Troina-Messina, la teoria dell’impeto

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Pubblicato il 6 Aprile 2019 in Primo Piano

Un corpo a cui viene applicata una forza può muoversi alla stessa velocità se non ostacolato da corpi o resistenza. Un impeto. Quando il filosofo francese Giovanni Buridano mise in discussione la teoria del moto aristotelica incuriosì la storia; poi tutto fu poco considerato a causa della successiva narrazione del periodo detto Medioevo.

LA META – Le emozioni del mercoledì di Coppa non vanno cancellate, sono quello stimolo di empatia irrazionale che andrà sempre oltre una categoria infima e una manifestazione che non fa storia. Nella vita si può andare oltre ai titoli, godersi quell’attimo fuggente emozionale che fa dimenticare chi siamo. Il Messina, la tifoseria, hanno vissuto una di quelle serate che va a soddisfare la parte puramente emotiva, senza razionalizzare e senza pensare per un momento al brutto. Una finale che racconteremo nel futuro prossimo, una semifinale che abbiamo già dimenticato perché il presente è già arrivato. Il Troina sul calendario di questo ricco aprile, una sfida nuova ma da affrontare sull’impeto di una serata diversa. Il limbo è il terribile mostro da evitare, una classifica che non dice nulla in alto e in basso e che condiziona il Messina verso un finale di lenta inerzia. Il gruppo ha lottato, ha vinto anche contro il non-gioco imposto da un allenatore rivelatosi più capace di far parte della sfera mentale che tecnico-tattica, lasciando ai singoli l’onere della costruzione ma intrecciando con loro un sincero rapporto umano. Anche questo è calcio, o almeno ne è una parte che non va dimenticata per algido snobismo. L’obiettivo qual è? Perché questo Messina, raggiunta la finale, sembra adesso dover convivere con l’attesa del duello col Matelica senza altro a cui ambire. E se invece questo Messina diventasse una piacevole abitudine, se pur breve? Se vincere la manciata di gare rimaste diventasse la panacea emozionale per dimenticare una stagione da gettare nel cestino dell’umido? Dimenticando per un attimo le porte girevoli tecniche e di calciatori, le società rimpastate solo in apparenza, qualche rissa di troppo in campo e qualche PEC inviata col pasticcio dell’inesperienza. Il Messina è stato questo, è questo, ma è anche un gruppo di calciatori capaci di infischiarsene e giocare oltre ai propri limiti.

IL MOMENTO – La Coppa Italia ha dato emozioni e un paio di squalifiche pesanti: Biagioni recidivo nel farsi cacciare, più Arcidiacono e Lourencon che sembrano aver litigato da soli… polemiche inutili e che ci riportano al sistema dilettantistico nel quale siamo costretti a vivacchiare. La stanchezza arriverà nelle gambe dei giallorossi, oggi sarà possibile chiedere ancora qualche sforzo dato che la finale resta lontana e che la stagione ha già mostrato la linea del traguardo. Quella stessa linea che Barbera ha divorato nel cancellare la gioia degli abruzzesi, piccola scoria emotiva che citiamo ancora. Il Troina è reduce da un recupero di campionato nel quale è riuscito nell’impresa di costringere il regolamento a dare punti e vittoria al Rotonda. Un 2000 fuori per un ’99, errore risibile e che forse non va commentato più di tanto. Quello che ne verrà fuori sarà un Troina fuori dalla zona playoff e un Rotonda pronto ad azzannare il CdM nel tentativo di spedire la squadra di Furnari in Eccellenza senza passare dai playout. Se questo è calcio…

IL CAMPO – Non convocati Zappalà e Bossa tra quelli in grado di strappare una maglia, fuori anche Janse e lo squalificato Tedesco. Per mister Biagioni l’unico dubbio è quello legato al portiere: se dovesse giocare Meo aumenterebbero gli incastri possibili tra under e over, in caso di conferma di Lourencon tutto sarebbe già scritto. In difesa Ba affiancherà Ferrante, in mediana Traditi aspetta di capire se ci sarà Amadio o Selvaggio accanto a lui, ma questo dipenderà proprio dalla scelta sull’estremo difensore. In attacco nessun dubbio: giocano i quattro titolari. Il campionato non è finito, in nessun senso. La stagione non è finita all’emozione di Coppa, la finale non può e non deve essere l’unico pensiero in casa giallorossa. Questo scorcio non può essere un noioso passatempo, il Messina deve puntare al massimo possibile, spinto anche dall’impeto di mercoledì sera.

TROINA (3-4-3) Serenari; Ruano, Bonfini, Didiba; Ceesay, Saba, Boscaglia, Sidibe; Adeyemo, Musso, Concorso. All. Boncore

MESSINA (4-2-3-1) Meo; Biondi, Ba, Ferrante, Barbera; Selvaggio, Traditi; Catalano, Cocimano, Arcidiacono; Marzullo. All. Biagioni

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