Messina, il buon senso evita il sentiero dell’errore

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Pubblicato il 14 Settembre 2020 in Primo Piano

Ritiro finito, ritorno a casa iniziato. Il Messina di Raffaele Novelli chiude la parentesi campana e abbraccia – per la prima volta – il San Filippo. Organico fragoroso per nomi e ambizioni, e sbagliare non è più ammesso.

I FAVORI DEL PRONOSTICO – Mai – nei tre anni di gestione Sciotto – il Messina è partito come favorito per la vittoria del campionato. A pesare le poche conoscenze della proprietà, miste alle fallimentari idee dei dirigenti alternatisi. Tra pochezza tecnica e organizzativa, infatti, il Messina non ha mai convinto critica e tifosi già dal pre campionato. Lo scorso anno la Coppa Italia – cancellata in questa stagione – venne sottovalutata, l’esordio di Troina, invece, regalò un paio di schiaffi utili a comprendere. Singolarmente il gruppo voluto da Obbedio aveva qualità, semplicemente non era squadra. La mancanza di continuità, spesso, è un difetto, nel caso del Messina solo un pregio. Cancellare il passato è necessario, nonostante un paio di tesserati confermati nella speranza di una rivalsa. Più importante, però, la ricostruzione salernitana. Più che opinabile che una società come il Messina venga guidata da direttori sportivi ombra: tra già tesserati e non ancora tesserabili, infatti, la famiglia Sciotto affida il proprio destino alle conoscenze indirizzate – e legate a doppio filo – dal 30% di Del Regno e Bove. La “nuova mano” è evidente, una metodologia differente rispetto alla mera somma di curriculum. Questo Messina, quindi, sembra già una squadra. Realtà o cattiva percezione? Forse ambedue, ma resta netta la qualità generale e non dei singoli.

RISORSE UMANE – La miglior qualità di questa nuova gestione, comunque, resta il mercato condotto nel silenzio senza troppi sussurri e strizzate d’occhio. Rosa interessante e – come abbiamo già scritto – che parte tra i primissimi posti già sulla carta. Tra chiacchiere e risultati c’è di mezzo il campo, con la sentenza che verrà data quando il pallone rotolerà. Gruppo quasi completo, con Sabatino che andrà a innalzare il livello difensivo ma, più in generale, dell’intera squadra. Il più che probabile arrivo dell’ex Sicula rappresenta il salto in avanti necessario, poi toccherà a Novelli saper gestire. Non una banalità, perché in questo Messina aumentano esponenzialmente i titolari. Sabatino si aggiunge a Lomasto e Boskovic, e poco conta la sua duttilità nel dirottare sulla corsia mancina. La fascia, infatti, è terreno di conquista degli under – che restano obbligatori -, che scalpitano e hanno ben impressionato già a Polla. Il 2001 Giofrè si porta in dote la stagione in maglia Turris, il 2002 Izzo parte col vantaggio dell’anno di nascita, con i concorrenti – attuali – presenti in zone di campo delicate e coperte dai famosi titolari. La difesa come centrocampo o attacco: perché la realtà racconta di un Messina che può vantare una batteria over di spessore, a cui sembra anche mancare un altro centravanti per non far dormire sugli allori Ciro Foggia.

FATTORE TECNICO – Gli acciacchi di Addessi e la scarsa confidenza – nelle ultime stagioni – di Foggia con la rete rappresentano i tarli di mister Novelli. Il tecnico campano, però, parte anche lui con l’asterisco di dover convincere, e in fretta. Il profilo scelto dall’allegra compagnia salernitana, infatti, avrebbe tutti i mezzi per attaccare il primo posto già dalla prima giornata. Peccato per lui, però, che il passato non deponga a suo favore. Nessun preconcetto, sia chiarissimo, ma ovvio che il primo a dover convincere – e sopportare la pressione – sia proprio mister Novelli. Dal punto di vista tattico si parte da idee chiare ma rischiose: come già visto con il rampollo di casa Zeman, infatti, un calcio eccessivamente spregiudicato in fase difensiva sembra non pagare in un campionato dove limare gli errori non è così semplice. Già con Modica, poi, il divertimento non mancò ma tanti punti, in trasferta, furono persi per quello che era – comunque – un rischio calcolato, ma arma utile per avversari scafati. Tra equilibri tattici da trovare e gestione di una rosa carica di nomi importanti, allora, il lavoro di Novelli è gravato di difficoltà evidenti, a cui va aggiunto l’obiettivo a cui Messina punta da anni: vincere.

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