Messina-Francavilla, la Torre di Babele

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Pubblicato il 12 settembre 2016 in Primo Piano

La lunga transizione dalle scelte estive alla rivoluzione di fine agosto offre tutti i suoi frutti acerbi: se il Messina della Coppa Italia, caduto presto nel dimenticatoio, resta oggi nella terra di nessuno dei rimpianti, quello di Marra (voto 5,5) procede esclusivamente nella direzione di un recupero vintage dei fasti che furono, con quel 3-5-2 di cuoghiana memoria come stella polare tra i marosi delle difficoltà della terza serie. Con il medesimo schieramento, tuttavia, il Francavilla riesce a dialogare con il calcio moderno in una forma chiara, ordinata e talvolta brillante: giallorossi sperduti tra incubi post derby e complesse alchimie tattiche, la babele di lingue, pensieri e idee produce solo novanta minuti di vuoto.

Berardi 6: la sua presenza restituisce le necessarie sicurezze all’intero pacchetto arretrato. Mai chiamato in causa dagli attaccanti pugliesi.

Mileto 5: lento e impacciato, sbanda a più riprese sulle incursioni ospiti senza trovare mai i giusti automatismi con i compagni di reparto.

Maccarrone 5,5: sulla falsariga della gara di Reggio Calabria, si esibisce in interventi ruvidi e azioni di disturbo che producono poca efficacia contro una squadra ordinata tatticamente come il Francavilla. Nel finale fallisce una facile occasione di testa a pochi passi dalla linea di porta avversaria.

De Vito 6: Marra lo ringrazia pubblicamente per aver messo tutto la propria esperienza al servizio della squadra. L’unico del trio difensivo in grado di immaginare un’azione prima di vederla concretizzarsi.

Ionut 4,5: il rigore provocato con un intervento scomposto su De Angelis, i tanti cross fuori misura, un agonismo spinto sempre ai limiti del buon senso. Protagonista in negativo della gara, il romeno prova almeno a rinverdire i fasti di un tempo con un destro dalla lunghissima distanza che impegna l’attento Albertazzi: troppo poco per salvarsi dal naufragio personale.

CapuaCapua 5: autore di una prova incolore, vaga spaesato per il campo alla ricerca di una posizione. (dal 14 s.t. Lazar 5: il suo ingresso non incide minimamente sull’esito dell’incontro. Rischia l’espulsione per doppia ammonizione per un fallo tattico non sanzionato dal signor De Remigis)

Musacci 5,5: simbolo di un Messina che non riesce a ragionare anche quando il momento appare propizio. Si limita al compitino, troppo poco per un giocatore della sua esperienza. Colpisce il palo con un tiro a giro dai venti metri.

Foresta 5: vale il discorso fatto per Capua. La corsa è nulla senza il controllo.

Akrapovic 5: adattato esterno a sinistra, l’italo-tedesco corre a vuoto nella vana ricerca di un acuto personale e di una prova convincente. (dal 12′ s.t. Madonia 6: la sua prodezza porta in dote un punto insperato, unico lampo di una serata anonima)

Pozzebon 5: il trio difensivo pugliese lo ingabbia senza eccessivi patemi, l’ex Lucchese ripete la prova del derby nel nuovo capitolo di una battaglia personale contro i propri demoni. A farne le spese soprattutto i compagni di reparto, vittime di un atteggiamento poco propositivo.

Ferri 6: prova a pungere gli avversari con un paio di idee troppo evolute per un contesto assolutamente piatto. Sfiora il gol nella ripresa con una spaccata che avrebbe meritato maggior fortuna. (dal 36′ s.t Gaetano sv)

V. FRANCAVILLA Albertazzi 6; Idda 6, Faisca 6, Abruzzese 6,5; Triarico 6,5, Prezioso 6 (dal 24′ s.t. Finazzi 5,5), Galdean 6,5, Abate 6,5 (dal 33′ s.t. Turi sv), Pastore 6; Nzola 6 (dal 14′ s.t. Biason 5,5), De Angelis 6,5. All. Calabro 6,5.

Messina-Francavilla, Marra opta per il 3-5-2. Vi ha convinto la sua scelta?

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