Messina-Troina, la domenica delle salme

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Pubblicato il 3 dicembre 2018 in Primo Piano

Non sarà la rete di Porcaro nel finale a salvare, realmente, il Messina. Il pari contro il Troina mostra, ancora una volta, tutti i limiti della squadra di Oberdan Biagioni (voto 4): nessuna idea di calcio proposta, trame inesistenti e fase offensiva scaricata sull’estro degli attaccanti. Messina inconcludente quando attacca, indecente quando difende e si fa tartassare perdendo tutti i contrasti. Il terreno di gioco del San Filippo, imbarazzante, non può diventare una scusante dato che questo Messina non viene mai limitato dalle cattive condizioni del campo ma dalla mancanza totale di un’identità. Fare l’ennesima analisi negativa della prestazione dei giallorossi è totalmente inutile: lo diventa nel momento che le pochezze mostrate sono le stesse di sempre e, soprattutto, quando si è consapevoli che molti dei giocatori visti in campo siano alla loro ultima prova. I riflettori si spostano sulla conduzione tecnica: Infantino è stato inchiodato dopo le prime uscite per la presunzione tattica e l’insipienza temperamentale. Con Biagioni la musica non è cambiata, anzi il Messina va sempre peggio: soprattutto dopo che la scusa del sistema di gioco è decaduta. Semplicemente questa squadra non ha un gioco, non sa cosa fare in campo ed è palese l’inconsistenza nella fase di possesso palla. Il tecnico romano non ha dato nulla al Messina, impossibile decifrare quale sia la sua idea di calcio e quali dovrebbero essere le armi con cui risalire la classifica. Non esistono catene laterali, ovvie in 4-3-3, limitando così lo sviluppo in entrambe le fasi del gioco. Quando il Messina attacca gli esterni sono fermi in attesa del pallone, le sovrapposizioni non arrivano mai anche perché manca la continuità negli uomini scesi in campo. Al peggio non c’è mai fine: la fase difensiva è un disastro. I giallorossi non godono del pressing del trio offensivo, costretti quindi a difendere sempre piatti sull’uscita comoda degli avversari. Sulle corsie è un continuo uomo contro uomo: presi in velocità i difensori esterni del Messina vanno tutti in difficoltà, in più è netta la sensazione che la forza fisica necessaria non sia presente in molti calciatori. Troppo spesso vengono bucate le diagonali, ma la tattica non è un mero discutere di numeri: quando l’avversario attacca dagli esterni trova campo aperto, gli attaccanti non aiutano ed i terzini sono costretti a muoversi sia sull’avversario da marcare che sul pericolo potenziale in arrivo a rimorchio. Rimanendo nella “terra di nessuno” può capitare, e capita, di finire per essere sempre in ritardo nelle giocate o mal messi per affrontare i contrasti. Il mercato è solo un paravento, allo stregua delle colpe dei calciatori: non ci sono dubbi che questo gruppo abbia fallito, questo però non purifica il cammino di un Biagioni nettamente fuori contesto. Il suo Messina soffre della stessa malattia di quello di Infantino: non è una squadra. Contro il Troina le prestazioni sono in rima con quelle già offerte: sempre e solo sprazzi misti a calciatori che non dovrebbero poter vestire la maglia di una squadra con ambizioni di alta classifica. Ibojo ci regala una ventina di minuti di immobilità, faremo finta che i problemi muscolari abbiano inciso, come ci accontenteremo di un Arcidiacono spietato sotto porta e irritante in fase di sviluppo. Genevier non gode di credito infinito, anche se i suoi limiti sono dovuti a un trio offensivo convinto di poter ricevere palla solo sui piedi. In attacco Rabbeni o Gambino cambia poco, nessuno dei due si muove in maniera armonica per i compagni; il migliore è sempre Petrilli ma nel calcio non si vive, purtroppo, di sola tecnica. Capitolo Porcaro: diventa il bersaglio dei fischi, emblema di una squadra che non va. Soffre gli attaccanti fisici come da inizio anno, cresce quando deve velocizzare il gioco ma soprattutto resta nella partita fino alla fine. La rete al novantesimo è la dimostrazione di come la spina mentale, pur in un giocatore dal rendimento generale insufficiente, sia ancora attaccata.

Meo 5,5: tiene i suoi in gara con un paio di buoni interventi, rovina tutto con l’ennesima uscita a vuoto in occasione del vantaggio ospite.

Sarcone 5,5: non strappa la sufficienza giocando una partita troppo impaurita, non si fa mai vedere in fase di spinta.

Ibojo 5: solo una manciata di minuti che bastano per farsi saltare un paio di volte, legnoso e lento. (dal 20′ p.t. Zappalà 5,5: gioca una gara di personalità, ci mette la fisicità necessaria ma non basta quando non riesce a contenere Bonfini)

Porcaro 6: ancora male nel corpo a corpo difensivo, cresce però nella gestione della palla nonostante passi la gara a subire i fischi dei pochi presenti. La sua zuccata vale un punticino, reazione d’orgoglio da giocatore comunque vivo.

Dascoli 4: in fase difensiva è disastroso, perde in maniera puerile il contrasto che spiana la strada a Sidibe il cui cross, deviato, varrà il primo pari. (dal 6′ s.t. Lundqvist 6: ordinato in maniera intelligente, prova a giocare sempre di prima)

Traditi 5: ci mette tutta la sostanza che c’è nelle sue corde, tecnicamente non è mai convincente. (dal 24′ s.t. Gambino 5: non incide in un momento della sfida in cui il Messina poteva, ancora, provare a vincere)

Genevier 5: i giallorossi non hanno un solo schema, lui si perde in continui e inutili lanci lunghi.

Bossa 4,5: troppi errori tecnici per un calciatore come lui, in calo anche sul piano della personalità.

Arcidiacono 6: nella sua gara c’è solo il gol e un primo tempo discreto, poi nulla.

Rabbeni 4: inconsistente, il ruolo da prima punta lo limita in maniera netta. (dal 36′ s.t. Cocimano sv)

Petrilli 6: sempre il più vivo dei suoi. Serve una bellissima palla ad Arcidiacono per il vantaggio, è l’unico a creare fino alla fine.

TROINA Polizzi 5,5; Lo Cascio 6, Bonfini 7, Didiba 6; Sidibe 6,5, Boscaglia 6, Saba 6, Ceesay 6, Adeyemo 6,5; Ferreira 6 (dal 40′ s.t. Ruano sv), Musso 5,5. All. Boncore 6

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