Messina-Casertana, il nuovo che avanza

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Pubblicato il 24 ottobre 2016 in Primo Piano

La semplicità paga sempre. Assioma difficilmente contestabile in una terza serie oramai svuotata di veri valori tecnico-tattici: o tempora o mores, meritocrazie giovanilistiche e alchimie federali raramente fanno rima con la parola spettacolo. Il primo vero Messina di Cristiano Lucarelli (voto 6,5) gioca con la testa sgombra contro un avversario non irresistibile, una Casertana troppo simile a quella che fu la squadra del duo Marra-Buonocore tra errori individuali e confusione tattica. Se Grifoni si è subito rivelato il grimaldello necessario per scardinare eventuali crisi di identità, appare evidente come i consigli di un tecnico in sede di mercato possano rivelarsi decisivi per rodare ogni tipo di ambizione: una regola semplice di cui far tesoro.

Berardi 6: è il primo a non accorgersi del dominio narrato dal tecnico ospite Tedesco. Incolpevole sul gol di Corado.

Grifoni 6,5: più Florenzi che Giaccherini, se il paragone deve guardare ai massimi interpreti del genere. Ha corsa e coraggio finché non termina la benzina. (dal 19’ s.t. Capua 6: protegge la retroguardia con la giusta intensità)

Rea 6,5: riscatta la pessima prova di Monopoli con una prestazione in linea con il suo curriculum. Attento in difesa, si regala la prima gioia in maglia giallorossa con uno stacco imperioso sugli sviluppi di un corner.

Maccarrone 6: non accusa nessun calo di tensione, notizia degna di menzione dopo due mesi di continui alti e bassi.

De Vito 6: con una difesa organizzata l’ex milanista diventa più efficace che appariscente. Tra diagonali perfette e marcature serrate trova poco spazio per rendersi pericoloso oltre la linea di centrocampo.

Foresta 6,5: sradica a Finizio il pallone che varrà il vantaggio giallorosso. Sfiora il terzo gol con un inserimento che avrebbe meritato maggior fortuna.

musacciMusacci 6: dalle sue geometrie passano le ambizioni di classifica del Messina. Con la Casertana una gara in chiaroscuro, tra scelte troppo comode e qualche rischio di troppo in fase difensiva.

Mancini 6: Lucarelli ha bisogno di esperienza in campo, l’ex laziale è pronto a mettersi al suo servizio. Nessun acuto in una prestazione che mira esclusivamente a mantenere con ordine l’equilibrio tra i reparti.

Milinkovic 7: ha la libertà di orchestrare a suo piacimento l’intera manovra offensiva. Un invito a nozze per il franco-serbo impreziosito dall’assist da fermo per Rea e dal palo che legittima la vittoria giallorossa. (dal 32’ s.t. Akrapovic sv)

Madonia 7: detto nelle scorse puntate di una media gol da attaccante di razza, l’ex Matera mostra con la Casertana anche il brio e la concentrazione da aspirante leader.

Ferri 6,5: regala a Madonia i flash dei fotografi con l’assist che vale il vantaggio. In crescita sotto il profilo dell’autostima. (dal 12’ s.t. Palumbo 6: quaranta minuti in campo senza mai cedere di un millimetro rispetto alle consegne del mister)

CASERTANA (3-4-1-2) Ginestra 6; D’Alterio 5,5, Potenza 5,5 (dal 26’ s.t. Giorno 5,5), Lorenzini 5; Finizio 4,5 (dal 1′ s.t. Colli 5,5), Carriero 6, Matute 6,5, Ramos 6; Carlini 5,5; Corado 6, Orlando 5 (dal 16′ s.t. Ciotola 5,5). All. Tedesco 5,5.

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