Messina-Casertana, il tempo non torna più

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Pubblicato il 22 ottobre 2016 in Primo Piano

Quando Arturo Di Napoli si sedette sulla panchina del Messina, in una piovosa domenica di settembre a Monopoli, nessuno poteva sapere quale sarebbe stato il destino dei giallorossi. Da quel 20 settembre è passato un anno, un mese e qualche giorno; ma sopratutto sono passati troppi tecnici ad alternarsi sulla panchina giallorossa. Cristiano Lucarelli è il quinto allenatore in un anno scelto da Natale Stracuzzi per guidare il suo Messina. Non staremo a fare il riassunto delle puntate precedenti, tutti conoscete a menadito cosa, come e quando è accaduto. La nostra è una breve parentesi per rinfrescarci un po’ le idee, e comprendere che la ricerca di pace e continuità in casa Messina sta vivendo pagine nerissime. Il tempo può esserti alleato o nemico, dipende da come lo coltivi. La società giallorossa ha preferito sprecarlo, tutto perso dietro mancanza di organizzazione e tentativi di galleggiare più che navigare. Bertotto e Marra lasciano Messina per motivi opposti, Lucarelli pare una scelta più coerente rispetto a quella estiva dell’ex capitano dell’Udinese. Si torna, quindi, a seguire un filo logico dal punto di vista tecnico. Degli errori di Marra abbiamo detto tantissime volte, adesso è il momento di pensare solo a Cristiano Lucarelli e tutto il suo bel gruppo di preparatori: il primo passo del neo tecnico deve, necessariamente, essere quello di far diventare proprio un gruppo ideato e costruito da altri. L’ingaggio immediato di Grifoni va dalla parte opposta, se l’ex Prato partirà titolare il messaggio sarà chiaro. Marra è stata tradito dalla scarsa fiducia tecnica verso i suoi, in più la presunzione tattica ha fatto il resto. Lucarelli si presenta zuppo di frasi ad effetto, conosce il calcio e sa usarlo a suo piacimento. Umiltà o modestia (?) alla base, ma soprattutto continue strizzate d’occhio alla tifoseria. Probabilmente un po’ di confusione c’è, dato che da parte del tifo il supporto alla squadra non è mai mancato, e pretendere che cessi la contestazione alla società pare ostacolo invalicabile. Un allenatore che studia da capopopolo, così come era da calciatore quando Livorno o Donetsk cambiava poco, l’importante era trascinare sul campo e fuori. Le sue dichiarazioni post Vibonese e pre Casertana sono state chiare, oltre alla facciata della retorica calcistica c’è un allenatore che vuole scaricare la pressione da un gruppo di ragazzi giovani, ma che merita e pretende tempo. Eccolo che torna il “tempo”, quello che questo Messina non ha rispettato e che adesso si ritrova ad implorare per non continuare nella sua implosione tecnica e gestionale.

ESORDIO – Passando alle cose di campo: mister Lucarelli non potrà contare su Ionut per infortunio e Pozzebon squalificato, per il resto tutti a disposizione. Scelta libera, quindi, per il tecnico giallorosso che ripartirà dal 4-3-3 che vedrà l’esordio dal primo minuto di Giulio Grifoni sulla corsia destra di difesa. Con lui Rea e Palumbo partono favoriti, a completare De Vito. In mezzo Musacci rimane il regista, Foresta l’intoccabile, il terzo dovrebbe essere Capua. In avanti l’assenza più pesante ma senza soluzione: da Ferri, Madonia e Milinkovic non sarà possibile prescindere. La disposizione conta poco, probabilmente si tratterà di un tridente mobile che non darà punti di riferimento. Inutile chiedere ad uno dei tre di scimmiottare il centravanti classico, muovere la macchinosa coppia centrale della Casertana potrebbe risultare decisivo. Nelle poche indicazioni che possiamo trarre dalla vittoria contro la Vibonese, notiamo che la volontà sarà quella di impostare la manovra già dalla difesa cercando di non isolare Musacci nel compito di creare gioco. Cambi di gioco e ampiezza, la punta centrale non rimane da sola perché gli spazi devono essere attaccati dagli intermedi. La partita con la Vibonese conta poco, adesso ci sarà solo bisogno di tempo.

CONTENERE – La Casertana che arriva al San Filippo è ferita da due ultime uscite deludenti. La sconfitta di Francavilla e il pari strappato alla Reggina arrivano a coronare due prestazioni sottotono sul piano fisico e mentale. L’inizio di stagione è stato influenzato dalla bagarre societaria vissuta in estate, la parte centrale di questo scorcio di campionato ha indicato che la squadra di Tedesco conosce la via per trovare punti e continuità (Casertana, la serena ambizione di Tedesco). A Messina è probabile che i campani cercheranno di fermare l’emorragia, consapevoli che l’avversario non è guarito per un cambio in panchina o una vittoria in Coppa Italia. Questo campionato sta insegnando che è possibile far punti ovunque e contro chiunque, ma sopratutto in qualsiasi momento. Il Messina vorrà ripartire, la Casertana non continuare a sprofondare. Mister Tedesco perde Pezzella per squalifica e cerca di recuperare al massimo Giannone, in caso contrario a completare il tridente con Orlando e Carlini sarà Taurino. In difesa assente Rainone per infortunio e, come detto, Pezzella per infortunio, al loro posto Potenza e l’argentino Ramos. Pochi dubbi in mezzo: Matute è in vantaggio su Rajcic per il ruolo da regista, con lui Giorno e Carriero.

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