Messina, Tosto: “Nessuna promessa, dovrò guadagnarmi la stima”

Pubblicato il 10 giugno 2016 in Primo Piano

Dopo tanto attendere è arrivato il giorno della presentazione del nuovo direttore sportivo in casa Messina. Il successore di Christian Argurio è Vittorio Tosto, ex difensore di Salernitana e Empoli tra le altre, alla sua prima vera esperienza ma con una buona preparazione sopratutto nel mondo dello scouting e del settore giovanile. Il presidente Stracuzzi con i soci Gugliotta e Micali presentano il nuovo responsabile dell’area tecnica, ma è il direttore generale Giovanni Villari a spendere le prime parole su Tosto. “Sono particolarmente contento dell’ingresso di Vittorio, per noi una fonte di serietà preparazione conoscenza dell’ambiente calcio, è un capitano, uno abituato a vincere. Saprà trasferire a tutti l’amore per la maglia, una profilo di respiro nazionale e internazionale”.

EMOZIONE E RESPONSABILITÀ – “Sono sinceramene emozionato, una bellissima sensazione. Ho smesso di giocare a calcio qualche anno fa, ho intrapreso questa nuova esperienza. Credo che di allenatori ce ne siano tanti, forse troppi, il ruolo di ds è più complicato ma mi ha sempre affascinato”. Queste le prime parole cariche di emozione per Vittorio Tosto da direttore sportivo del Messina. “Un ruolo difficile, la cosa che mi gratifica e che mi fa pensare è che mi riconoscono come una persona leale, professionale. Il fatto che questo me lo riconosca il Messina una squadra che ho solo incrociato come avversario mi gratifica ancor di più di un’eventuale offerta di una società in cui ho militato. Mi dovrò guadagnare la stima di questa piazza. La prima cosa che voglio mettere in campo è la chiarezza: io non sono qui per Luciano Moggi. Mi ha voluto Villari, che ha voluto che mi confrontassi con la proprietà, per esprimere le mie idee. Sono stato scelto dalla società senza sponsorizzazioni”. Netto nel voler distaccare il suo nome da quello di Luciano Moggi, in città nei giorni scorsi, dopo aver aspettato tanto per il suo primo ruolo da ds non ha nessuna voglia di passare per “raccomandato”. “Per quanto concerne la gestione tecnica non mi interessa quello che è stato fatto fino al 10 giugno, la gestione va azzerata da questo momento. Dobbiamo pensare quello che vogliamo fare e dove vogliamo arrivare con la massima serietà possibile. Oggi non possiamo promettere niente a nessuno. Messina è una piazza molto importante che dovrebbe ambire a palcoscenici migliori, ma dobbiamo essere miglior, servono compattezza sacrificio educazione modi di fare lineare e la capacità di trasferire entusiasmiamo alla città”. Nessuna promessa quindi, inutile sbandierare e obiettivi ma su una cosa è certo: la scelta degli uomini. “Sui giocatori dico una cosa: non mi piacciono i calciatori senza carattere, riconosco chi ha fame, voglia di sputare sangue, che sudano la maglia. Altrimenti a Messina non verranno, lo prometto. Dal 2010 ho una relazione di 8000 schede di calciatori. La voglia lo stimolo che mi ha trasmesso questa società sono tante, queste persone ho già capito che meritano i vertici”.

IDEE CHIARE – “Per me è un esordio che affronterò con grande umiltà, dovrò dare il 110% delle mie possibilità. Una cosa è essere stati ex calciatori con curriculum un’altra è lavorare in una piazza di questo livello. So quello che occorrerebbe fare, ma non lo anticipo. Farò parlare l’operatività. La scelta dell’allenatore sarà importante, deve avere la stessa fame, voglia, spirito di sacrificio. Ci sono diversi profili che stiamo valutando. Da oggi vorrei già date un contributo, vorrei che questa società diventi una famiglia e una fortezza con un po’ di chiusura. Prima si fa e poi si parla. Meno chiacchiere, andiamo al concreto”. Non si sbilancia sul nome di Valerio Bertotto, ma il profilo indicato potrebbe essere proprio quello dell’ex tecnico della Pistoiese, certamente la nuova linea che vuol dettare è quella della fame sportiva. “Il taglio col passato è soprattutto nella mentalità, perché ci sono anche dei giocatori validi della scorsa stagione che possono fare al caso nostro. Noi non siamo il Milan o il Real Madrid, non abbiamo soldi da buttare. Questa società ha fatto sacrifici di cui secondo me non è stato reso merito. La sconfitta sarebbe spendere 10 euro per un calciatore e ottenere dallo stesso un rendimento inferiore a 20 euro. Oggi non siamo in grado di promettere la vittoria del campionato nè di illudere nessuno. In estate tutti vogliono vincere, noi vogliamo fare un’altra cosa: metterci nella condizione migliore per costruire la vittoria. Questa è la mentalità che devono avere i nostri calciatori, senza prime donne”.

MESSINA PIAZZA INVIDIABILE – Conclude con un pensiero sulla città e sul tifo, nessuna strizzata d’occhio ma coscienza sul peso di una piazza come Messina. “Da avversario la maglia del Messina l’ho sempre guardata con stima. 390 abbonamenti in due giorni dimostrano che il tifoso del Messina c’è: prima la maglia, poi tutto il resto. Più abbonamenti ci saranno più saremo stimolati. Oggi non sappiamo esattamente quali siano le nostre potenzialità. Quando si intraprende una nuova strada c’è sempre un primo passo, Messina è il mio, e molti per questo mi invidiano. Una cosa che mi gratifica, mi dà gioia e che mi fa sentire importante. Con tutto il rispetto per le altre, questa non è una squadretta di Lega Pro. In questo il calcio italiano è in difficoltà. Le società di calcio sono in continua perdita, bisogna ripartire dai giovani che hanno costi minori e il futuro dalla loro parte. Per carenza di strutture in Italia siamo indietro rispetto ad altri paesi, anzi: numeri alla mano non siamo nemmeno partiti, siamo tenuti a galla solo dai diritti sportivi, una dipendenza che non ha futuro. I giovani vanno gestiti, possono anche portare introiti. Dobbiamo essere bravi a trovare quelli giusti, quelli bravi, di prima fascia, sui quali c’è una corsa sfrenata. Dobbiamo essere bravi e veloci a prendere i giovani giusti. A Messina abbiamo bisogno anche di ragazzi forti interiormente. Di ’96-’97 forti ce ne sono, ma per Messina al giovane non devono tremare le gambe, perché il San Filippo è uno stadio che incute timore”.

TUTTI DA VALUTARE – Dimostra un gran carisma Tosto e lo conferma con le parole chiarissime sui calciatori ancora sotto contratto col Messina. “Per i 7 sotto contratto devo guardare ognuno di loro negli occhi e poi confrontarmi con la società, che vorrei coinvolgere nella scelta di un’eventuale conferma. I giocatori del Messina della prossima stagione devono avere dei valori importanti, che potrò riscontrare solo guardandoli negli occhi. Oggi non rispondo su chi resterà perché devo prima lavorarci, scavare nella loro anima. La società prima ha scelto il ds, poi sceglierà l’allenatore: la giusta dinamica, che vi fa capire la differenza con il passato. Saranno i risultati che ci diranno se è stata fatta la scelta giusta, sia nel mio caso sia in quello del prossimo allenatore. A Messina chi viene chiamato deve scappare, io ho lasciato moglie e figli, li ho messi in secondo piano rispetto al Messina”.

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