Messina-Fidelis Andria, nubi di noia o pioggia di emozioni

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Pubblicato il 27 febbraio 2016 in Tattica

Quando gioca il Messina, in questa stagione, non si sa mai cosa aspettarsi. Ore ed ore di studio e riflessioni per analizzare al meglio la settimana trascorsa e le possibilità tecniche e tattiche, poi arriva il campo e spazza via ogni parola. Il Messina da Arturo a Raffaele Di Napoli è cambiato per soluzioni e idee, sicuramente non per il grosso enigma che accompagna ogni pre partita, che Messina sarà? Perché di sorprese, in negativo e positivo, il Messina ne ha regalate tante. Non sempre nell’evidenza del risultato, a volte sono le scelte ed altre volte la prestazione. Il filo comune è stato proprio quello dell’imprevedibilità. Il Messina che va ad affrontare la Fidelis Andria arriva alla sfida di domenica pomeriggio con un bel carico di problemi interni, forse lontani dalla squadra anche se ragionare per compartimenti stagni nella vita è impossibile. Dimissioni sì o dimissioni no? Ai posteri, o al massimo alle dichiarazioni post partita dopo due settimane di inaudito silenzio. In Sicilia arriva un avversario capace di rovinare un cammino solido. La squadra di Luca D’Angelo ha fondato buona parte della propria stagione su una fase difensiva vincente equilibrata dalla rapidità delle ripartenze. L’infortunio del genio Strambelli ha tolto la fantasia, una classifica per mesi troppo serena le motivazioni. Adesso la graduatoria non sorride più, la zona playout è lontana solo 3 punti anche se le squadre in mezzo sono abbastanza da non far scattare l’allarme rosso. A Messina la Fidelis Andria viene per vincere, perché un altro stop non sarebbe l’ideale. Ed il Messina? La classifica puzza di anonimato, con una salvezza virtuale ed i sogni di gloria troppo lontani. Sarà sfida da sonnellino domenicale o sarà protagonista la voglia di giocare per vincere? Ve lo dirà il campo, noi adesso proviamo a raccontarvi un pizzico di Fidelis Andria.

IL VIZIO DELLA ZONA – Prima curiosità tattica sulla squadra di D’Angelo. Settimana scorsa, match interno contro l’Akragas di Pino Rigoli con sconfitta finale per 1-2. Qualche minuto prima del vantaggio siciliano con Di Grazia la Fidelis rischia grosso. La colpa più grande? La difesa a zona sulle palle inattive. Ormai è una moda, dalla Serie A alla Terza Categoria gli allenatori scelgono di difendere a zona, un po’ per l’altezza media delle squadre ed un po’ perché a uomo non sa marcare quasi nessuno. La Fidelis, poi, fa qualcosa di ancora più complicato ovvero la zona mista. Nei cerchi gialli potete vedere le zone in cui i pugliesi prendono a uomo gli avversari, optando per una superiorità numerica fissa. 3vs2 o 2vs1, raddoppio sistematico sull’attaccante, in più due uomini rimangono centrali e difendono a zona pura. Metodo particolare, dovuto anche al posizionamento dell’Akragas che impegna tutta la linea e battezza un singolo palo da attaccare.

fidelis andria

LINEE PESTATE – Quando la Fidelis Andria si difenda la forza cerca di acquisirla dalla compattezza. Il 3-5-2 tende a lasciare una certa libertà agli esterni avversari, la differenza si fa con la densità interna. Si stringono i centrali e si abbassano le linee, metodo che sembra funzionare numeri alla mano. Infatti la Fidelis Andria di mister D’Angelo ha subito soltanto 15 reti, seconda difesa del torneo alla pari del Benevento e dietro al Cosenza a quota 14. Tutto cambia quando la Fidelis attacca. Nel nostro frame siamo sempre alla sfida contro l’Akragas, gara iniziata da pochi attimi. Con la linea azzurra segniamo il trio di centrocampo che si muove con buona armonia, con il centrale che non lavora da vertice basso. In giallo il movimento delle due punte, vicine ed in contro movimento. La cosa più interessante è la posizione di Bangoura. Lo abbiamo messo nel riquadro rosso in alto, l’esterno sinistro di D’Angelo gioca molto largo quasi periferico all’azione. Perché? Due i motivi: il primo è la banale voglia di allarmare gli esterni avversari ed allargare le maglie. Il secondo è il ribaltamento. Uomo largo spesso significa anche uomo libero, così con un cambio di gioco veloce si può spostare l’inerzia dell’azione e dell’intero sistema difensivo avversario. Destra o sinistra cambia poco.

fidelis

CASA MESSINA – Non sono moltissimi i dubbi per mister Raffaele Di Napoli. I rientri a centrocampo di Baccolo e Fornito sembrano scontati con Giuseppe Russo e Zanini che si accomoderebbero in panchina. In difesa se Martinelli non dovesse farcela conferma per De Vito centrale con Genny Russo a sinistra. A destra Mileto è in vantaggio su Barilaro, per lui parla l’ottima prova di Matera. In attacco solo conferme, il trio straniero ha ben figurato anche in terra lucana e contro la Fidelis Andria verranno proposti per la terza settimana consecutiva. Proprio l’attacco rappresenta il reparto più interessante del lavoro di Raffaele Di Napoli, tagli e movimenti continui con il centravanti messo a servizio delle due punte esterne (ma non troppo). Un tridente più stretto che lascia spazio sulle corsie all’attacco delle mezzali. Il 3-5-2 della Fidelis tende a difendere il cuore dell’area lasciando opportunità sui laterali, potrebbero scompaginare i piani difensivi della Fidelis sia la spinta di De Vito che gli inserimenti di Giorgione.

ME-FA

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