Messina-Catania, errori vincenti

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Pubblicato il 16 novembre 2015 in Tattica

Alla fine la montagna ha partorito il topolino, perché il tanto atteso Messina-Catania non ha certamente soddisfatto tifosi e tecnici. Vince Lello Manfredi che porta quasi 20 mila messinesi allo stadio, chi si aspettava un derby emozionante e rimasto invece deluso. Poche occasioni da gol, pochissimi spunti tecnici di interesse e tanta confusione. Il Messina non voleva perdere, il Catania non doveva perdere. Lo 0-0 finale è il risultato che aleggiava sul “San Filippo” già prima della sfida. Tatticamente le due squadre vogliono vincerla a centrocampo, Pancaro sceglie il doppio regista mentre Di Napoli si copre interno. L’infortunio di Russotto stravolge le idee del Catania per due motivi: il primo perché il movimento tra le linee dell’esterno non è replicabile da altri; il secondo perché Plasmati è un camion con rimorchio pesante. Il centravanti catanese diventa punto di riferimento non desiderato in primis da Pancaro, vince un solo contrasto aereo e dirotta Calil sull’esterno. Di Napoli vince la sfida unicamente perché è così che l’aveva preparata. Nunzella non è un’ossessione che lo interessa, la copertura la vuole nel centro del campo e tra le linee. Lo tradisce solo la condizione fisica, quando il Catania muove la palla in stile rugbystico il Messina smette di correre ed inizia a rincorrere. Il nostro classico focus tattico post gara si concentra sui modi diversi di attaccare delle due squadre, pressing e coperture preventive.

CHI TROPPO, CHI NIENTE – Siamo nel primo tempo, abbiamo montato due frame quasi consecutivi di un’azione offensiva del Messina. Nella prima parte vediamo in alto Giorgione pronto a far partire un cross verso il cuore dell’area avversaria dove, però, ci sono soltanto Cocuzza e Padulano (cerchiati in azzurro). Nella seconda parte, evidenza arancio, il proseguo dell’azione porta il Messina a giocare un 3vs7 disordinato, tanto che Cocuzza forzerà un sinistro molle. In questa azione possiamo notare come il Messina si spinga in avanti accompagnando pochissimo la manovra, solo due attaccanti in area e l’arrivo (tardivo) di un centrocampista serve a poco contro una difesa oltremodo schierata.

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Cambiamo zona di campo, esattamente due minuti dopo all’azione presa in analisi nel blocco precedente. Attacca il Catania ed i numeri cambiano. 6vs6, Nunzella gioca dalla sinistra un pallone in area che finirà sui piedi di Calderini, destraccio e palla in curva. Dettagli, la cosa importante è la differenza di approccio tra le due squadre. Il Messina gioca un mismatch numerico imbarazzante; dall’altra parte c’è una parità numerica che porta ad una grande occasione. Nell’occasione, tra l’altro, il Messina fatica a leggere l’azione stringendo tutta centralmente e facendosi trovare scoperto sull’attacco del palo lungo.

area piena

REGISTA BASSO – La solidità del Messina è basata su un gruppo di centrali difensivi di primissimo piano. Se in campo ci sono Martinelli e Parisi, poi, oltre che difensivamente il Messina ne guadagna in impostazione. Primo tempo, solito palleggio basso dei giallorossi che iniziano l’azione sempre dai centrali di difesa. In arancio le z0ne di pressing del Catania: nel riquadro in piccolo ci sono Martinelli in possesso palla, arriva Plasmati a dar fastidio ed impedire la giocata interna su Parisi o Baccolo (cerchio azzurro). Proprio il centrocampista davanti alla difesa paga caro questo pressing avversario. Plasmati taglia la linea di passaggio su di lui, contemporaneamente (riquadra arancio grande) Scarsella e Calil impediscono il movimento senza palla del regista messinese. Martinelli ha una sola giocata libera, quella esterna. Passaggio perfetto su Giorgione che andrà al cross per Cocuzza, un rimbalzo tradirà la punta giallorossa. In questa azione tutto funziona perché nulla funzioni: il pressing del Catania è ben fatto, Martinelli deve forzare la giocata ma qui entra in scena la grande tecnica del difensore del Messina. Sempre lucido e spavaldo, giocata esterna e Catania preso di infilata anche per colpa della tardiva uscita alta di Nunzella, unica pecca di questa fase di pressing.

pressing

IL BALLO DI RUSSOTTO – Gioca poco, anzi pochissimo, Andrea Russotto. Per Pancaro il suo infortunio alla spalla è una disdetta incredibile. Esterno dal piede invertito, tecnico e veloce. Sulla corsia mancina il Catania semina vento per raccogliere tempesta, i tagli di Russotto devono liberare campo per le avanzate di Nunzella. Esce lui e il giochino finisce. Il tempo per mettere in atto il piano c’è. Neanche cinque minuti sul cronometro, il Catania ha mosso il pallone da destra a sinistra in stile rugystico. Da Agazzi a Musacci per finire con Russotto. In rosso attacco del fondo e copertura preventiva. Nunzella si prende lo spazio alle spalle di Russotto, Palumbo è attento e col corpo è posizionato per uscire sulla sovrapposizione. Russotto legge tutto e va da solo, con la linea gialla indichiamo la direzione percorsa prima di scagliare un destro non potentissimo. In azzurro c’è Giorgione, già nel nostro fermo immagine è troppa la distanza tra lui e Russotto. Il centrocampista del Messina non riuscirà a colmare lo spazio, e non potrà chiudere sul tiro.Nunzella

MALEDETTE DISTANZE – Prima abbiamo analizzato il pressing del Catania dal quale il Messina è stato bravo ad uscire grazie alla tecnica individuale alta dei suoi interpreti. Prendiamo in considerazione la fase di non possesso del Messina: le occasioni del Catania forse non saranno rimaste impresse nella memoria, ma la fase difensiva del Messina non è stata assolutamente ineccepibile. Ecco un doppio errore che porterà ad una doppia occasione per il Catania. Prima foto, abbiamo giocato un po’ coi colori per evidenziare meglio la mancata pressione sul portatore. In azzurro c’è Musacci, in rosso Cocuzza e Giorgione. Il regista catanese è liberissimo, nessuna pressione e giocata scoperta. I giallorossi sbagliano tutti, Cocuzza non si abbassa e Giorgione vuol mettere una pezza ma è in ritardo (c’è da dire che nell’occasione perderà un tempo di gioco perché intralciato dall’arbitro). Musacci andrà al lancio lungo.

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Messina completamente sbilanciato, messo malissimo in campo e distanze errate. Plasmati vince il duello aereo (riquadro rosso), sulla seconda palla arriva Calderini che batte di sinistro. Berardi respinge bene, sul proseguimento Plasmati avrà una grande occasione ma gli mancherà la tecnica e il sangue freddo. In giallo il movimento che Calderini farà per arrivare al tiro, in azzurro c’è De Vito. L’esterno mancino del Messina, nella circostanza, è messo in posizione errata. Troppo distante da Calderini, nella terra di nessuno difensiva tanto che non potrà nulla sul tiro del giocatore etneo. Sarà sempre lui a non rimettersi velocemente in posizione e lasciare spazio da attaccare a Plasmati che, come detto, sprecherà una facile occasione.

seconda palla2

* foto ©PeppeSaya

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