Troina-Messina, morire per delle idee

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Pubblicato il 1 Settembre 2019 in Primo Piano

Una prestazione spiazzante, di quelle che non ammette scuse e svela tutta la fragilità di una squadra cresciuta sotto la campana di vetro della “buona scusa”. Il Messina che crolla a Troina lo fa senza appigli, una gara non giocata e una sconfitta che conferma tutti i limiti sottovalutati in Coppa Italia.

NESSUNA IDEA – I giallorossi di Michele Cazzarò (voto 4) stupiscono per pochezza, contro un avversario frizzante e volenteroso il Messina si affida a una moltitudine di inutili lanci lunghi senza logica. Le assenze non diventano mai un alibi credibile, le prestazioni generali non giustificano il nulla prodotto al Silvio Proto e riaprono agli interrogativi già posti in queste settimane. Non convince mai il sistema scelto da Cazzarò, convince ancora meno l’insistere in palloni lunghi che distruggono le minime speranze di Siclari di incidere sulla sfida. L’ex Cerignola è uno dei manifesti strappati di questa sfida, come lui Ungaro e qualche giovane, prestazioni troppo lontane dall’essere credibili per un campionato di vertice. La condizione fisica non è una formula magica e occorre tempo, purtroppo per il Messina quando il campionato comincia agli avversari interessa poco se stai bene oppure no; ancora meno interessa alla classifica che vede i giallorossi già inseguire. Squadra lentissima, nessuna idea di gioco col centrocampo che viene perennemente scavalcato dal disco rotto del lancio sbilenco di Giordano e Ungaro. In regia Bossa dura un sospiro, dirottato da interno non cambia la sua giornata dimostrando come il reparto mediano sia cortissimo e da riscrivere. Ott Vale è banale, Buono sparisce alla distanza e non sarà la scusa della condizione a trovare cittadinanza. Se non funziona il centrocampo il resto va di conseguenza: squadra che si allunga presto, con i due esterni che si alzano sulle punte spezzando in due una formazione già messa male in campo. Crucitti non entra mai in partita e soffre gli avversari che lo limitano e costringono a correre all’indietro. Tutto nero? Sì, non si salva nulla; se non un portiere nelle attese ma che non fa che aumentare il pessimismo dato che è lui a evitare un passivo più ridicolo. Il mercato continua, altra buona scusa per giustificare una prestazione che invece appare, purtroppo, figlia di un lavoro basato su idee rivedibili. A tradire sono tanti over, refrain già visto in questi anni, ma sorprendersi per un Ungaro legnoso e in perenne ritardo o Siclari e Coralli pesanti nei movimenti sarebbe davvero ipocrita.

Avella 6,5: tiene a galla il Messina con un paio di buoni interventi già nel primo tempo. Incolpevole sui gol, sul secondo compie pure un mezzo miracolo.

Ungaro 4: lentissimo e con le distanze sempre sbagliate. Perde Fernandez in occasione del primo gol, nell’azione del raddoppio non ha neanche la forza di commettere fallo, pur tentandoci, su Fruci.

Giordano 5,5: prova a guidare una linea troppo piatta e lenta, quando imposta si fa attrarre troppo dai lanci lunghi.

Strumbo 4,5: impacciato e macchinoso, soffre ogni duello in velocità. Pessima la gestione del pallone. (dal 30′ s.t. Nardelli sv)

Saverino 5: errati tutti i tempi di attacco del pallone, continuamente ripreso da tecnico e compagni. (dal 30′ s.t. De Meio sv)

Buono 4,5: qualche sprazzo di tecnica in mezzo a un mare di mediocrità tattica. Deve crescere dal punto di vista della personalità, nella ripresa diventa un fantasma.

Bossa 4: gioca un po’ a sorpresa e si vede subito. Bocciato dopo pochi minuti nel ruolo di regista, Cazzarò lo sposta da interno sinistro ma senza grossi miglioramenti. (dal 12′ s.t. Coralli 4: si segnala per un paio di strattonate utili a sprecare palle inattive da buone posizioni. Goffo quando perde il pallone che apre all’azione del vantaggio ennese)

Ott Vale 5: si limita al compitino, da un giocatore come lui è lecito attendersi molto di più.

Fragapane 5,5: dai suoi piedi nasce l’occasione migliore dei giallorossi, la squadra lo coinvolge pochissimo nonostante una continua presenza fisica.

Crucitti 5: vaga per il campo in cerca dell’aria pulita dove ricevere, il Troina è bravo a schermarlo lui soffre l’evidente disordine tattico dei suoi.

Siclari 4,5: spreca l’unica chance creata dal Messina, per il resto gira a vuoto e palese una condizione insoddisfacente.

TROINA Seranari 6; Toure 6, Raia 6,5, Akrapovic 6,5; Fricano 5,5, Saba 7, Daqoune 7, Indelicato 6,5 (dal 37′ s.t. Cinquemani sv); Camacho 6,5 (dal 42′ s.t. De Santis sv), Fernandez 6,5 (dal 32′ s.t. Palermo 6,5), Bamba 6 (dal 26′ s.t. Fruci 6). All. Boncore 7

*foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale dell’Acr Messina

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