Entusiasmo, solidità e la cura maniacale di De Zerbi: Foggia, adesso, pensa in grande

Pubblicato il 30 ottobre 2015 in Punto C, Storie

Vincere, le condizioni ci sono tutte. Nel calcio a volte s’intersecano alcune dinamiche che poi sfociano in un progetto da ricordare, in un successo. É quello che sta accadendo a Foggia, o perlomeno la percezione è questa, e nessuno prova a nascondersi dentro recinti scaramantici. I satanelli sono i più accreditati per la vittoria finale del torneo. Lo sanno e lo dicono. Per la prima conferenza stagionale, quella della vigilia del match poi perso a Pagani, Roberto De Zerbi avrebbe potuto scegliere una linea comunicativa diversa, avrebbe potuto dire altro, contendendosi. E invece no. “Mi hanno dato in mano una Ferrari”. Tradotto: adesso dipende soprattutto da me, che dovrò essere capace di guidarla, quella Ferrari. Sbanda alla prima curva, il Foggia, e si schianta al “day one” contro il cinismo e la praticità della Paganese di Grassadonia. Il cammino iniziale ricalca la falsariga dell’esordio, fino al vittorioso derby con il Lecce. La svolta per il vero inizio di un nuovo campionato.

NUOVA PROPRIETA’ – Dalla scorsa estate il nuovo presidente è Lucio Fares, ex dirigente dei satanelli all’inizio degli anni duemila, quando De Zerbi era ancora il numero dieci di un collettivo che centrò la promozione in C1 con Pasquale Marino in panchina. Il fallimento societario, dunque, ed un frastagliato andirivieni al vertice prima del passaggio delle quote dall’ex presidente Verile ai fratelli Sannella, noti imprenditori locali legati al settore delle energie rinnovabili e dell’agroalimentare sollecitati in estate dallo stesso De Zerbi per imprimere una svolta a tutto l’ambiente rossonero; i nuovi acquirenti hanno quindi indicato Fares come nuovo numero uno del sodalizio, restando in una posizione defilata nel nuovo organigramma.

IMG_1634RESURREZIONE – L’arrivo dei Sannella rappresenta il salto di qualità necessario per puntare ancora più in alto dopo i sacrifici compiuti dalla vecchia proprietà, abile comunque a risollevare la piazza dall’incubo della serie D. Una situazione oggi ideale per puntare con grande convinzione alla promozione in cadetteria: De Zerbi è stato accontentato con una campagna acquisti impreziosita dal ritorno del figliol prodigo Iemmello e dalla conferma dei migliori elementi della passata stagione in un contesto che ha visto lievitare a 130mila euro il nuovo tetto per gli ingaggi. Il Foggia, inoltre, ha riacquistato dai Casillo il marchio societario ed ha ottenuto un nuovo campo per gli allenamenti all’interno dell’aeroporto militare Amendola. Gli ingredienti giusti per immaginare uno stabile futuro nelle categorie superiori.

LA FAVOLA CONTINUA – Una città ai suoi piedi: De Zerbi è il vero trascinatore di un ambiente pronto a scrivere nuovamente la storia del calcio meridionale dopo la Zemanlandia dei primi anni ’90. Quasi tremila abbonamenti e diecimila spettatori di media allo “Zaccheria” nelle prime quattro gare interne stagionali dopo l’aumento della capienza ottenuto dalla nuova proprietà. Un collettivo che gioca a memoria un calcio veloce e offensivo, un allenatore affamato di successi, una proprietà pronta ad investire senza alcun tipo di remora: solo l’eccesso di entusiasmo può fermare una macchina praticamente perfetta.

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