Fc Messina-Cittanovese, storie di vittorie e fallimenti epici

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Pubblicato il 24 Dicembre 2020 in Primo Piano

Il gioco non decolla, la classifica cresce. Il Football Club Messina che stende la Cittanovese paga assenze e condizione, fa tesoro dei 3 punti e rafforza una solidità difensiva solo scalfita. Il caso Barcos scuote l’ambiente, più nella credibilità societaria che nel gruppo.

OLTRE IL COMPITINO – Il primo a non essere soddisfatto della prestazione è proprio il tecnico Pino Rigoli (voto 6), la sua squadra mostra una carenza di intenso coraggio in fase di costruzione. La maglia da titolare a Coria regala ai giallorossi quel pizzico di imprevedibilità utile a muovere gli avversari, l’argentino misto ad Agnelli alzano l’asticella di una squadra troppo abituata al compitino in fase offensiva. Le scelte di Rigoli sono il primo spunto: il turnover è ampio, pure fisiologico se si pensa al doppio impegno in 72 ore arrivato dopo 50 giorni di pausa. Alessandro Marchetti viene scelto da equilibratore: il numero 13 si piazza davanti alla difesa e finisce per annullarsi con Crucitti. Il compito del centrocampista toscano e togliere linee di ricezione pulite al capitano calabrese, l’ex Messina a sua volta toglie spazio e possibilità all’avversario. Un nulla di fatto che, alla fine, paga più Marchetti dato che la Cittanovese sugli inneschi del suo numero 10 voleva costruire la fase d’attacco. Calabresi ordinati e – per larghi tratti – padroni di un possesso palla, però, sterile. Marone non deve parare assolutamente nulla, segno che ancora una volta tirare in porta al Football Club Messina sia difficilissimo. La sterilità della Cittanovese è un peccato che gli uomini di Infantino pagano, ma la questione arbitrale non può andare in secondo piano. Il rigore che sblocca il match è inventato, errore arbitrale che incide più sui nervi dei calabresi che sul risultato. Gara dagli equilibri sottili che la Cittanovese perde, anche, per colpa di un crollo nervoso ingiustificabile.

I COLPI NON BASTANO – La qualità fa sempre la differenza. Il Football Club Messina, nel paradosso di una prova percepita come inferiore rispetto agli avversari, calcia in porta in più di un’occasione e trova un La Cagnina reattivo su Agnelli e Da Silva. Parentesi sul portoghese: ottimo innesto per i giallorossi. Visione di gioco e piede educato, a cui si aggiunge fisicità e belle capacità di contrasto. Interessante il binomio con Marchetti. Tornando alla partita: la sterilità prolungata della Cittanovese viene spezzata dalla capacità dei singoli di Rigoli di incidere: la punizione di Agnelli è uno dei colpi che fanno la differenza, poi ci pensa Bevis a completare l’opera. Da quel momento il match è solo una raccolta di inutili cartellini rossi: Silenzi esce quasi rassegnato e conscio di aver sbagliato, Crucitti e Cosenza si fanno travolgere. Un peccato, perché la gara era più che viva. Passando al dettaglio sulla prestazione del Football Club, poi, non possono essere messe in secondo piano le assenze: attacco ridotto all’osso, con Dambros che regala una cinquantina di minuti di solo sacrificio. Non possono non pesare le assenze, ma se lo stesso Rigoli rimprovera i suoi di mancanza di coraggio un motivo c’è. Il tecnico di Raccuja ha dato solidità, la squadra resta sempre corta e si muove bene coi reparti. Non è difficile farle gol ma, come dicevamo, è difficile anche solo tirare. Prima i punti, allora, per Rigoli e la sua squadra ma la tendenza non può che portare a una deriva complicata. La crescita nel gioco è passaggio essenziale: nessuna squadra sopravvive di soli colpi di pennello. Il Football Club in una sola partita segna metà delle reti realizzate nel resto del campionato, numeri carenti dovuti a una insufficienza strutturale della fase offensiva. Non solo questione centravanti, allora, l’intera manovra è spesso lenta e prevedibile. A costo di diventare un disco rotto, quindi, non si può non sottolineare come siano sempre gli spunti singoli a fare la differenza. Rigoli insiste sul 4-3-3 con Coria battitore libero – anche se l’argentino è bravissimo nella fase di non possesso -, un proseguire che sembra poter continuare anche in futuro. Il gioco vale la candela? Dipenderà dal mercato, perché il solo arrivo di un centravanti puro consiglierebbe modifiche tattiche. Vista la consistenza ondivaga degli uomini di fascia. Se, invece, dovesse venire rimpolpato il settore degli esterni tutto avrebbe più senso.

IL CASO BARCOS – Il tema attacco ci porta dritti al caso Barcos. Fallimento totale della dirigenza del Football Club Messina. Nei mesi scorsi, quelli precedenti all’arrivo in città dell’argentino, avevamo bocciato il lavoro e l’insistenza di Marco Rizzieri (voto 0 per non essersi presentato in sala stampa) nel puntare su un profilo tanto complicato. La voglia di stupire messa davanti alle esigenze della squadra, così da puntare su un colpo da copertina più che su profili utili. L’arrivo a Messina di Barcos, alla fine, sembrava portare la ragione dalla parte di Rizzieri. Dal giorno della presentazione a oggi, però, nessun passo avanti burocratico e le responsabilità che Grabinski si prende non convincono nessuno. L’imputato principale resta Rizzieri e la sua voglia di un colpo inseguito senza successo. Inaccettabile accogliere come scusanti e giustificazioni quelle burocratiche: se punti un profilo extracomunitario, infatti, i primi passaggi che devi adempiere sono quelli che ti daranno certezze su permesso di soggiorno e transfer. Solo dopo iniziano le trattative. Per questa impuntatura il Football Club lascia passare treni di attaccanti – e l’addio di Ferrante non è stato casuale -, lascia il suo reparto offensivo orfano di un punto di riferimento e sacrifica sull’altare dell’insufficienza dei propri dirigenti prima Ernesto Gabriele e poi la fase di ricostruzione di Pino Rigoli. Il lungo stop forzato deciso dalla LND diventa, allora, un grandissimo aiuto per il Football Club: senza sosta il 23 dicembre sarebbe stato il giorno della giornata numero 15, che avrebbe rappresentato quasi un girone senza il tassello che avrebbe dovuto risolvere il più grosso problema palesato la scorsa stagione. Bocciata su tutta la linea la strategia del Fc Messina: da Arena a Rizzieri, con buona pace di un Grabinski sempre pronto a metterci la faccia, tutti colpevoli. L’aver messo il mirino su un singolo – e inarrivabile – obiettivo è stato utile solo a creare dissenso e far crollare il livello di credibilità dei soggetti in causa.

Marone sv: la Cittanovese non tira mai in porta. Sull’azione del gol non può far nulla, il voto sarebbe d’ufficio.

Aita 5,5: nel primo tempo soffre la spinta di Petrucci. Nella ripresa sembra prendere le misure all’avversario, quando Silenzi si sposta sulla fascia il suo pomeriggio peggiora.

Marchetti D. 5,5: corpo a corpo continuato e falloso con Silenzi. Un po’ nervoso, un po’ impreciso. Resta a galla grazie all’esperienza.

Da Silva 6,5: nota lieta del pomeriggio di Rigoli. Bravo in anticipo, lucido in impostazione e incisivo nel gioco aereo. Esce per una botta. (dal 17′ s.t. Fissore 6: si cala subito nel match, gestisce in maniera ordinata)

Ricossa 6: ordinato, meno attaccato rispetto ad Aita riesce anche a spingere con buona sostanza.

Coria 6,5: libero di svariare ma si fa valere nella fase di non possesso con grande applicazione. Freddo dal dischetto, esce stanco. (dal 36′ s.t. Quitadamo sv)

Marchetti A. 6: inizio gara a calpestare le stesse zolle di Crucitti, pecca di velocità quando il pallone passa dai suoi piedi. La sua presenza è importante più per la fase di non possesso. (dal 44′ s.t. Giuffrida sv)

Agnelli 7: sempre nella posizione giusta, accorcia, corre, recupera, calcia in porta e richiama – sempre – i compagni nella giusta posizione. Calciatore di altra categoria.

Dambros 5,5: poca condizione che prova a gestire, si vede pochino e gli manca lucidità. (dal 7′ s.t. Palma 6,5: mette qualità in una mediana in apnea, trova il tris in pieno recupero che vale la terza rete stagionale)

Mukiele 6: la squadra prova a cercarlo sulla profondità ma senza successo. Lui si impegna, prova ad allungare la difesa avversaria e nel finale firma anche l’assist. (dal 50′ s.t. Garetto sv)

Bevis 6,5: utile in fase di non possesso, bravo a dare sempre energia ai suoi compagni. In fase offensiva viene coinvolto a sprazzi, trova la rete del vantaggio con un guizzo letale per l’avversario.

CITTANOVESE La Cagnina 6,5; Fiumara 5,5 (dal 30′ s.t. Barilaro sv), Corso 6, Barnofsky 6; Miceli 5,5 (dal 46′ s.t. Ndreu sv), Fuschi 6 (dal 33′ s.t. Meola sv), Lo Nigro 5,5 (dal 17′ s.t. Dorato 5,5), Cosenza 4, Petrucci 6,5 (dal 18′ s.t. Rizzo 6); Silenzi 5, Crucitti 4,5. All. Infantino 5.

*fonte foto: Football Club Messina – ph. Marco Familiari

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