Messina, “La Mano de Dios”

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Pubblicato il 17 ottobre 2016 in Primo Piano

Psicodramma in riva allo Stretto. Dalle nostre parti, del resto, la fantasia non manca, i tic autolesionistici nemmeno. Tendenza kamikaze. Parola, quest’ultima, resa evidentemente meno nobile rispetto al suo senso originario: “Kamikaze”, traducibile come “vento divino”, declinato in salsa pallonara messinese è concetto umano, troppo umano. Basso. Al netto dell’humus di cui è sostanziata la gestione Stracuzzi, impastata di sacro e profano che si inseguono costantemente. Oggi quell’aspetto trainante, quell’essere sempre sospesi tra il cielo e la terra, è stato declassato a bersaglio da colpire, ridotto a oggetto di scherno. Il fatto che Stracuzzi sia contemporaneamente presidente del Messina e guida spirituale di una chiesa cristiana è divenuta, adesso, una contraddizione in essere, qualcosa da rivangare ed esporre anche negli striscioni e nei cori di protesta. Nulla di nuovo sotto il sole: il calcio dice e si contraddice, innalza e distrugge. Ridimensiona, quando se ne presenta l’occasione. E adesso siamo al punto più basso. Lo abbiamo detto, lo abbiamo scritto. Eppure ieri questo declino ci ha fatto capire che ogni maledetta domenica siamo costretti a rispolverare quella frase: “Al peggio non c’è mai fine”. Lo scempio (tecnico-tattico-motivazionale) del Veneziani di Monopoli, infatti, non ha eguali. La squadra ha perso male. Senza combattere. Senza provare a reagire. Senza tirare in porta. O meglio: tirando –  e segnando – quando i pop corn erano già belli e finiti da un pezzo. In mezzo, la stravagante “Mano de Dios” di Demiro Pozzebon. Scenetta che vuol dire tutto e niente, e che però dà l’idea dello stato psico-emotivo della squadra.

MARRA, ADIEU – Oggi è il giorno di Marra. Il benservito gli è stato recapitato in tarda mattinata. Giusto? Sbagliato? Dipende. Dipende dalla prospettiva dalla quale si osserva la questione. Da quella puramente legata ai risultati centrati da Marra, che ne ha perse 6 su 9, bisogna riconoscere il fatto che si sia fisiologicamente esposto a un rischio prevedibile, a una decisione forse inevitabile. L’ex allenatore del Taranto Papagni, tanto per dire, è stato esonerato “nonostante” avesse centrato 9 punti in 8 partite. Marra è riuscito a fare peggio. Colpa della crisi societaria? Colpa di un organico, sovradimensionato in estate, che si è rivelato assai più scarso delle previsioni? Magari è semplicemente Marra, il colpevole? O invece, l’ormai ex tecnico è il capro espiatorio di una situazione complessivamente disastrosa su tutti i fronti? La presunzione non ci appartiene. A voi la risposta. Diciamo che sul piano squisitamente tecnico-tattico, a noi di Corner Marra non ci ha mai particolarmente impressionato. Ma questo conta poco o nulla. Di fatto siamo di fronte a una scelta che se vogliamo ha una logica. E che sul piano squisitamente legato al raccolto del primo scorcio d’autunno, può essere anche condivisibile.

IL VETO INASCOLTATO – Però, tutto questo non basta. E non basta perché c’è una questione societaria mai realmente definita. Con Franco Proto, of course, che nel recente incontro con i capi club aveva posto un “veto” sulla questione allenatore. In tal senso, va chiarito un passaggio. Proto non conosce il tecnico Sasà Marra, non si è espresso, quindi, in termini squisitamente tecnici. Non ha mai parlato, Proto, di “intoccabilità” di Marrà. Ha fatto un ragionamento diverso: se la trattativa esiste davvero, se davvero, cioè, l’attuale proprietà ha intenzione di (ri)sedersi al tavolo con l’imprenditore ennese, allora è doveroso aspettare, prima di optare per una scelta così importante. Una lettura prospettica, non un giudizio di merito. In caso contrario? In caso contrario Proto ha detto di non essere più disposto a trattare con gli interlocutori che oggi rappresentano il Messina. Se sei disposto a trattare, devi essere disposto ad accettare l’idea di rinviare una scelta così importante, proprio in funzione della trattativa. Questo non vuol dire che Marra avesse la benedizione di Proto (teoria dell’endorsement tecnico). E non vuol dire nemmeno che Proto abbia sollevato la questione per inasprire ulteriormente il livello di pressione attorno alla società (teoria del complotto). Per Proto era semplicemente un atto dovuto (e atteso), un modo – nel caso l’affare si fosse concluso – per non trovarsi sul groppone ulteriori scelte fatte da altri. Come non detto? Come non detto. Arrivederci e grazie.

L’ULTIMO DEGLI ALLENATORI  Sì, perché nel momento in cui vi scriviamo, oltre che dell’esonero ufficiale di Marra, veniamo a conoscenza di un biglietto di sola andata con destinazione Messina intestato a Cristiano Lucarelli, detto “Mister miliardo”, per aver rifiutato – da livornese doc – mille milioni del vecchio conio dal Torino. “Compagno” vero. L’arrivo dell’ex tecnico di Viareggio, Pistoiese e Tuttocuoio, sarebbe l’ennesima incisione sul libro paga del Messina, l’ennesimo allenatore. Perché Marra, vien da sé, di strappare il suo contratto non vuole saperne nemmeno. A questa va aggiunta un’ulteriore questione: Lucarelli, nel corso dell’incontro romano a cui era presente anche Ceniccola – d.g. del Messina (d.g. del Messina?), che ha “caldeggiato” la pista – ha fatto sapere di accontentarsi del minimo sindacale, ma ha anche chiesto che con lui arrivino altri due tasselli per lo staff: un “allenatore” per la difesa, e uno per il centrocampo. Lui, Cristiano Lucarelli, si occuperà dell’attacco, e poi di sintetizzare il lavoro dei colleghi in un progetto tecnico-tattico unidirezionale. Un’aquila a tre teste, altri tre nomi scalfiti nel cuore di una dimensione, quella della direzione tecnica, che è già passata per il periodo Bertotto (che ha rescisso dopo essersi accordato sulla buonuscita), e poi per quello Marra-Buonocore. Terzo allenatore, quindi, nella settimana che sfocerà nel 10° turno di campionato, con in mezzo – mercoledì prossimo – il turno di Coppa Italia di Lega Pro, in casa con la Vibonese. Tiriamo le somme, quindi: il Messina ha esonerato Marra e ha scelto Cristiano Lucarelli, che però non verrà presentato prima di domani. L’eventuale firma di Cristiano Lucarelli sancirebbe il definitivo passo indietro di Franco Proto, che sulla questione aveva chiesto una riflessione post-trattativa. Il passo indietro di Proto inasprirebbe i rapporti tra l’attuale proprietà e la tifoseria: inevitabile, al momento (oggi, alle 17, l’incontro tra i tifosi e Stracuzzi). In questo scenario, non va dimenticata la squadra, un gruppo con il morale sotto i tacchi, che dovrà inanellare una serie di vittorie per tirarsi fuori dalle secche di una situazione ai limiti del consentito. Dovrà farlo da subito. Servirà la “Mano de Dios”, probabilmente. Stavolta, però, quella autentica.

Al di là delle questioni societarie, focalizzandovi solo sul campo avreste esonerato Marra?

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