Messina-Matera, il cavallo di Troia

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Pubblicato il 6 novembre 2016 in Primo Piano, Tattica

Il San Filippo stasera sarà proscenio di una delle sfide più interessanti della giornata. L’incrocio tra ecosistemi tattici distanti in tutto e per tutto, la sfida più ostica per un allenatore, Cristiano Lucarelli, che in meno di tre settimane ha ricamato attorno alla sua figura un’aura quasi messianica.

SERENITÁ OSTENTATA –  Alla vigilia ha detto che da quando è sbarcato in riva allo Stretto, ogni sfida affrontata è stata preceduta da significati particolari, che a questo mantra della “sfida cruciale da affrontare”, insomma, crede poco o nulla. Perché in coppa con la Vibonese l’appuntamento era di quelli chiave per il fatto che incarnasse, piaccia o no, il senso di un esordio assoluto. Il concetto è stato copincollato su Messina-Casertana, esordio anche quello, ma in campionato. Prima della trasferta di Taranto, poi, si era parlato di “primo vero esame”, perché dallo Iacovone non è mai facile tornare con qualcosa in mano. Infine il derby di coppa, su cui potremmo dire tanto, ma in verità Messina-Catania è partita che non necessita di ricami ulteriori. Ecco il Matera, quindi. Stasera sul martoriato prato del San Filippo – ah, qualcuno anticipi ad Auteri che dovrà rimangiarsi la frase della vigilia “Calcheremo un ottimo manto erboso” – sarà di scena la squadra che gioca il miglior calcio del girone, una macchina da gioco infernale capace di una proposta offensiva sontuosa: 26 gol all’attivo, distribuiti equamente tra casa e trasferta (la media nelle ultime tre gare è di dieci tiri in porta per match).

Le statistiche a lla fine di Reggina-Matera

Le statistiche di Reggina-Matera

ABBATTERE IL GIGANTE – È chiaro che di fronte a un avversario di questo tipo si faccia fatica a non provare almeno un accenno di timore. Sarà, però Lucarelli a limite è stato bravo nel non tradire sentimenti prossimi alla paura. Dal suo volto non è emerso alcun accenno di preoccupazione. Qualche frase ossequiosa, forse dovuta, ma nulla di più. Sa il fatto suo, il mister. Forse perché in fondo tra le due squadre il Messina è quella che ha poco o nulla da perdere, o forse perché Lucarelli è realmente convinto di poter fare lo sgambetto allo “Special One di Floridia”, Gaetano Auteri.  Sollecitato sul piano anti-Matera, il tecnico giallorosso ha solo risposto che dovrà funzionare un certo tipo di meccanismo in fase difensiva, qualcosa di inedito rispetto a quanto proposto nelle quattro gare precedenti. Al di là delle dichiarazioni di facciata, Lucarelli è conscio della necessità di dover muovere uno scacchiere che dovrà essere capace di passare dal 4-3-3 in fase di costruzione al 4-5-1 in fase di non possesso. Tutto, insomma, ruoterà attorno al sacrificio richiesto agli esterni alti. Slot, questi, che dovrebbero  essere occupati sicuramente da Milinkovic e probabilmente da Madonia.

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Taranto-Messina, il centrocampo a 5 del Messina in fase di non possesso

IL TALLONE DI ACHILLE – Non che nelle zone centrali Messina-Matera possa non offrire spunti interessanti (basti pensare alla presenza di un centrocampista straordinario per la sua atipicità qual è Iannini, vera fonte di gioco che sarà necessario arginare, di cui vi abbiamo parlato approfonditamente nel pezzo di analisi tattica dedicato al Matera). Ma nelle vie periferiche probabilmente i giallorossi si giocheranno parte del proprio destino. A Madonia (sempre che parta titolare, ed è probabile) verrà chiesta una partita straordinaria, uno sforzo supplementare, soprattutto se alla fine Auteri deciderà di rischiare l’acciaccato Di Lorenzo sulla corsia destra. La chiave, quella di volta, sarà però Manuel Milinkovic, il “cavallo”, come lo chiama Lucarelli. In fase di non possesso, certo, perché dal suo lato spingerà Casoli, esterno votato più a offendere che a contenere. E, soprattutto, Milinkovic potrà trasformarsi in arma letale nelle transizioni positive. Contro una squadra che lascia il tridente davanti anche quando la palla è in mano agli avversari, giocoforza gli uno contro uno risulteranno essenziali. Il Matera difende in media con soli sette uomini dietro la linea del pallone. Se Milinkovic riuscirà ad azionare muscoli e cervello, a dosare i due elementi con equilibrio e intelligenza, potrebbero aprirsi praterie da attaccare e una costante superiorità numerica da sfruttare. Ribaltamento veloce per linee verticali e diagonali come meccanismo da attivare all’occorrenza, nella speranza che gli impegni ravvicinati dell’ultima settimana non incidano sulle gambe e quindi sulla testa della squadra di Lucarelli. L’indolenza del Matera è anche la sua forza. Contro una squadra di abili contropiedisti potrebbe trasformarsi in un terribile boomerang. Milinkovic è l’emblema di quanto detto sopra. Ad oggi ha regalato spunti e certezze a macchia di leopardo. Se la superficie delle sue prestazioni stasera sarà omogenea, lineare, a quel punto decrittare l’ostentata serenità di Lucarelli in conferenza stampa sarà più o meno un gioco da ragazzi.

Messina-Mater prob. Form

 

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