San Tommaso-Fc Messina, la cultura del Kaizen

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Pubblicato il 2 Dicembre 2019 in Primo Piano

Il termine giapponese Kaizen – coniato dall’economista Masaaki Imai nel 1986 – deriva dall’unione dei termini Kai (cambiamento) e Zen (migliore), composizione che dà vita al significato di miglioramento continuo. L’economista Imai lo creò per descrivere, al meglio, la filosofia che aveva favorito lo sviluppo economico nipponico.

NONOSTANTE FISSORE – Non tanto le tre vittorie consecutive – figlie anche di avversari con diverse difficoltà -, più lo zero nella casella delle reti subite, frutto di pochissime occasioni concesse agli avversari. La mossa Gabriele porta il Football Club Messina in una dimensione totalmente nuova. Lo 0-3 di Troina è stato, senza ombra di dubbio, il passaggio fondamentale per rialzare la testa dopo l’esonero di Costantino. Gli ennesi sono arrivati alla sfida pieni di problemi, cosa che non ha reso la sfida meno complicata ma ha favorito una squadra che necessitava di un’iniezione di fiducia. Col Marsala è arrivata una conferma, utile sopratutto in vista di un mese di dicembre dal calendario meno duro. Contro il San Tommaso la vittoria era nelle cose, perché gli avellinesi restano – insieme al condannato Corigliano – la maggior candidata all’Eccellenza diretta. Vincere, comunque, non è mai facile con il vero obiettivo che restava quello di convincere ancora una volta trovando, anche, ulteriore solidità. La solita rete di Carbonaro aveva messo in discesa la sfida, ci ha pensato Fissore a mettere inutile pepe a un pomeriggio che poteva essere di ordinaria amministrazione. Reazione inutile e rosso diretto, con la salvezza rappresentata da un San Tommaso incapace di pungere e colpito altre due volte. In dieci uomini per una settantina di minuti il Football Club Messina ha mostrato un volto da squadra convinta, capace – per la prima volta – di non crollare alla prima difficoltà come già visto con Corigliano, Biancavilla, Acireale e Castrovillari.

LA COLONNA VERTEBRALE – Il rientro di Alessandro Marchetti è stata la cura migliore per una squadra fin troppo sbilanciata. Il suo infortunio ha condizionato Costantino, sarebbe comunque errato limitare a un singolo giocatore un mutamento simile. Chiaramente il ritorno di Marchetti ha aiutato a scegliere una squadra più capace di raccogliersi in fase di non possesso, anche per le caratteristiche di lettura del centrocampista toscano. Il suo supporto a Giuffrida è evidente, tanto che il capitano giallorosso ha ritrovato brillantezza grazie a un minor carico di fase difensiva in solitaria. La coppia si mescola a quella alle loro spalle: Domenico Marchetti e Fissore (ricascato in blackout) hanno aumentato il livello delle proprie prestazioni, anche se la lunga squalifica che l’ex Alessandria rischia (Carrozza per un intervento simile contro il Castrovillari rimediò 3 turni) potrebbe togliere riferimenti saldi, con Quitadamo che dovrà approfittare della chance in arrivo sia dal punto di vista personale che per l’obiettivo di squadra. La colonna centrale è completata da un Carbonaro in stato di grazia: a San Tommaso arriva la nona rete stagionale, ma più dei gol sono le prestazioni a essere apprezzate da compagni e avversari.

I GIOVANI – L’impatto di Camara – all’esordio dal primo minuto in campionato – ha convinto nonostante un ruolo sperimentale. La prestazione del centrocampista classe 2001 si unisce a quelle continue di Casella e Brunetti, agli spunti di Carrozza e la concretezza di Correnti. In gol anche Pini, altro 2001 che aveva già ben impressionato nella sfida contro il Messina. La truppa dei giovani rimane un punto di forza di questo Football Club: il mercato di dicembre dovrà rimpolpare le alternative, sia in difesa che in attacco occorrerà regalare a mister Gabriele soluzioni che non impongano modifiche radicali in caso di assenza di uno dei protagonisti.

LA CURA GABRIELE – A San Tommaso è arrivata la terza vittoria consecutiva, un filotto che ha riportato la zona playoff a portata di mano e che aumenta il rammarico per gli sprechi precedenti. Presto per parlare di squadra guarita: il rosso a Fissore ha riacceso la spia sui cali di tensione dei singoli. Gabriele ha inciso, e tanto, sul rendimento generale ma il lavoro dovrà aumentare per evitare i passaggi a vuoto del recente passato, favoriti proprio da mancanze singole. Fissore è ricaduto nell’errore, salvato da compagni e avversari che hanno rispettato i valori in campo nonostante la differenza numerica. Brutto segnale che fa comprendere come non possa bastare un cambio in panchina per archiviare nel cassetto dei ricordi gli scivoloni – dettati da pecche non solo di squadra – che hanno allontanato Palermo, Savoia e podio. Le sprezzanti ambizioni di vittoria del campionato di Rocco Arena sono diventate risibili di fronte al distacco accumulato dai rosanero di Pergolizzi. Adesso al Football Club Messina non resta che lavorare – e duramente -, in campo e sul mercato, per quello che resta l’obiettivo massimo possibile per questa rosa: un posto in zona playoff.

*foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale del Football Club Messina

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