Lettieri 5,5), Paparusso 6; Legras 5,5, Giuffrida 5,5, Yabré 6; Favasuli 6; Saraniti 6, Cogliati 5,5 (dal 40’ s.t. Surace sv). All. Costantino 5,5.

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