Taranto-Messina, svolta a destra

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Pubblicato il 30 ottobre 2016 in Primo Piano, Tattica

Prospettive diverse,  identici punti incasellati in classifica, stessa capacità di maneggiare la spugna con la quale sono stati cancellati, a distanza di una settimana, gli allenatori che avevano iniziato sulle rispettive panchine, Papagni e Marra.

FAME DI CERTEZZE – Taranto e Messina, squadre che si sono insabbiate su due lati della stessa spiaggia, oggi si guarderanno negli occhi in una sfida crocevia per la definizione dei rispettivi campionati. Sul piano psicologico il Messina arriva alla partita in una condizione complessivamente migliore. Complice l’arrivo del vulcanico Lucarelli in panchina, i giallorossi sono reduci da due vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia: non era mai successo prima nell’arco della stagione in corso. Discorso diametralmente opposto per i rossoblu, che steccano l’appuntamento con i tre punti da un mese mezzo. Da quel 18 settembre, in cinque partite i pugliesi hanno perso tre volte e pareggiato due. La disfatta interna con il Fondi, tra l’altro, ha chiarito come lo Iacovone non sia esattamente il fortino di cui si diceva: a Taranto è possibile non solo uscire indenni, ma anche espugnare uno degli stadi più frequentati del girone meridionale di Lega Pro.

SUICIDI AEREI – Come? Il Fondi, due settimane fa – alla prima del neo tecnico tarantino Prosperi – ha scolpito sulla pietra una strategia replicabile per chi volesse scardinare le certezze dei pugliesi. La settimana successiva, tanto per dire, il solerte e attento Lello Di Napoli ha riacciuffato la partita sfruttando proprio la debolezza del Taranto, cioè le palle inattive. Le due più grosse occasioni per l’Akragas, una delle quali tramutata in oro da Marino al tramonto della gara, sono nate sugli sviluppi di calci d’angolo. E dal corner, come si accennava, è arrivato anche il gol che la settimana prima ha spaccato di fatto la gara tra Taranto e Fondi. La squadra di Prosperi, insomma, soffre maledettamente i duelli aerei, poco conta che vengano innescati da palle inattive. A questa considerazione va aggiunto un dato statistico relativo alla recente sfida tra il Messina e la Casertana: il taccuino dice che il Messina ha avuto complessivamente 5 occasioni gol, due delle quali sono arrivate sugli sviluppi di calcio d’angolo: la rete di Rea e e quella sfiorata, sempre di testa, da Maccarrone. Titolari, entrambi, anche oggi: centimetri che potrebbero pesare come un macigno, un’arma da non sottovalutare. Prosperi conosce i limiti della creatura appena ereditata, e proverà a invertire la rotta, disposto finanche a passare sopra le bizze di Stendardo e alle frizioni del pre partita di Agrigento: il centrale torna titolare per sfruttare i suoi 189 centimetri tra Balzano e Pambianchi; Nigro, giocoforza, potrebbe essere avanzato sulla linea mediana al fianco di Sampietro in una seconda linea completata dagli “esterni intoccabili” De Giorgi e Garcia. Davanti conferma in blocco per il tridente Bollino (dalla sua zona, quella di destra, potrebbero arrivare i pericoli maggiori), Magnaghi e Viola, anche se al centro dell’attacco potrebbe essere concessa una chance a Belestreri. Bocciato, probabilmente, il cruccio del regista prestato alla difesa di cui vi abbiamo parlato in settimanaPiù sostanza e meno palleggio davanti a Maurantonio, quindi, per scongiurare quanto detto sopra e anche per mettere il fiato sul collo di Pozzebon.

Palla a Pozzebon

IL PESO DEL CENTRAVANTI – Il terzo blocco di analisi riparte proprio dal 9 giallorosso. Il suo ritorno al centro del tridente del Messina è figlio di due ragionamenti distinti. Uno squisitamente psicologo: Lucarelli non vuole ancora snaturare la catena gerarchica dello spogliatoio. Pozzebon è il cannibale d’area di rigore riconosciuto dal branco come leader della prima linea. L’ecosistema di cui sopra va preservato, almeno per il momento e al netto delle buone impressioni trasmesse dal tridente mobile con Madonia tra Milinkovic e Ferri. Una scelta obbligata o un’alternativa a tutti gli effetti? Noi il quesito ce lo siamo già posti a inizio settimana. L’altro motivo per cui la scelta è caduta su Pozzebon riguarda un aspetto prettamente tattico. Il Taranto applica un pressing alto, non a caso domenica scorsa all’Esseneto la banda di Prosperi è passata in vantaggio in un’azione innescata dal pallone sdradicato dai piedi dell’ex Messina Russo dal talentoso Bollino. Lucarelli vuole eludere la prima linea di pressione sfruttando il lancio – centrale o diagonale – verso la boa di metà campo. Pozzebon, in tal senso, offre per caratteristiche più garanzie di Madonia, ma dovrà esprimersi al massimo per evitare di incartarsi con il pallone nella zona nevralgica del campo. Una quasi certezza, quindi: il Messina, rispetto a quanto visto con la Casertana, potrà sfruttare i ribaltamenti veloci per linee verticali non prima della propria metà campo.

3-4-3 in fase offensiva

ERODERE IL MURO – Nel quadro della proposta offensiva giallorossa, inoltre, potrà avere una funzione chiave la catena di destra. L’avanzamento in fase di possesso di Grifoni servirà a creare equilibrio in mezzo (zona sulla carta in mano ai padroni di casa, che a centrocampo schierano una linea a 4).

L’ultimo arrivato in casa Messina, potrà essere cruciale nel coprire tutta l’ampiezza del campo e tessere trame di gioco con Foresta e Milinkovic: le pedine che ad oggi hanno mostrato non solo maggiore feeling, ma anche una particolare predisposizione ad attaccare lo spazio alle spalle dei centrocampisti avversari. Elemento ampiamente emerso già con Marra in panchina, quando i due agivano tendenzialmente sulla sinistra.

3-4-3 in fase offensiva

Il filo non si è spezzato con il cambio alla guida tecnica: andate a rivedere l’azione del 3-0 sfiorato da Foresta in Messina Casertana. Il franco-serbo, ancora una volta, sarà la bussola del match. Potrà essere letale quando entrerà nel campo o ripiegherà per lasciare a Foresta e Grifoni praterie da attaccare. “Un cavallo”, per dirla con Lucarelli,  libero di svariare, che deve alternare con raziocinio forza esplosiva e capacità di fare la spola tra la periferia e la zona centrale della trequarti tarantina. 

Taranto-Messina prepartita

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