Akragas-Messina, pareggio allarmante

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Pubblicato il 20 novembre 2016 in Primo Piano

Gli umori di tifosi e addetti ai lavori agrigentini alla vigilia non erano dei migliori. Mugugni costanti, striscioni di protesta in curva all’indirizzo di una squadra che ad oggi non ha mai convinto. Pessimismo diffuso. Il campo, in effetti, conferma la pochezza tecnico-tattica della squadra di mister Di Napoli. Fatta la premessa, lo 0-0 finale non può che essere interpretato come un passo indietro di un Messina che non riesce mai a impensierire i padroni di casa. Che peraltro, al netto dello spettacolo vuoto offerto dalle due squadre, riescono comunque a creare qualche grattacapo a Berardi.

SBOCCHI ZERO – Lucarelli risolve il ballottaggio Akrapovic-Capua lasciando entrambi in panchina e alzando Grifoni sulla linea mediana accanto a Musacci e Foresta. Davanti a Berardi, a completare il pacchetto arretrato composto da Rea, Bruno e De Vito c’è Palumbo, dirottato sulla destra. In attacco, nessuna novità rispetto alle attese: Ferri preferito a Madonia nel tridente con Pozzebon e Milinkovic. Uno scacchiere pensato  anche in funzione di un eventuale cambio di sistema in corsa, come preannunciato dal tecnico giallorosso alla vigilia. Il campo, però, smentisce le sensazioni del pre-partita di Lucarelli, che si aspettava un avversario propositivo dai primi minuti. Il match dice altro, perché fatta eccezione per lo squillo su piazzato di Gomez, i padroni di casa si presentano di rado dalle parti di Berardi. Il pallino del gioco lo tiene il Messina, che però fatica a trovare sbocchi utili negli ultimi trenta metri di campo. Qualche palla messa in mezzo da Foresta e soprattutto da Grifoni, dal cui cross arriva il primo e unico tiro in porta del Messina nel primo tempo: stacca Milinkovic, ma è in sostanza una telefonata per Pane. L’occasione nel finale di tempo è per i padroni di casa, ma Berardi è bravo a deviare in corner il sinistro di Gomez.

IL NULLA –  Stessi protagonisti nella prima vera occasione della ripresa: Longo trova in verticale Gomez, che stavolta col destro costringe Berardi agli straordinari. Il Messina non riesce a imbastire manovre utili, anche perché lo scollamento tra centrocampo e attacco viene esasperato dallo scorrere del cronometro. Lucarelli si gioca a questo punto la carta Madonia, che rileva un Milinkovic frenetico e ininfluente, e a seguire butta nella mischia Capua, che sostiuisce Grifoni, acciaccato quando abbandona il terreno di gioco. A sbloccare la gara ci prova De Vito, che approfitta di un rimpallo favorevole, ma tira alto sopra la traversa. Conclusione simile poco dopo, che arriva dal destro di Foresta abbondantemente oltre lo specchio. Finisce sostanzialmente qui, con le squadre che lasciano il campo tra i fischi misti ad applausi del’Esseneto.

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AKRAGAS   0

MESSINA    0

AKRAGAS (3-5-2) Pane; Riggio, Caze, Carrillo; Longo, Coppola (dal 20′ s.t. Palmiero), Pezzella, Salandria, Sepe (dal 34′ s.t. Russo); Cochis (dal 24′ s.t. Cocuzza), Gomez. (Addario, Leveque, Marino, Garcia, Assisi, Carrotta, Provitera, Rotulo). All. Di Napoli.

MESSINA (4-3-3) Berardi; Palumbo, Rea, Bruno, De Vito; Foresta, Musacci, Grifoni (dal 28′ s.t. Capua); Milinkovic (dal 24′ s.t. Madonia), Pozzebon, Ferri (dal 47′ s.t. Saitta). (Russo, Mileto, Marseglia, Bramati, Ricozzi, Akrapovic, Gaetano, Fusca). All. Lucarelli.

ARBITRO De Angeli di Abbiategrasso

NOTE Spettatori 1000 circa; abbonati 430; paganti e incasso non comunicati. Ammoniti Rea, Sepe, Pezzella e Milinkovic Corner 6-5. Recupero 0′ e 4′.

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