Messina-Catania, alla fiera dell’ex

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Pubblicato il 27 febbraio 2017 in Primo Piano

Tra campo e tribuna un rifiorire di volti noti, cavalli di ritorno, vecchie e nuove proprietà. Ammainate le ultime bandiere, i derby-non derby di Lega Pro assumono le sembianze di porte girevoli, nuove precarietà che riflettono la stagnante economia isolana. Al Franco Scoglio si consumano colpi di scena in serie prima di giungere al verdetto finale: il suicidio del Messina, il Catania in trionfo. Il tecnico peloritano Cristiano Lucarelli (voto 5,5) si assume generosamente le responsabilità della disfatta, mossa d’astuzia per compattare un gruppo fragile, sempre desideroso dell’ennesima conferma. Gli errori tecnici di da Silva e Milinkovic mandano in soffitta esperimenti tattici (il 3-5-2 iniziale) e prove di coraggio: gli etnei bissano il successo dell’andata grazie a Pisseri e ad un attacco di categoria superiore. Pozzebon in gol in entrambe le gare con due maglie diverse: sorrisi e amarezze, fino al prossimo giro di giostra.

Berardi 5,5: strepitoso su un preciso piazzato di Fornito, ma resta a metà strada nella goffa incornata di Pozzebon che vale il pareggio etneo.

Maccarrone 6: sfiora nel recupero la rete del 2-2. Si rivela il più attento del pacchetto difensivo, sicuro negli interventi, vigile nel controllo dell’area.

Rea 5,5: un suo tiro da distanza ravvicinata esalta i riflessi di un ottimo Pisseri. Ingenuo in occasione della rete di Pozzebon.

Bruno 5: vale il discorso fatto per Rea. Debole la sua opposizione a Barisic nell’episodio che decide la partita.

Grifoni 5: troppe sbavature lungo la fascia per l’ex Prato, protagonista in negativo nel fallo da rigore su uno scatenato Pozzebon.

_MG_4076Da Silva 4,5: tra i migliori in campo prima dell’assurdo intervento che gli costa il secondo giallo. Errore grave che indirizza il match verso una clamorosa sconfitta.

Musacci 6: sempre sugli scudi quando affronta gli ex compagni rossazzurri. Come nella gara di Coppa Italia, il regista toscano si esalta negli scambi stretti e nel supporto alla manovra offensiva.

Mancini 5: impalpabile per lunghi tratti del match. (dal 20’ s.t. Foresta 6: come Barone al Mondiale 2006, attende ancora nel cuore dell’area il pallone del possibile raddoppio).

Sanseverino 5,5: entrato lentamente nei nuovi meccanismi, il centrocampista palermitano mostra per la prima volta intensità e tempismo negli inserimenti. Ancora troppo poco per esultare, ma un primo passo è stato compiuto. (dal 41’ s.t. Plasmati sv)

Anastasi 5: il perfetto centravanti moderno quando gravita tra la trequarti e il limite dell’area (al suo attivo l’espulsione di Drausio e il fallo da rigore di Russotto). Spento ed esageratamente timido a pochi metri dalla porta: Pisseri a parte, confermato ancora una volta il poco incoraggiante trend delle ultime settimane.

Milinkovic 6: incontenibile su ogni superficie, una furia in tutte le zone del campo. Manda in bambola la difesa etnea con le sue accelerazioni: tutto vano.

CATANIA Pisseri 7,5; Drausio 4, Bergamelli 6, Marchese 6,5; Russotto 5,5 (dal 20’ s.t. Parisi 6), Biagianti 6,5, Bucolo 6 (dal 23’ s.t. Barisic 7), Fornito 6, Djordjevic 6; Pozzebon 6,5, Tavares 5,5. All. Petrone 6,5.

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