Visione Editoriale

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Pubblicato il 19 settembre 2015 in Primo Piano

Corner Messina è una finestra sul mondo del calcio a tinte giallorosse e sul “Pianeta Fùtbol” in generale. È un ponte che unisce la sponda fredda del calcio, fatta di big data, tattica, business del pallone, quote e statistiche, con quella calda, quella del tifo, della passione, della letteratura sportiva, della venerazione di quel gioco che ci piace raccontare spinti da una passione che rasenta l’idolatria. La scelta del nome di questo magazine digitale non è casuale: guarderemo al calcio da una prospettiva diversa, stretti a una delle bandierine piantate nelle zone periferiche del rettangolo verde. CM è un progetto che sbarca in rete depurato dalla presunzione di voler competere con gli altri spazi d’informazione digitale sul Messina e sul calcio. Progetti editoriali, questi, realizzati da colleghi che negli anni ci hanno informato, spesso con professionalità, sulle vicende in chiaroscuro della squadra che ha sdoganato il nome della nostra città su tutti i campi d’Italia. Non aspiriamo a diventare i migliori, e ci sforzeremo di tenere a bada la pruriginosa logica del click a tutti i costi. No, non faremo la corsa su nessuno. Vogliamo solo essere diversi, riconoscibili. Inseguiamo un’unica aspirazione: costruirci un’identità, o poco altro, convinti che la chiave tattica vincente, nel giornalismo come nel calcio, si nasconda nei dettagli.

IL CALCIO AL CENTRO – Chiariamo da subito un concetto, però: sarebbe errato pensare che questo sia un sito web sul Messina. No, o meglio non solo. CM è essenzialmente un luogo digitale che parla di calcio, tout court, attraverso un’ottica particolare: gli splendori e le miserie di chi ha indossato, indossa e indosserà la maglia biancoscudata. Lo faremo con gli occhi puntati sull’area di rigore, quella zona di campo che al momento del corner si anima di maglie e di vita, di spinte e di abbracci necessari, di aspirazioni in contrasto, di sfide nella sfida.  La distanza, dal nostro punto di vista, è quella ottimale. Lo scopo? Dare un senso, logico e al contempo viscerale, a quel groviglio umano che si agita lì in mezzo.

PROSPETTIVA CORNER – Dicono, forse a ragione, che il calcio sia roba da popolino, fuffa, incarnazione di un istinto animale che s’impone sulla ragione. Uno dei tanti modi per anestetizzare le coscienze, per distrarre le masse dalle cose che contano davvero. Quanta verità, ma permetteteci di affermare, da questo momento, quello che è il nostro modo d’intendere questo sport: il calcio, lasciatecelo dire, è tanto altro. È scienza. È cultura. È sentimento. Il calcio è una finestra particolare sull’esistenza. E noi, con buona pace dei benpensanti, e di tutti quelli che guardano allo stadio come al posto in cui una ventina d’idioti insegue un pallone, davanti a migliaia di anime che passano poco meno di due ore a sperare in una bella giocata, da questa finestra, di certo, non abbiamo la ben che minima intenzione di schiodarci. Questo è il nostro primo corner: siamo pronti a calciare il pallone, dalla periferia al centro, e restare a guardare cosa succede in the box. Ci stringiamo attorno alla bandierina e lasciamo agli altri, a quelli che aspettano famelici il pallone giusto in area di rigore, la possibilità di prendersi la ribalta e assaporare la gloria. Noi, comunque vada, sapremo accontentarci di molto meno.

 

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