Messina-Paganese, quando incontri un ex a San Valentino

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Pubblicato il 16 febbraio 2016 in Tattica

Probabilmente faremo male il nostro mestiere. Secondo alcuni dovremmo parlare solo di Federbet e flussi anomali. Ci prendiamo con piacere il patentino di giornalisti scarsi e continueremo a parlare di calcio e di quello che ha sentenziato il campo. Lo faremo oggi che le chiacchiere rimangono tali, domani davanti alle evidenze proveremo a raccontarvi un altro mondo. Messina-Paganese si gioca il giorno di San Valentino, giorno beffardo per chi ha amato qualcuno tanto da rinnegarlo al primo tentennamento. Gianluca Grassadonia a Messina ha vinto un campionato mettendo sul campo calcio e idee. Poi è sprofondato sotto i colpi del pressappochismo gestionale dei Lo Monaco, colpevole anche lui ma con tutte le sfumature del caso. La sua Paganese non sarà ascritta tra le squadre che faranno la storia del calcio ma, senza esagerare, è evidente come gli azzurrostellati divertano e sorprendano per velocità e idee di gioco. Caccavallo e Cunzi farebbero impazzire difese di categoria superiore, il centrocampo ha qualità e letture impegnate. Il Messina ci capisce pochissimo per almeno mezzo tempo, con buona pace di Raffaele Di Napoli e del suo encomiabile lavoro settimanale. Ecco l’appunto più grande da fare al Messina. Il lavoro dello staff tecnico non verrà mai messo in discussione, ma l’applicazione latita e delude. Ancora errori sulle palle inattive, disattenzione generale e attacco più istintivo che ordinato. Tre momenti della sfida sotto la nostra lente, dall’attacco alla difesa ecco pregi e difetti del Messina di Raffaele Di Napoli.

FASCIA E CENTRO – Primo focus, movimenti offensivi del Messina. I giallorossi sono sotto da alcuni minuti dopo una dormita clamorosa su azione d’angolo. Caccavallo chiama Carcione appostato al limite, destro masticato ma vincente. Il Messina è schiacciato e assopito come spesso gli capita. Non molla la squadra di mister Di Napoli e prova a reagire. Giorgione scappa a destra e pesca in area Tavares (cerchio arancio), sponda per Gustavo (riquadro verde) e tiraccio sbilenco. Questi i fatti, ora analizziamo i movimenti: cambia la concezione del tridente per Di Napoli. Gustavo parte da destra accentrandosi con maggiore continuità, la presenza di Barisic a sinistra è più quella di una seconda punta in appoggio che di un attaccante esterno. Lo spazio che lascia Gustavo a destra va attaccato. Giorgione non cambia ruolo ma cambia mestiere. Intermedio che si allarga e attacca meno lo spazio alla ricerca di seconde palle. Lo troveremo spesso tentare lo sfondamento a destra per cercare il mezzo dell’area. In rosso abbiamo evidenziato un problema: Barilaro. Vedremo successivamente la sua scarsa propensione in fase difensiva, ma se tarda anche in avanti allora il problema è serio. La sovrapposizione arriva lenta, con la freccia rossa abbiamo tracciato la linea che avrebbe dovuto attaccare ben prima, offrendo così una nuova opzione a Giorgione oltre che muovere di più la difesa avversaria.

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DISATTENZIONE DI MASSA – Viste alcune novità offensive passiamo ai problemi più seri, la fase difensiva. Accennato del cattivo movimento in occasione del vantaggio di Carcione, prendiamo in esame un altro momento della gara in cui la difesa del Messina ha sbandato. Siamo sul ribaltamento dell’azione analizzata in precedenza, la Paganese riparte immediatamente e fa tremare i giallorossi. Carcione dirige l’orchestra di Grassadonia: in giallo la traiettoria a cercare Cicerelli (evidenza azzurra) lasciato completamente indisturbato nel suo attacco sul lato debole della difesa del Messina. In rosso c’è Barilaro che rimane inchiodato e vive nell’indecisione di una carriera, vado o scappo? La linea è scalata tutta verso il pallone, la Paganese è brava ad attaccarla con l’uomo alle spalle dell’ultimo difendente che non legge lo sviluppo dell’azione. Barilaro stringe troppo, preoccupato solo da Cunzi, lasciato solo dall’errore dei due centrali che si preoccupano entrambi di Guerri (riquadro arancio). Rientra nel riquadro anche Giorgione che condivide l’impasse con Barilaro. Cicerelli sbaglierà tutto cercando uno strano tiro al volo invece di controllare facilmente il lancio.

Cicerelli, Messina-Paganese

PERSEVERARE – Ultima analisi dedicata al raddoppio della Paganese con Francesco Deli, parziale che verrà messo in pari dalla clamorosa autorete di Acampora. In giallo c’è Caccavallo autore dell’assist per il compagno. Concentriamoci però sull’evidenza arancione. Ricordate la prima foto, quella in cui manca la sovrapposizione di Barilaro? Ecco che qui Dozy arriva a sovrapporsi coi tempi giusti, muovendo così la difesa del Messina. Barisic e Zanini sono spiazzati, Caccavallo giostra in libertà e piazza il cross. In rosso Deli che capisce la giocata e va ad attaccare il pallone. Non la capiscono né Baccolo né Barilaro. Il primo molla e non segue Deli fino in fondo, il secondo è ancora una volta in ritardo sulla diagonale difensiva peccando sempre di una eccessiva insicurezza nel momento di prendere una decisione. Errori di reparto che si ripetono, dettati anche dalle giocate sincronizzate dell’ex che ha spezzato i cuori dei tifosi giallorossi nella scorsa stagione. Gianluca Grassadonia torna a far vedere il suo calcio organizzato al San Filippo come mai gli era riuscito nella passata annata.

Deli, Messina-Paganese

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