Catanzaro-Messina, voci nel deserto

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Pubblicato il 22 novembre 2015 in Primo Piano

Cinque potenziali titolari assenti per infortunio, un fisiologico calo fisico frutto della mancata preparazione, l’inesperienza di alcuni tra gli elementi più giovani in gruppo. Queste le motivazioni più evidenti alla base della sconfitta nel deserto del “Ceravolo”: tra le logiche conseguenze un centrocampo in emergenza e una fase offensiva prevedibile con l’attacco spesso sovrastato dall’estrema concretezza degli avversari. Un Messina poco convinto cede di fronte ad un Catanzaro mosso da una bruciante voglia di riscatto: sconfitta ingiusta per quello che è stato il reale sviluppo della gara, ma è inevitabile notare come sia mancata ai biancoscudati la necessaria cattiveria agonistica nella risposta all’immeritato svantaggio. Il tecnico Arturo Di Napoli (voto 5,5) prova la carta Barilaro sulla destra e rilancia Zanini a centrocampo: pochi accorgimenti per continuare a sostenere un 4-3-3 che ha perso via via alcuni tra i suoi interpreti più funzionali. “Dobbiamo stringere i denti fino alla sosta natalizia”, parole che lasciano intendere come siano già in cantiere alcuni correttivi per provare a dar seguito alle ottime indicazioni di inizio stagione. Trarre il massimo per comprendere quali possano essere i reali obiettivi di questo Messina. Un nuovo esame all’orizzonte: con la Juve Stabia una battaglia per uomini veri.

Berardi 6: una parata spettacolare su un tiro velenoso di Squillace prima di dedicarsi esclusivamente all’ordinaria amministrazione. Incolpevole sul gol.

Barilaro 5: titolare a sorpresa, appare spesso troppo timido in marcatura e nelle avanzate oltre la linea di centrocampo. Dal suo lato le migliori occasioni del Catanzaro nell’arco dei novanta minuti.

Martinelli 6,5: legge l’azione come pochi, ma si assume talvolta evitabili rischi in fase di impostazione. Ancora una volta tra i più positivi nonostante la sconfitta.

Parisi 6,5: guida con carisma la retroguardia provando spesso a scuotere dall’inusuale torpore i compagni meno esperti. Elegante e preciso nei lanci lunghi, implacabile in marcatura.

De Vito 6,5: presente su tutti i palloni vaganti in area, impeccabile in ogni aspetto della fase difensiva.

Zanini 5: spreca l’occasione per il riscatto personale con una prova sostanzialmente anonima. Mai uno spunto, impreciso nelle ripartenze. (dal 20′ s.t. Salvemini 5: il suo ingresso non incide minimamente sull’esito della partita)

DSC_7672CGiorgione 5,5: gira a vuoto senza trovare la posizione ideale in campo. Meno dinamico del solito, soffre lo spostamento a sinistra trovando pochissima collaborazione dai colleghi di centrocampo.

Fornito 6: l’unico a salvarsi in mediana. Efficace in fase di impostazione, concreto in supporto alla difesa. Nel primo tempo ci prova con uno splendido fendente da fuori area, ma Grandi si fa trovare pronto nella risposta.

Padulano 5: statico e spesso fuori posizione, paga ancora i postumi del pesante infortunio subito a Pagani. Autore di rare sortite prive della necessaria fantasia. (dal 13′ s.t. Leonetti 5: pochi allenamenti sulle gambe prima dell’inaspettato esordio. Prova a farsi spazio in area di rigore nel finale, ma ogni suo tentativo è respinto con sicurezza dagli esperti difensori calabresi)

Cocuzza 5,5: riceve pochissimi rifornimenti in una gara che lo vede in difficoltà contro un Moi in stato di grazia. Prova ad arretrare il proprio raggio d’azione per far ripartire la manovra dalle retrovie, ma trova scarsa assistenza da un centrocampo particolarmente evanescente.

Barraco 6: prova ad imbeccare Cocuzza concedendosi talvolta qualche preziosismo di troppo. Non demerita per cattiveria agonistica e visione di gioco. (dal 35′ s.t. Biondo sv)

* foto di Giovanni Isolino

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