Messina, domani giornata importante per il futuro della società

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Pubblicato il 2 maggio 2016 in Primo Piano

Non è una trattativa semplice. Ci sono degli scogli da superare, alcuni dei quali di una certa rilevanza. Il futuro del Messina si delineerà nelle prossime settimane, ma al momento gli scenari sono ancora in via di definizione. Di scontato c’è davvero poco, ma andiamo ai fatti. Nel tardo pomeriggio di oggi, presso lo studio di Bonny Candido, legale che cura gli interessi della nuova cordata disposta a rilevare le quote di maggioranza del Messina, si è tenuta una riunione con lo scopo di limare gli ultimi dettagli. Sul tavolo il documento che verrà presentato domani all’attuale proprietà, mossa che renderà di fatto ufficiale la manifestazione d’interesse a entrare in quota da parte del gruppo di cui, come noto, fanno parte Francesco Barbera, Franco Proto, Antonio Rescifina e Immacolato Bonina. Non sono ancora stati svelati i nomi degli altri imprenditori che sarebbero coinvolti nell’operazione. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Corner Messina, però, una quota di proprietà – del valore del 12,5% – potrebbe essere destinata a una sorta di azionariato popolare. Quota che sarebbe stata pensata, più che altro, per l’eventuale ingresso di alcuni piccoli imprenditori locali.

GLI SCOGLI – Dettagli, perché al momento i nodi da sciogliere sono altri. In primis quelli che riguardano aspettative e condizioni già manifestate dalle parti coinvolte. L’attuale proprietà, intanto. Stracuzzi e soci chiedono un riconoscimento economico. Probabilmente sarebbero disposti ad accettare anche una lieve limatura al ribasso, ma di certo si tratterebbe di una cifra non troppo distante dal mezzo milione di euro chiesto in occasione degli incontri informali delle scorse settimane. Su questo fronte, tra l’altro, non è escluso che la cordata Barbera possa rivedere la propria strategia, mettendo sul piatto anche un’offerta che riconosca, almeno parzialmente, gli investimenti fatti dalla proprietà nel corso della stagione che sta per concludersi.

DEBITI – L’altra questione fondamentale è quella che riguarda il monte debitorio effettivo. Nel corso dei colloqui avvenuti nelle scorse settimane, i potenziali acquirenti avrebbero posto una condizione imprescindibile: dovrà essere chiaro il quadro dell’esposizione debitoria dell’Acr Messina. Specificando, tra l’altro, che se i debiti certificati dovessero superare il milione di euro, l’affare si arenerebbe sul nascere. Al momento, a lume di naso, la sensazione è che la partita sia più complicata di quanto si creda.

GERARCHIE – Non è solo una questione finanziaria, perché in questi casi entrano in ballo anche altri aspetti, come i livelli di potere decisionale. Non è facile immaginare che l’attuale proprietà, a meno di offerte irrinunciabili, sia disposta a ridimensionare nettamente la propria influenza sulle scelte che riguarderanno il futuro del Messina. I fatti, a onor del vero, dicono che Stracuzzi e soci sono stati capaci, nel primo anno di gestione, di costruire una squadra che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante in un torneo difficile e per nulla scontato, nonostante le innumerevoli difficoltà, gli svariati handicap strutturali e il budget risicato messo a disposizione del d.s. Argurio. Risultati che, giocoforza, nei retropensieri dei vertici societari hanno alimentato la convinzione che a prescindere dall’esito di questa trattativa, il Messina possa comunque aspirare al salto di qualità. Magari cercando di reperire risorse altrove e accantonando, per cause di forza maggiore, la retorica della “messinesità” a tutti i costi.

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